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Risultati di ricerca

6133 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Louboutin ha un direttore creativo uomo, è Jaden Smith

    Jaden Smith e Christian Louboutin (photo by Christian Louboutin) Per la prima volta nella sua storia la maison Christian Louboutin ha un direttore creativo per la linea uomo. È Jaden Smith ed è il figlio 27enne di Will Smith e Jada Pinkett . A lui il compito di supervisionare la creazione delle quattro collezioni all'anno di calzature, pelletteria e accessori dedicate all'universo maschile del marchio, oltre che, naturalmente, plasmarne di pari passo la comunicazione. Il suo debutto avverrà a gennaio 2026 con una capsule collection disponibile in alcune e selezionate boutique oltre che sul sito della maison dalla suola rossa. Mentre per vedere la sua prima vera collezione bisognerà aspettare la settimana della moda uomo autunno/inverno 2026 a Parigi che sarà in negozio a maggio 2026. “Quando ho incontrato Jaden per la prima volta, ho visto in lui una naturale sintonia con la Maison, il suo mondo è ricco e multidimensionale, il suo stile e la sua sensibilità culturale sono fonte d'ispirazione e la sua curiosità e apertura sono notevoli”, ha detto al riguardo Christian Louboutin. Artista poliedrico, Jaden Smith assume questo ruolo con l'ambizione di espandere e arricchire la narrativa maschile. Attingendo a quasi un decennio di collaborazioni nel settore calzaturiero, alla sua etichetta di moda e al suo continuo dialogo con la musica e la performance artistica.

  • Il Chelsea vince il primo mondiale per club

    Chelsea campione del mondo Con un secco 3-0 rifilato ai neo-campioni d'Europa del Paris Saint-Germain , il Chelsea , guidato dall'italiano Enzo Maresca , si è aggiudicato il primo mondiale per club tenutosi negli Stati Uniti. E lo ha fatto da underdog. Nel dettaglio della finale, il Chelsea ha segnato tutti e tre i gol nel primo tempo, per una partita sì, indirizzata da qualche errore dei parigini, ma che in realtà ha avuto poca storia sin dal calcio d'inizio. Troppo precisi e determinati i londinesi. Così Cole Palmer ha segnato le prime due reti, mentre la terza l’ha realizzata il brasiliano João Pedro , arrivato al Chelsea meno di due settimane prima di questa finale. C'è da dire, che i britannici sono arrivati, se così si può dire, un po' più freschi rispetto ai francesi, perché sul loro cammino hanno affrontato, nell'ordine, le non irresistibili Benfica , Palmeiras e Fluminense , mentre la squadra di Luis Enrique ha dovuto vedersela, dopo un primo turno di play-off agevole ( Miami ), con Bayern Monaco e Real Madrid . Non indimenticabile, anzi, è stata l'esperienza italiana, dove l' Inter , già finalista di Champions League , dopo aver chiuso il suo girone al primo posto, è uscita di scena per mano della Fluminense (2-0), mentre la Juventus , seconda dietro il Manchester City , si è arresa al Real Madrid (1-0).

  • Oltre 700 km per la Mercedes Glc elettrica

    Nuova Mercedes Glc elettrica Ora si comincia a fare sul serio. Mercedes ha presentato la sua versione elettrica della Glc che vanta un'autonomia dichiarata di 715 chilometri. Per un modello che, in comune con la versione a motore termico, ha solo il nome, anche per quanto riguarda il telaio e, soprattutto, il design. Il debutto di questa Glc elettrica, che avverrà in primavera 2026, sarà affidato a un'unica versione, la 400 4Matic Eq da 490 cavalli con trazione integrale. Variante che sarà declinata in quattro allestimenti per venire incontro a ogni forna di esigenza e capriccio: Advanced, Advanced Plus, Premium e Premium Plus. Nuova Mercedes Glc elettrica, interni A questi si aggiungono poi altri numerosi pacchetti, tra i quali quello che comprende le sospensioni automatiche e l'asse posteriore sterzante (viste le dimensioni), un sistema di visione che rende (virtualmente) trasparente il cofano motore mostrando laddove poggiano le ruote anteriori e, infine, quello che a Stoccarda definiscono Hyperscreen, ovvero un monitor che copre l'intera plancia con un display da 39,1 pollici. Lunga 4,85 metri e con un bagagliaio da 570 litri, ai quali si aggiungono altri 128 litri nel cofano, la Mercedes GLC elettrica può contare su uno spunto sullo 0-100 km/h in 4,3 secondi per una velocità massima di 210 km/h. Mentre sul fronte ricarica, la batteria da 94 kWh può accettare una potenza di carica a 800 volt, il che si traduce in soli 10 minuti per avere 300 km di autonomia, sempre che la colonnina ne sia all'altezza.

  • Addio Re Giorgio

    Giorgio Armani La figura più iconica della moda italiana ci ha lasciato. Giorgio Armani  si è spento a Milano lo scorso 4 settembre e con lui è finita l'epoca dei grandi stilisti. Ultimo a restare alla guida del suo 'creato', Re Giorgio non era solo l'uomo partito da Piacenza per fare il medico ma che poi è finito per rivoluzionare la moda arrivando, con la sua azienda, a fatturare miliardi, prima di lire, poi di euro. Giorgio Armani era, lui stesso, una lezione di coerenza etica ed estetica. Ha insegnato che il lusso non è esibizione, ma discrezione, e che la moda non deve necessariamente urlare per essere notata. La rivoluzione di Armani è iniziata negli anni '70 con la giacca destrutturata , un capo che ha cambiato la storia del costume. Eliminando le imbottiture e i sostegni rigidi, Armani ha regalato al mondo un’eleganza fluida, basata sulla sottrazione e sul celebre greige , diventato il colore simbolo della sua estetica. Il suo stile non era mai un grido, ma un sussurro autorevole, capace di vestire il potere di Hollywood (indimenticabile il sodalizio con Richard Gere in American Gigolo ) e i vertici della politica internazionale con la stessa, naturale disinvoltura. Con la sua morte, si apre il capitolo più complesso per la sua creatura. Armani è stato l’ultimo dei giganti a resistere strenuamente all'inglobamento nei grandi conglomerati del lusso come LVMH o Kering . La sua ossessione per l'indipendenza ha portato alla creazione di una Fondazione  e di un piano di successione meticolosamente preparato per garantire che il marchio resti autonomo. Gli eredi e i manager storici si trovano ora davanti alla sfida di mantenere intatta l'identità di un impero che spazia dall'Alta Moda all'arredamento, dagli hotel allo sport.

  • La liaison creativa di Guadagnino e Anderson

    Queer, locandina Quello tra Luca Guadagnino e Jonathan Anderson è ormai molto più di una semplice amicizia: è diventato un canone estetico che nel 2025 ha ridefinito il rapporto tra cinema e moda.  Questa sinergia, fondata su un comune amore per l'intellettualismo e la sensualità sottile, ha raggiunto quest'anno la sua consacrazione definitiva. Con il passaggio di Anderson alla direzione creativa di Dior , la 'mano' di Guadagnino è stata onnipresente. Il regista ha curato la direzione visiva delle prime sfilate di Anderson per la maison parigina, trasformando le passerelle in veri set cinematografici dove l'abito non è solo esposto, ma raccontato. Parallelamente, gli abiti di scena del film Queer , presentato al Festival del Cinema di Venezia alla fine dell'anno scorso, e ora nelle sale cinematografiche, portano proprio la firma di Anderson, così come quelli del precedente Challengers . Non solo, perché le affinità elettive tra i due hanno origini ancor più lontane, per un sodalizio che affonda le radici in progetti sperimentali come il cortometraggio A Letter to My Future Self (2021) per Cartier , o le campagne visive per Loewe  dirette da Guadagnino. Già allora era chiaro che i due erano, e sono, accomunati da uno stesso linguaggio creativo.

  • È di nuovo Oasis

    Oasis tour 2025 Il 2025 rimarrà nella storia della musica come l’anno dell’impossibile: il ritorno degli Oasis . Dopo quindici anni di silenzi, insulti via social e carriere soliste, Liam  e Noel Gallagher  hanno finalmente deposto le armi per il tour Oasis Live '25 . La notizia, che ha scosso il mercato discografico globale, segna la fine di un'era di nostalgia per il Britpop e l'inizio di un evento che ha polverizzato ogni record di vendita dei biglietti. Dietro la reunion non ci sarebbe solo un'operazione commerciale, tra l'altro senza precedenti, ma anche un momento di apparente maturità per i due fratelli. Se Noel ha ammesso che il tempo ha ammorbidito i contrasti, Liam ha cavalcato l'entusiasmo dei fan con la consueta irriverenza. Lo stile dello show promette di essere un ritorno alle origini: niente sperimentazioni, ma un muro di suono guidato dalle chitarre di Noel e dalla voce graffiante di Liam, su una scaletta che ripercorre i pilastri di Definitely Maybe  e (What's the Story) Morning Glory? . Il tour è partito dal Regno Unito e dall'Irlanda per poi espandersi globalmente a causa della richiesta fuori controllo, con oltre 10 milioni di persone in coda virtuale per le prime date. Così, dopo il debutto di Cardiff, sarà la volta di Manchester, Londra, Edimburgo, Dublino, Toronto, Chicago, East Rutherford e Città del Messico. Un totale di venti serate: ma che saranno sicuramente solo l'inizio.

  • La Ferrari cala il tris a Le Mans 2025

    Ferrari taglia il traguardo a Le Mans (photo by Ferrari) Per la terza volta consecutiva, e sempre a segno dal rientro nella categoria Hypercar, la Ferrari si è portata a Maranello  l'edizione 2025 della 24 Ore di Le Mans . A conquistare il gradino più alto di un podio serratissimo è stata la Ferrari 499P  numero 83 del team AF Corse  con al volante il trio composto da Robert Kubica, Yifei Ye e Phil Hanson . Seconda, a soli 14 secondi, la Porsche 963 numero 6 del team Penske guidata da Estre/Vanthoor/Campbell mentre il terzo posto è andato a Pier Guidi/Calado/Giovinazzi anche loro a bordo di una Ferrari. Con questo successo, la Ferrari ha ottenuto la quarta vittoria in altrettante prove iridate disputate in stagione, a Lusail (Qatar), Imola (Italia), Spa (Belgio) e Le Mans (Francia). Prestazioni che, in chiave mondiale, consentono alla scuderia italiana di mantenere ben salda la leadership sia nella classifica costruttori, davanti a Toyota , che in quella piloti, dove i terzetti di Maranello occupano le prime tre posizioni.

  • Gli USA campioni di Hockey dopo 65 anni

    Tage Thompson (photo by By Sandro Halank) Il 2025 resterà scolpito nella storia dello sport americano come l’anno del miracolo sul ghiaccio. Perché nonostante la NHL , ovvero la lega che da vita al campionato di hockey su ghiaccio  più importante del mondo, la nazionale USA il gradino più alto del podio non lo vedeva dal lontano 1960. Questa volta però i mondiali  di Stoccolma (Svezia) e Herning (Danimarca) hanno tratteggiato una trama hollywodiana. Perché il team a stelle e strisce è arrivati in finale sfidando proprio quella Svizzera  che, unica a farlo, nel girone di qualificazione li aveva battuti con un perentorio 3-0. Così dopo sessantacinque anni di attesa, periodo che aveva portato a soli sette bronzi, la nazionale americana, composta da un mix di veterani della NHL e giovanissimi universitari, è riuscita nell'impresa. Cioè a battere quei rossocrociati che, dopo il secondo posto nell'edizione precedente, avevano i favori dei pronostici e il miglior portiere del mondo, quel Leonardo Genoni tra l'altro eletto MVP  della manifestazione. Tanto ma non abbastanza. Perché agli Usa è bastato un solo goal, segnato da Tage Thompson , arrivato nei tempi supplementari di una sfida lunga un film.

  • Charles Leclerc x Ferrari: L’eleganza del pilota diventa stile

    Charles Leclerq (photo by Michael Bailey-Gates) Nell'epoca del, dove tutto diventa moda, anche la Formula Uno non ha scampo. È in questa direzione che va letta la capsule collection di Charles Leclerc per Ferrari . Un progetto che mette insieme la visione del pilota con il saper fare del direttore creativo Rocco Iannone . Il risultato è una collezione che abbandona il concetto tradizionale di merchandising per abbracciare un qualcosa di diverso e più contemporaneo. Lo stile della collezione si fonda su un minimalismo ricercato, dove il protagonista assoluto è il taglio sartoriale. I pezzi chiave, come il cappotto doppiopetto in cashmere o le giacche in pelle ultra-light, riflettono l’amore di Leclerc per la pulizia formale. Non mancano i riferimenti al mondo delle corse, ma sono declinati con estrema discrezione: cuciture anatomiche che richiamano le tute dei piloti, tessuti tecnici idrorepellenti derivati dalla ricerca ingegneristica e inserti in fibra di carbonio trasposti su accessori di alta pelletteria. La palette cromatica è un inno alla sobrietà: domina il grigio asfalto, intervallato dal nero profondo e da tocchi di un rosso brunito, meno vibrante di quello da pista ma profondamente legato alla storia del brand. È una moda pensata per un uomo dinamico, che cerca capi versatili capaci di resistere al tempo e alle tendenze passeggere.

  • Gucci by Demna: Sarà shock?

    Dimenticate il bon ton, il minimalismo 'pulito' e l'estetica rassicurante. L’arrivo di Demna  da Gucci non è un semplice cambio di stile, è un reset totale dei codici visivi che Kering  aveva scelto per ridisegnare lo stile della casa di moda fiorentina dopo la separazione da Alessandro Michele . Così, se Sabato De Sarno  aveva cercato di riportare il brand a una concretezza borghese, Demna potrebbe essere arrivato proprio per far saltare il banco. Ma cosa rischiamo di vedere davvero in passerella? Il primo grande cambiamento sarà nelle proporzioni. Demna, che dal 2021 ha smesso di usare il suo cognome, Gvasalia , ed è famoso per aver prima creato Vetements  e poi rivoluzionato Balenciaga , è il re dell'oversize estremo e della silhouette distorta: dunque l'idea di vedere le iconiche giacche Gucci con spalle monumentali, quasi architettoniche, e pantaloni che sfidano le leggi della gravità, potrebbe non essere campata in aria. Non solo. Il logo della doppia G, che Michele aveva reso vintage e De Sarno aveva reso discreto, nelle mani di Demna diventerà probabilmente un feticcio pop , manipolato, distorto o stampato su materiali improbabili come neoprene o tessuti tecnici riciclati. Ma il vero scontro sarà con l'eredità glamour del brand. Demna adora il contrasto tra l'altissimo e il bassissimo. E allora potremmo anche vedere il classico morsetto Gucci montato su stivali 'clownesque' o su borse che sembrano sacchi della spazzatura di lusso. La sua è un’estetica brutalista: prende il lusso italiano e lo sbatte contro la realtà cruda della strada, dei club techno e del post-sovietico. Il colore? Se il 'Rosso Ancora' cercava l'eleganza, con Demna aspettiamoci tonalità acide, neon e un uso massiccio del nero totale, intervallato da stampe grafiche d'impatto. Guardando alla storia dello stilista, la nuova Gucci potrebbe abbracciare una moda che non vuole abbellire, almeno nel senso tradizionale, ma vuole caratterizzare. Non si tratterà più di essere vestiti bene, ma di indossare un concetto, una provocazione, una corazza urbana. Insomma, in passerella, potremmo vedere una griffe che smette di essere specchio del passato per diventare quel radar in grado di intercettare i mostri e le bellezze del nostro tempo: probabilmente sarà brutale e divisiva, ma impossibile da ignorare.

  • Jonathan Anderson firma la nuova estetica di Dior

    Jonathan Anderson (photo by David Sims) Per la prima volta dalla fondazione della Maison, un unico creativo prenderà le redini di tutto l'universo Dior . A farlo sarà Jonathan Anderson , l’enfant prodige che, dopo aver trasformato Loewe  in un fenomeno culturale, approda in Avenue Montaigne con il compito di traghettare il brand oltre l'era del femminismo di Maria Grazia Chiuri , per quanto riguarda la linea femminile, e oltre lo streetwear di lusso firmato da Kim Jones per Dior Men. La sua nomina, che tra l'altro è stata una delle più prevedibili degli ultimi anni, e questo è un complimento, non è solo un cambio di poltrona; è soprattutto un cambio di paradigma. Infatti, guardando al suo trascorso, lo stile di Anderson da Dior si preannuncia come un dialogo serrato tra alto artigianato e provocazione intellettuale.  E se i suoi predecessori hanno spesso guardato al passato con nostalgia, da lui ci si aspetta qualcosa di diverso, di più personale. Anderson è chiamato, da aspettative che lui stesso ha creato, a una rilettura più personale di quello che è un archivio tra i più importanti della storia della moda. Rapporto che, sempre che non scelga una strada del tutto indipendente, dovrà partire dal suo marchio di fabbrica: il volume scultoreo. In che termini, però, ce lo dirà solo la passerella.

  • Belvedere Vodka, l’evento da mille e una notte che celebra l'iconica Belvedere 10

    Che gli eventi di Belvedere Vodka rappresentino da sempre un unicum nel panorama delle notti fashion milanesi e romane, ma non solo, è cosa ormai risaputa. Eppure, ogni grande notte targata dal brand polacco, sembra brillare di vita propria. A Milano, pochi giorni fa è andato in scena un appuntamento esclusivo, nella perfettamente allestita location di Via Pisoni 2, nel cuore del capoluogo lombardo di fronte all’iconico Armani Privé . L’occasione? La celebrazione della dirompente ed unica Belvedere 10, bottiglia che racchiude in sé l’essenza di un prodotto di design sapientemente lavorato, unendo lusso, audacia ed eleganza. Belvedere 10 Gli ospiti del party esclusivo per celebrare Belvedere 10 Un appuntamento in pieno stile Belvedere: tanti gli ospiti d’eccezione provenienti dai mondi più disparati, chi dalla moda, dal cinema, chi invece dalla musica e dallo sport, arrivando al mondo del web. Ecco così fare capolino, in una serata tra celebrità e vip, Diletta Leotta e il marito Loris Karius, la giovane stella del cinema Elisa Visari, lo statuario Mattia Narducci, modello di fama internazionale e protagonista delle passerelle di tutto il mondo, ma anche Beatrice Valli e Marco Fantini, coppia fashion per eccellenza, Gilda Ambrosio, fashion designer e co-fondatrice di The Attico, ma anche la coppia composta da Natalia Paragoni e Andrea Zelletta. Insomma mondi diversi che si mischiano, per trovarsi, perdersi e ritrovarsi in un susseguirsi di attimi in cui, la vera costante, rimane Belvedere Vodka, non più un semplice brand ma un nuovo modo di approcciare alla vita: diretto, deciso ma con un tocco di classe immancabile. Andrea Zelletta e Natalia Paragoni « Belvedere Vodka ha celebrato l'eccellenza con Belvedere 10, un'icona di eleganza e artigianalità. Dalla purezza del liquido al design scultoreo della bottiglia, ogni dettaglio racconta una storia di lusso senza compromessi. Un simbolo di innovazione e tradizione, perfettamente in equilibrio tra esclusività e audacia », ha precisato Flavia Di Giustino, Brand Manager Spirit Division del gruppo Moet Hennessy. Adesso non ci resta che aspettare, dando spazio all’immaginazione, in attesa di vivere un'altra magica notte tra stelle, lusso e tanto tanto spettacolo. Perché no, magari in alta quota, vista la stagione. Dopo il successo della Summer Edition, Belvedere Vodka è pronta ad aprire la stagione sciistica e ad animare gli eventi più esclusivi con la sua limited edition Altitude .

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