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Jonathan Anderson firma la nuova estetica di Dior

  • Redazione Man In Town
  • 8 gen
  • Tempo di lettura: 1 min

Jonathan Anderson (photo by David Sims)
Jonathan Anderson (photo by David Sims)

Per la prima volta dalla fondazione della Maison, un unico creativo prenderà le redini di tutto l'universo Dior. A farlo sarà Jonathan Anderson, l’enfant prodige che, dopo aver trasformato Loewe in un fenomeno culturale, approda in Avenue Montaigne con il compito di traghettare il brand oltre l'era del femminismo di Maria Grazia Chiuri, per quanto riguarda la linea femminile, e oltre lo streetwear di lusso firmato da Kim Jones per Dior Men.

La sua nomina, che tra l'altro è stata una delle più prevedibili degli ultimi anni, e questo è un complimento, non è solo un cambio di poltrona; è soprattutto un cambio di paradigma. Infatti, guardando al suo trascorso, lo stile di Anderson da Dior si preannuncia come un dialogo serrato tra alto artigianato e provocazione intellettuale.  E se i suoi predecessori hanno spesso guardato al passato con nostalgia, da lui ci si aspetta qualcosa di diverso, di più personale. Anderson è chiamato, da aspettative che lui stesso ha creato, a una rilettura più personale di quello che è un archivio tra i più importanti della storia della moda. Rapporto che, sempre che non scelga una strada del tutto indipendente, dovrà partire dal suo marchio di fabbrica: il volume scultoreo. In che termini, però, ce lo dirà solo la passerella.

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