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- MOODART SCHOOL OF FASHION COMMUNICATION: CONTO ALLA ROVESCIA PER IL GRADUATION DAY 2024
Verona, Palazzo della Gran Guardia, 8 novembre. Queste le coordinate scelte dalla realtà Moodart per il suo Graduation Day 2024 , una cerimonia di consegna dei diplomi che corona un percorso accademico specializzato in moda e comunicazione. Parte della Fondazione San Nicolò , tra i punti di riferimento per l’istruzione più importanti nel veronese, Moodart è una scuola unica nel suo genere; la prima in Italia a focalizzarsi in modo trasversale sui settori del fashion, dell’immagine e degli eventi. Con ben oltre 250 studenti attualmente iscritti, circa 200 aziende partner e molteplici percorsi formativi divisi tra post-diploma e master, l’Accademia punta a fornire una preparazione a 360 gradi, che renda il futuro professionista versatile nel pensiero e orientato al panorama lavorativo, sia italiano sia internazionale. Styling, marketing, art direction, fotografia e visual merchandising sono solo alcuni dei corsi inclusi nella sfaccettata proposta firmata Moodart, ciascuno dei quali pensato ad hoc per venire incontro alle attitudini e alle aspirazioni di ogni iscritto. In particolare, unendo solide basi teoriche a svariate attività pratiche e multidisciplinari, la scuola intende valorizzare le qualità individuali degli studenti , accompagnando ciascuno verso una carriera di successo e ricca di soddisfazioni. A Verona, Moodart School of Fashion Communication Al Graduation Day 2024 di Moodart tanto talento e ospiti d'eccezione Saranno quasi 200 i protagonisti del sopra citato Graduation Day 2024, giornata tanto emozionante quanto attesa, pronta a chiudere in bellezza un importante iter di studio, sacrifici e determinazione. L’evento vedrà inoltre coinvolti alcuni nomi di rilievo nel settore moda e comunicazione, vere fonti di ispirazione per tutti i giovani diplomati. A intervenire saranno infatti: Rina Tollio , Creative Talent Acquisition di OTB (gruppo Diesel); Gloria Viel , Marketing Manager di New Era; Lorenza Castellani , Fashion HR Consultant del gruppo Suitex, i vertici di Coin Excelsior e altre personalità di spicco nell’attuale fashion system. Il Graduation Day alle porte non è altro che un’ennesima dimostrazione di quanto la realtà Moodart, anno dopo anno, continui a riconfermare il suo impegno costante verso una nuova generazione di creativi; menti fresche, desiderose di lasciare un segno nel mondo moda e comunicazione. Nessuno dei traguardi fino ad oggi conquistati sarebbe potuto realizzarsi senza l’ausilio di un corpo docente selezionato e altamente preparato , in prima linea nel trasmettere agli studenti la passione per il loro mestiere. E proprio grazie a tali figure specializzate, la scuola garantisce un’esperienza formativa poliedrica e completa, pienamente inserita nel contesto AFAM, sistema italiano dell'Alta Formazione Artistica, Musicale e coreutica. Moodart School of Fashion Communication
- LE SCIARPE ARTISTICHE DI ARTUYT CELEBRANO CENTO ANNI DI SERGEI PARAJANOV
Esattamente cento anni fa, il mondo assisteva alla nascita di quello che poi sarebbe diventato uno tra i maestri più immensi della cinematografia moderna: Sergei Parajanov . Nato a Tbilisi, in Georgia, il regista è passato alla storia firmando capolavori del calibro di Le ombre degli antenati dimenticati (1965) e Il colore dei melograni (1969), testimoni di un genio artistico a dir poco straordinario. Visionario e a tratti surrealista, il lavoro di Parajanov consiste in una narrazione magnetica e affascinante; un corpus che, come affermato dal regista italiano Michelangelo Antonioni, restituisce « una bellezza semplicemente perfetta ». Nel 2024, la preziosa eredità lasciata dal cineasta viene celebrata in Armenia (e oltre) con eventi che rendono omaggio al suo importante contributo artistico e culturale… ma non solo. Un marchio in particolare, nato proprio dal desiderio di far conoscere opere di maestri armeni, dal Medioevo all’astrattismo moderno, si schiera oggi in prima linea, pronto a far rivivere l’operato dell’iconico regista. Parliamo di Artuyt , brand dall’animo fortemente creativo, noto al pubblico per prodotti pregiati quali sciarpe in seta, lana e cashmere, cravatte e fazzoletti da taschino. Parajanov 100 Parajanov 100 : la nuova linea by Artuyt ispirata al grande maestro armeno Con l’intento di innalzare uno tra i nomi più influenti nel panorama culturale armeno, quest’anno Artuyt consegna una speciale collezione, nata dall’unione di stile rinascimentale e minimalismo moderno. Parajanov 100 – così è stata intitolata la linea – si compone di sciarpe e foulard ispirati ai film e alla personalità artistica del regista. Eleganti, opulenti e dai colori ben studiati, i pezzi sprigionano un caleidoscopio di emozioni (proprio come le produzioni di Parajanov), facendo del blu la nuance predominante. A questa si giustappongono poi il grigio, l’oro e il giallo, spesso inseriti in uno scenario dallo stile barocco che riprende diverse pellicole del cineasta. Foulard della nuova linea Osservando più da vicino la collezione, alcuni pezzi in particolare balzano immediatamente all’occhio. Andersen’s Birthday , per esempio, è una sciarpa in seta con decorazioni stravaganti che prendono spunto dall’immaginario di Hans Christian Andersen, tra gli autori più apprezzati da Parajanov. Un ricco mosaico dorato avvolge l’intera scena rappresentata, mettendone in risalto texture e atmosfera onirica. Proseguendo si incontrano Variation with Shell on Themes by Pinturicchio and Raphael , foulard ispirato ai maestri del Rinascimento Pinturicchio e Raffaello con un piacevole tocco contemporaneo; e Several Episodes from Gioconda’s Life , una reinterpretazione giocosa della Monna Lisa di Leonardo che un compagno di cella di Parajanov aveva tatuata sulla schiena. Per non parlare poi del foulard Pasha , che raffigura la spiccata passione del regista per l’ Oriente .
- Arriva al Grand Hotel et de Milan il Panettone Sartoriale di Gennaro Esposito
Una tradizione rinnovata per il Natale milanese Il Natale a Milano si arricchisce quest’anno di un nuovo protagonista nel mondo della pasticceria di alta qualità: il panettone artigianale firmato dallo chef stellato Gennaro Esposito . Dall'1 al 20 dicembre, all’interno del celebre Grand Hotel et de Milan, sarà possibile immergersi in un’esperienza unica di degustazione del “panettone sartoriale” dello chef, un incontro tra la tradizione meneghina e i profumi della costiera campana. L’evento, ospitato al Gerry’s Bar dell’hotel, offrirà ogni pomeriggio una Merenda di Natale (dalle 16 alle 18:30) che abbina il panettone di Esposito a specialità dolci provenienti sia dalla tradizione milanese che da quella campana. A completare l’atmosfera festiva, una selezione di tè, tisane e cioccolata calda, per un momento di coccola e relax nel cuore della città. Il panettone artigianale firmato dallo chef stellato Gennaro Esposito Un panettone con il profumo del Sud La realizzazione del panettone di Gennaro Esposito è un processo rigoroso che sposa la ricetta della tradizione milanese con l’utilizzo di ingredienti selezionati dal Sud Italia . La farcitura del dolce è ricca di arancia candita di Sicilia e uvetta di alta qualità, selezionata direttamente dallo chef, che ha scelto anche un raro miele di api nere sicule per conferire una sfumatura aromatica unica al panettone. La scelta degli ingredienti di eccellenza è alla base della lavorazione, che esige precisione e pazienza per ottenere la consistenza soffice e il sapore delicato desiderati. In cucina, il processo di lievitazione viene seguito con estrema cura. Il lievito naturale, rinfrescato ogni tre ore e mezza, è mantenuto a una temperatura di 28°C e utilizzato solo dopo tre cicli di fermentazione. L’impasto finale, poi, deve crescere per almeno 12 ore a temperatura controllata, una tecnica fondamentale per garantire la leggerezza e la sofficità del panettone. Il pastry chef Carmine Di Donna è il responsabile della supervisione di ogni fase, assicurandosi che ogni dolce raggiunga lo standard qualitativo previsto. Il panettone artigianale firmato dallo chef stellato Gennaro Esposito Un panettone da portare a casa Il panettone di Gennaro Esposito non sarà solo una delizia da gustare in hotel. I visitatori potranno acquistarlo direttamente presso il Grand Hotel et de Milan, confezionato in una scatola elegante che richiama i dettagli decorativi del prestigioso albergo milanese: una proposta raffinata che si rivolge a chi desidera portare a casa un simbolo di qualità e di artigianalità esclusiva. L’iniziativa del Grand Hotel et de Milan rinnova così il legame tra la città e le tradizioni natalizie, offrendo ai milanesi e ai visitatori un’occasione speciale per vivere l’atmosfera del Natale attraverso il gusto autentico di una preparazione artigianale, in perfetto equilibrio tra Nord e Sud. Il panettone artigianale firmato dallo chef stellato Gennaro Esposito
- Vacanze d’autunno e d’inverno nei pressi delle Tre Cime di Lavaredo
Le Tre Cime di Lavaredo , tra i simboli più noti delle Dolomiti, rappresentano una meta di eccezionale bellezza sia in autunno che in inverno. Situate al confine tra l'Alto Adige e il Veneto, queste imponenti vette offrono uno scenario spettacolare in ogni stagione, rendendo i loro dintorni ideali per chi cerca una vacanza a contatto con la natura, all’insegna del relax, del divertimento e dello sport. Se l’idea vi solletica, potreste considerare la possibilità di soggiornare in questo splendido hotel presso le Tre cime di Lavaredo , il Bad Moos, hotel 4 stelle ubicato a Moso, una frazione di Sesto, in Val Pusteria. Si tratta di un bellissimo resort in grado di offrire ai suoi ospiti un soggiorno da sogno. Fra gli highlight della struttura si ricorda la SPA Termesana, con i suoi 2.500 metri quadrati dedicati al wellness: suite SPA, piscine interne ed esterne, Whirlpool a 35 °C, cabine per trattamenti benessere, saune, bagno turco, percorso Kneipp, ampie zone per il relax, solarium, palestra, personal trainer ecc. Le camere e le suite sono ampie e confortevoli ed eccezionale è anche la proposta gastronomica. Le Tre Cime di Lavaredo Autunno ai piedi delle Tre Cime: escursioni e colori straordinari In autunno, i paesaggi intorno alle Tre Cime di Lavaredo si tingono di calde tonalità, con gli alberi che si accendono di giallo e arancione, creando contrasti mozzafiato con le rocce delle montagne. È un periodo ideale per chi ama le escursioni , dato che i sentieri sono meno affollati ed è ancora più piacevole godersi il panorama. Il classico giro attorno alle Tre Cime è una delle escursioni più iconiche della zona, adatta a tutti grazie al suo tracciato di moderata difficoltà, ma di grande spettacolarità dei panorami. Il percorso parte dal Rifugio Auronzo, facilmente raggiungibile in auto, e si snoda intorno alle montagne regalando viste uniche sulle vette circostanti. Per chi cerca esperienze ancora più rilassanti, le località di Dobbiaco e San Candido , non lontane da Sesto, offrono la possibilità di esplorare borghi caratteristici. Inverno alle Tre Cime: sport sulla neve e panorami innevati Con l’arrivo dell’inverno, la zona delle Tre Cime si trasforma in un vero paradiso per chi ama gli sport invernali. Il comprensorio sciistico Tre Cime Dolomiti offre una vasta rete di piste perfettamente preparate per sciatori di ogni livello. Con circa 115 km di piste, gli sciatori possono godere di discese panoramiche con viste sulle Dolomiti circostanti che fanno di ogni giornata sulla neve un'esperienza unica. Ma l’inverno in questa zona non è solo sci alpino. Gli appassionati dello sci di fondo possono esplorare alcuni dei percorsi più scenografici delle Alpi. La Val Fiscalina, per esempio, con le sue piste di fondo immerse tra foreste innevate, è una destinazione molto apprezzata. Anche le ciaspolate rappresentano un'opzione ideale per scoprire la zona, con itinerari che conducono attraverso paesaggi silenziosi e immacolati. Le Tre Cime di Lavaredo d'inverno Un viaggio indimenticabile tra due stagioni Sia che si scelga l’autunno, con escursioni che offrono panorami mozzafiato e la quiete della montagna, sia che si decida di immergersi nell'inverno con sport sulla neve e paesaggi incantati, una vacanza nei pressi delle Tre Cime di Lavaredo garantisce un'esperienza autentica difficile da dimenticare. La natura qui è protagonista indiscussa e chiunque visiti queste montagne troverà un’armonia unica tra il paesaggio, le attività e l’accoglienza che caratterizza il territorio altoatesino.
- Genova da scoprire: gli itinerari d’arte dell’Hotel Bristol Palace
Il Gruppo Duetorrihotels ha deciso di accogliere l’arte all’interno delle sue stanze e dei suoi saloni: sono state presentate, infatti, quattro mappe handmade , create dall'artista Marta Iorio , napoletana d’origine ma bolognese d’adozione. Le mappe, realizzate a mano con acquerelli e tempera, non sono solo rappresentazioni geografiche, ma reinterpretano l'estetica vintage dei manifesti pubblicitari per suggerire nuovi percorsi di viaggio. Ogni mappa è dedicata a un hotel con sede diversa - Bologna, Verona , Firenze, Genova - e offre itinerari che partono dalle rispettive strutture, esplorando le culture e le bellezze locali. Ogni hotel è presentato come punto di partenza per un itinerario che include attrazioni famose e gemme nascoste delle rispettive regioni per ispirare viaggi e scoperte. L’artista ha creato queste opere come un ricordo tangibile dell’esperienza di soggiorno, contribuendo a promuovere la bellezza e il patrimonio culturale dell'Italia. La Copertina Genova by Marta Iorio Mappa di Genova by Marta Iorio Le sorprese non finiscono qui. Grazie all’esperienza della giornalista Beba Marsano è nato DuetorrihotelsSecret Grand Tour che permettono di visitare le quattro città – Bologna, Verona, Firenze e Genova – attraverso percorsi di scoperta che valorizzano ciò che si cela alla vista del turista comune. L’esperienza di viaggio in queste città diventa anche l’occasione per ammirare i tesori all’interno degli hotel, custodi di opere d’arte che intrecciano una relazione profonda con il contesto in cui sono inseriti. Abbiamo visitato l’ Hotel Bristol Palace situato nel cuore di Genova , un’affascinante struttura Liberty, che conserva, perfettamente restaurati, originali arredi Déco , preziosi oggetti e complementi d’arredo dell'Ottocento , tra cui sontuosi salotti Napoleone III, restituiti a nuova vita grazie all’impegno del gruppo Duetorrihotels Spa. Saletta, ph. Guido Frieri L’incredibile vita dell’hotel e la suite La Superba Fin dalla sua apertura, nel 1905, l’Hotel Bristol Palace fu considerato uno dei più prestigiosi hotel di Genova e divenne luogo eletto dalla nobiltà de “La Superba”, che lo scelse come cornice di leggendarie feste dell’alta società. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il comando tedesco vi installò il suo quartier generale, costruendo un tunnel segreto fino al porto di Genova e al termine della Seconda Guerra Mondiale fu sede invece del Comitato Italiano di Liberazione dell’Alta Italia. Splendidamente restaurato, conserva oggi strutture, ricchi arredi e interni in stile Art Déco, di cui nel tempo si è conservato inalterato il fascino, grazie ai sapienti interventi conservativi. Suite La Superba, ph. Guido Frieri L’hotel custodisce alcuni preziosi oggetti: argenteria, porcellana cinese antica, vasi di ceramica d’Albissola, porcellane di Capodimonte e altre suppellettili, testimonianze dell’originario arredamento. Oggi nell’ambito della ristrutturazione della struttura è la nuova Suite Presidenziale , ampia 170 metri quadri, è il fiore all’occhiello del Bristol Palace, battezzata La Superba , come viene soprannominato il capoluogo ligure, per rendere omaggio alla città. Ancora prima di essere inaugurata ufficialmente, la Suite ha ricevuto il suo primo ospite illustre, Alberto di Monaco, cliente affezionato del Bristol Palace. L’ambiente si apre su un foyer ampio e regale, che dà accesso alle due camere, al salotto e a due bagni entrambi completi di spa di ultima generazione con bagno turco, cromoterapia, aromaterapia, doccia emozionale e calidarium. Ambienti riscaldati dai toni caldi del legno e dai materiali preziosi dei bagni per un soggiorno indimenticabile. Bagno suite La Superba, ph. Guido Frieri Il Bristol Palace e il suo appeal per il jet-set Nel corso degli anni, il prestigio del Bristol Palace ha attratto numerosi personaggi del jet set internazionale. Scrittori, come Edmondo de Amicis , Gabriele D’Annunzio e Luigi Pirandello ; attori, come Vittorio de Sica e Alberto Sordi ; reali e capi di Stato, come l’ Imperatore Hirohito, l’ Infanta di Spagna , il Principe Alberto II di Monaco e Carlo Azeglio Ciampi ; politici, come il Nobel Yitzhak Rabin e Simon Peres ; personalità legate al mondo della cultura, come il Nobel Rita Levi Montalcini e lo scrittore premio Nobel Orhan Pamuk , leggende della danza come Rudolf Nureyev e Carla Fracci . Alfred Hitchcock è stato ospite del Bristol Palace in due occasioni: nel 1925, mentre era a Genova per girare alcune scene del suo primo film in assoluto, The pleasure garden , e nell’estate del 1954, quando stava realizzando Caccia al ladro . Si dice che sia stato proprio lo scalone ellittico in marmo bianco che si avvita a spirale fino al sesto piano, dalla prospettiva che assolutamente vertiginosa a fare da ispirazione per il leit-motiv del film Vertigo , alias La donna che visse due volte . Molti ricorderanno la scena più iconica, quella della caduta dalla scala a chiocciola del campanile. Ebbene a ripercorrere lo scalone si viene rapiti dalla vertigine della sua bellezza e si comprende appieno tutto il potere suggestivo di questo magnifico hotel. Scalone, ph. Guido Frieri La collana I libri della buonanotte: Passeggiata Anita Garibaldi di nervi Per far scoprire le città in modo diverso Gruppo Duetorrihotels ha sviluppato una serie di libri in formato tascabile curati dalla gionalista e autrice Beba Marsano che per ogni città - Bologna, Verona, Firenze, Genova – ha individuato una bellezza che vale il viaggio. Un piccolo libro che si legge in pochi minuti e che l’ospite può portarsi a casa come souvenir del viaggio. Per Genova Beba ha scelto la passeggiata intitolata ad Anita Garibaldi di Nervi , che serpeggia per quasi due chilometri nella roccia viva tra l’acqua e i parchi di aristocratiche dimore di villeggiatura, oggi musei. Un percorso scenografico, che da più di un secolo e mezzo ha incantato viaggiatori, artisti, poeti. Da Camillo Sbarbaro, rapito dalla “trama delle lucciole”, a Marina Cvetaeva, da Mosca, che qui vede per la prima volta il mare, fino alla bellezza ruvida e pietrosa di Eugenio Montale nei suoi Ossi di seppia. Un percorso nella bellezza della natura come scrive la stessa Beba Marsano: « Pavimentazione in mattoncini rossi a lisca di pesce, lampioncini in ferro battuto, corrimano celeste dal motivo a onda, vecchie panchine color cielo dallo schienale mobile per orientare lo sguardo verso il passeggio o l’infinito. Oggi si presenta così la balconata sull’azzurro di 1832 metri di lunghezza, capolavoro del marchese Gaetano Gropallo, gentiluomo visionario, che a metà ottocento ha l’intuizione di trasformare in promenade l’accidentato sentiero utilizzato da pescatori e qualche contadino per raggiungere gli orti a mare. Dieci anni di lavoro per trasformare in spettacolo accessibile anche ai forestieri quella scheggia di costa dirupata, macchiata da agavi e piante grasse, sforacchiata da piscine naturali, spalancata su un panorama da vertigine. Che dal monte di Portofino si dilata fino a capo Mele sullo sfondo delle Alpi Marittime e, in certe giornate dalla luce di cristallo, esibisce all’orizzonte pure i profili di isole lontane: Gorgona, Capraia e Corsica ». Cover libro Passeggiata Anita Garibaldi di Nervi
- Le novità moda must-have per l'Autunno Inverno 2024
Con l'autunno ormai iniziato, il mondo della moda svela le tendenze più attese per la stagione Autunno Inverno 2024. Tra le novità imperdibili, spicca la collaborazione esclusiva tra Parajumpers ed Ernia , scelto come ambassador per rappresentare la nuova collezione. Le iconiche sneakers di Manuel Ritz catturano l'attenzione, ideali per dare un tocco cool ai look autunnali. E per chi cerca un perfetto equilibrio tra estetica e funzionalità, The North Face presenta il suo nuovo Himalayan Parka, una rivisitazione moderna di un classico senza tempo. La collezione di Parajumpers disegnata per Ernia Da sempre il mondo della moda e quello della musica sono uniti, ispirandosi a vicenda. Questa volta ad unirsi sono Parajumpers , brand di capisalla di lusso nato nel 2006, ed Ernia , uno tra i rapper più importanti nella scena italiana. Autenticità, creatività e iconicità sono valori che accomunano il marchio e l’artista, portando a scegliere Ernia come nuovo ambassador del brand e volto della campagna moda Autunno Inverno 2024 . Inoltre, il brand ha disegnato alcuni pezzo esclusivi, pensati solo per le sue performance. Un mix di materiali e silhouette che si ritrovano in capi come il piumino oversize, il parachuttes pants o il gilet da palcoscenico. Una collaborazione che unisce lo stile più streetwear del rapper, a quello più tecnico di Parajumpers, creando uno stile unico. Ernia x Parajumpers Le iconiche sneakers di Manuel Ritz La collezione Autunno Inverno 2024 di Manuel Ritz fonde l'eleganza britannica con il flair italiano, dando vita a un dialogo tra culture e estetiche diverse. Il risultato: capi smart casual che mixano con disinvoltura ironia ed eccentricità, arricchiti da accostamenti cromatici inediti e una palette vibrante che riflette appieno l'essenza del brand. A completare ogni look, le iconiche sneaker Manuel Ritz, perfette da abbinare a jeans, completi eleganti o pantaloni casual. Un must-have del guardaroba, queste calzature versatili e raffinate si distinguono per le combinazioni uniche di colori e materiali, che spaziano dalle sfumature dell'arancione a note di blu e marrone, fino a modelli che osano con accostamenti audaci di tonalità vivaci. L'emblematico asterisco, simbolo del brand, spicca sul lato di ogni modello. Ogni paio di sneaker racconta una storia di equilibrio perfetto tra sportività e sofisticazione, affermandosi come l'accessorio imprescindibile per chi cerca un tocco di sporty-chic per completare il proprio look. Manuel Ritz L'universalità di Blowhammer nella collezione Autunno Inverno 2024 "L'amore sempre", "Social Overdose" e "BPM & Heart" sono i tre claim su cui si basa la nuova collezione Autunno Inverno 2024 di Blowhammer . Nato nel 2013 e formato da artisti e designer che provengono dall'immaginario streetwear, Blowhammer ha da subito attirato l'attenzione del pubblico grazie alla loro voglia di seguire un proprio percorso, senza stare dietro alle tendenze del momento. Significativo è il modello on demand che segue la produzione, i capi non vengono prodotti in massa, ma a ogni richiesta corrisponde una creazione, la quale è fatta a mano dal team entro le 48/72 ore dall'ordine. Tutto questo porta un grande valore al brand, che non crea invenduto e aiuta a non incrementare la sovrapproduzione, grande problema della moda di oggi. La collezione è composta da 42 capi no gender e no country, sottolineando la voglia di offrire autenticità e piena libertà al cliente. Minimalismo e stampe, tonalità neutre e pattern, oversize e materiali tecnici sono alcune delle caratteristiche che compongono l'Autunno Inverno 2024 di Blowhammer, che vuole essere universale, inclusiva ed esprimere libertà. Oltre a comodità e praticità, per il brand è importante esprime concetti tramite i suoi prodotti, ad esempio la presenza di dettagli grafici in questa collezione vuole rappresentare la saturazione che caratterizza l'era digitale di oggi, piena di contenuti, informazioni e stimoli e che loro esprimono con il claim: Social Overdose. Blowhammer Autunno Inverno 2024 Il ritorno dell'Himalayan Parka 2.0 per l'Autunno Inverno 2024 In occasione dei 30 anni dell’ Himalayan Parka , The North Face rivista lo storico modello attraverso innovazione e voglia di futuro. Un design nuovo, più moderno, che trasforma l'Himalayan Parka, lanciato per la prima volta nel 1994, da un capo utilizzato per l’alta montagna per proteggersi dalle basse temperature, a un capo da tutti i giorni. Un simbolo di stile e cultura, che unisce praticità a estetica. Il nuovo capospalla, composto da ripstop, un tessuto molto resistente, e imbottito da piume d’oca, per offrire calore, ha la possibilità di modificare la propria vestibilità, grazie ai cordini sull'orlo e alla patta in velcro che copre la zip principale. L'Himalayan Parka di The North Face
- THE SOUND OF UNITY BY ANTONY MORATO: MODA E MUSICA ALL’UNISONO SOTTO IL SEGNO DELLA CONDIVISIONE
Nato nel 2007 per volontà del CEO Lello Caldarelli , Antony Morato è un fashion brand saldamente ancorato alla tradizione stilistica italiana, contraddistinto al tempo stesso da una vision squisitamente contemporanea e al passo con i ritmi dinamici dello scenario moderno. Portavoce di valori importanti quali inclusività, celebrazione della diversità e creatività a 360 gradi , il marchio ha firmato negli anni un ampio ventaglio di collezioni fortemente identitarie; pezzi adatti ad ogni momento della giornata che permettono al singolo di esprimersi liberamente. La moda, infatti, non è altro che il mezzo per eccellenza attraverso cui dar sfogo al proprio essere e stile (ed Antony Morato ne è ben consapevole). The Sound Of Unity La nascita di The Sound of Unity Nel 2024 il brand si spinge ancora oltre, avviando un progetto - tanto ambizioso quanto accattivante – che pone al centro il concetto di community, inteso come condivisione di ideali e interessi. The Sound of Unity , questo il nome dato all’iniziativa, ha voluto richiamare a sé un target miscellaneo ma ben definito: gli appassionati di moda e musica elettronica, uniti dal desiderio di sfondare nel dj set. Mosso dalla ferma convinzione per cui il talento del singolo trovi la sua piena realizzazione in un contesto collettivo affiatato e coeso, Antony Morato firma quindi un contest, inaugurato a gennaio 2024 in occasione di Pitti Immagine Uomo , volto a individuare le prossime stelle del sound elettronico . Moda e musica diventano così un’unica voce, restituendo un progetto di respiro cosmopolita dove l’espressione artistica si eleva a protagonista. A seguito di una fase selettiva tramite apposita piattaforma, The Sound of Unity ha dato spazio ai talenti più promettenti, rappresentando per questi ultimi un trampolino di lancio senza eguali verso un brillante futuro nell’elettronica. Il tutto sotto l’occhio attento di una giuria esperta formata da: Lele Sacchi , in veste di direttore artistico, Andrea Oliva , dj e producer, e Francesco Tristano , compositore. Le proposte più convincenti si sono poi aggiudicate la possibilità di prendere parte a tre eventi esclusivi – secret party organizzati a Milano, Madrid e Napoli che hanno offerto loro una visibilità più unica che rara. Dukwa, alias Marco D'Aquino Il vincitore del contest by Antony Morato Il contest si è poi concluso nel mese di giugno a Firenze, dove tutto ha avuto inizio. La serata ha visto i finalisti esibirsi di fronte a centinaia di persone, dando nuovamente prova del loro talento e di quanto una grande passione possa portare lontano. A contendersi il titolo di miglior dj sono stati Dukwa , nome d’arte di Marco D’Aquino, e Martina Nerozzi , nota al pubblico come TYNX; musicista fiorentino il primo, artista bolognese la seconda. Come gli eventi precedenti, il party di chiusura ha registrato un incredibile successo, culminando in ultimo con la vittoria di Dukwa , riconoscibilissimo grazie a uno stile poliedrico tra il groovy, il melodico e l’atmosferico. A coronare il suo trionfo, un’occasione a dir poco inimmaginabile, sogno di ogni electro lover: un’esibizione esclusiva presso la serata conclusiva della summer season all’ Amnesia di Ibiza . Un traguardo memorabile questo, punto d’arrivo e soprattutto di inizio verso futuri successi tutti da celebrare. « Negli ultimi anni mi sono reso di come il dare sia più gratificante del ricevere » afferma Lello Caldarelli, che poi prosegue dicendo: « Il successo del progetto The Sound of Unity dimostra il nostro impegno nel connetterci con la nostra community in modi nuovi e significativi, andando oltre la semplice vendita di abbigliamento, e creando esperienze di condivisione da ricordare. L’obiettivo principale di questo progetto è dare un’opportunità ad un giovane talento che speriamo, dopo questa esperienza, possa intraprendere il suo percorso nel mondo della musica ». The Sound Of Unity
- Come abbinare leggings e stivaletti per l'autunno: consigli di stile per un look comfy - chic
Con l’arrivo dell’autunno, la moda si reinventa, privilegiando capi che uniscono eleganza e comfort. Tra le tendenze più apprezzate per affrontare la stagione, spicca l’abbinamento leggings e stivaletti , una combinazione che riesce a coniugare praticità e raffinatezza in un unico look. Questo duo, versatile e trasversale , si presta a molteplici interpretazioni stilistiche, rendendolo una scelta vincente sia per occasioni informali che per contesti più sofisticati. Tuttavia, per evitare di scivolare in un outfit troppo basico o eccessivamente casual, è importante saper giocare con le texture, i volumi e gli accessori giusti. L'obiettivo è creare un look equilibrato che sappia esaltare la comodità senza sacrificare lo stile. Quali leggings scegliere per un look elegante e confortevole? I leggings, un tempo relegati al mondo dello sport, hanno saputo conquistare un posto d'onore nel guardaroba quotidiano, diventando protagonisti di look che spaziano dal casual al sofisticato. Per ottenere un risultato chic , la scelta del materiale è cruciale : i leggings in pelle o ecopelle, ad esempio, offrono un’alternativa moderna e grintosa ai classici modelli in cotone. La loro texture lucida e strutturata si abbina perfettamente a stivaletti con tacco strutturato o dettagli metallici, creando un contrasto audace e contemporaneo. In alternativa, per un outfit più rilassato ma pur sempre chic, si può optare per leggings in maglia pesante o tessuti tecnici. In entrambi i casi, abbinandoli a capi oversize, come maglioni morbidi o tuniche lunghe, si bilanciano ad arte le linee aderenti dei leggings, ottenendo un gioco armonico di volumi. Gli stivaletti scelti completano l'insieme con un tocco di carattere, rendendo il look perfetto per affrontare le giornate autunnali. Come abbinare leggings e stivaletti per l'autunno Come creare un look stratificato per l’autunno con leggings e stivaletti? La stratificazione è uno dei pilastri del guardaroba autunnale, non solo per affrontare i cambiamenti di temperatura, ma anche per aggiungere personalità al look. Sovrapporre capi con materiali e lunghezze diverse è il segreto per creare un outfit che risulti unico e ricercato . Sovrapporre giacche, cappotti e cardigan ai leggings e stivaletti permette di giocare con materiali e lunghezze, creando combinazioni dinamiche. Giocare con le texture è fondamentale: un cappotto avvolgente, magari in tweed o in lana bouclé, può essere abbinato a leggings in ecopelle per un contrasto visivo accattivante. Allo stesso modo, un cardigan oversize in maglia pesante può creare un piacevole contrasto con stivaletti più basic, come i chelsea boots o modelli con tacco. La capacità di mescolare sapientemente capi dalle diverse ispirazioni permette di elevare un outfit apparentemente semplice, trasformandolo in una dichiarazione di stile. Per esplorare ulteriori combinazioni di capi di tendenza per l'autunno , è possibile consultare il sito PRM IT . Come completare il look leggings e stivaletti con gli accessori giusti? Gli accessori rivestono un ruolo fondamentale nel completare e definire un outfit, soprattutto quando si opta per capi basici come i leggings. Per aggiungere un elemento distintivo al look, è consigliabile puntare su accessori ben calibrati che bilancino la semplicità dei capi chiave con dettagli più ricercati. Una cintura alta può essere utilizzata per segnare la vita, soprattutto se abbinata a tuniche o maglioni ampi, mentre una sciarpa oversize in lana o cashmere può donare al look un tocco di eleganza accogliente. Anche la scelta della borsa può davvero fare la differenza: una shopper grande in pelle, ad esempio, offre un perfetto equilibrio tra funzionalità e stile, mentre una borsa a tracolla più strutturata può conferire un’aria di sofisticata semplicità. Da non dimenticare il ruolo fondamentale dei gioielli : orecchini pendenti o una collana importante possono dare un tocco glamour senza appesantire l’insieme. La chiave per un look autunnale vincente risiede nella cura dei dettagli e nella capacità di personalizzare ogni outfit con gli elementi giusti, senza rinunciare alla praticità.
- Marco Carrara, a tu per tu con uno dei nuovi volti Rai
Se c’è un volto che rappresenta perfettamente la nuova Rai , quella che si evolve senza mai rinunciare alla sua identità e alla sua mission e che punta su nuove leve da affiancare ai grandi nomi del servizio pubblico, è sicuramente quello di Marco Carrara . Giornalista, conduttore e autore televisivo di origine bergamasca Marco debutta sul piccolo schermo nel ruolo di ‘analista’ nel programma TV Talk . Dopo una lunga gavetta fatta nello show condotto per quasi 20 anni da Massimo Bernardini, Carrara approda nella squadra di Agorà con uno spazio dedicato alle breaking news . Dal 2018 è saldamente alla guida di Timeline , appuntamento della domenica mattina di Rai Tre che ripercorre i fatti salienti della settimana. L’amore di Marco per il piccolo schermo ha radici solide e lo accompagna sin da quando era un bambino che, ai fumetti di Topolino, preferiva le guide tv. A quel bambino che registrava le edizioni straordinarie dei telegiornali su vhs, intuendo l’eccezionalità di quei momenti, la Rai ha affidato la scrittura di Tanti Auguri – 70 anni di tv 100 di radio , edito da Rai Libri, volume con cui si celebra un doppio anniversario importante per il servizio pubblico. Marco Carrara, ph. Antonio Cama «Non leggevo Topolino ma mi facevo comprare dai miei genitori le guide tv. La passione per la tv mi accompagna da sempre» Tanti auguri - 70 anni di tv 100 di radio è in vendita in tutte le librerie e su tutte le piattaforme digitali dallo scorso 2 ottobre. Come è nata questa idea? L’idea non è nata da me ma dalla Rai. Il loro scopo era quello di far scrivere il libro sulla storia dei 70 anni di tv e dei 100 anni di radio a uno dei loro conduttori più giovani. Quando mi è arrivata la proposta sono stato investito da emozioni contrastanti. Da un lato ero felice, dall’altro lato ero anche spaventato perché dovevo misurarmi con una sfida molto complessa. Ho sentito sin da subito una grandissima responsabilità. In che modo hai lavorato? Come hai sviluppato il tuo lavoro di ricerca? È stata una sfida faticosa perché non sono uno storico. Mi ha salvato essere un grande appassionato di tv. Quando ero piccolo e mi chiedevano ‘cosa vuoi fare da grande?’ io rispondevo ‘il conduttore televisivo’. Non leggevo Topolino ma mi facevo comprare dai miei genitori le guide tv. La passione per la tv mi accompagna da sempre. Conoscevo tanti passaggi importanti e storici. Ho recuperato i tanti libri che hanno raccontato la storia della Rai nel corso degli anni. Ho cercato di fare un quadro generale ma poi mi sono fatto guidare dal mio istinto. Ho inserito non solo il meglio ma anche le polemiche e i passaggi cruciali che ne hanno caratterizzato la storia. «Crescendo ho portato la tv nella mia vita» Chi, secondo te, attualmente rappresenta al meglio la Rai e lo spirito del servizio pubblico? Fare un nome e sceglierne solo uno sarebbe un torto nei confronti di tutti gli altri. La mia fortuna è essere circondato da colleghi generosi e non è una frase retorica. Al termine del libro c’è una parte finale che si chiama la ‘timeline dei ricordi’ e ci sono tutte le interviste ai big della tv. In tanti mi hanno detto di sì. È stato un grandissimo regalo e va anche contro quella narrazione degli adulti che non sono generosi nei confronti delle nuove generazioni. Ho sentito subito una grande vicinanza e questa per me è stata la cosa più bella. Tutti insieme uniti per raccontare il servizio pubblico. Qual è il tuo primo ricordo legato alla tv? Avevo una passione da piccolo che era quella di registrare le edizioni straordinarie dei telegiornali. In un mobiletto a casa ho ancora tutte le vhs con tutte le registrazioni. Mi accorgevo che lì si stava scrivendo la storia, era qualcosa di non ordinario all’interno del palinsesto. Avevo già un approccio analitico nei confronti della tv. Crescendo ho portato la tv nella mia vita. Mi ricordo che a scuola facevo dei finti reality show durante l’intervallo. In prima media ho ideato una sorta di Grande Fratello che è durato l’intero anno scolastico. Ph. Antonio Cama «Da conduttore televisivo e autore ti dico che i social ti danno tantissimo materiale. Da giornalista ti dico che questo mondo crea moltissimi problemi» La tv, quella della vecchia scuola, escludendo quindi le piattaforme, è morta o ha ancora qualcosa da raccontare? Da un lato, se consideriamo i numeri, la tv in Italia è ancora molto seguita. All’estero, ad esempio, sono un po’ meno gli spettatori mentre gli italiani sono un popolo molto televisivo. È chiaro che l’offerta è talmente ampia che ci troviamo in uno scenario in forte evoluzione. Forse sta cambiando e cambierà nel tempo la fruizione della tv. Il telespettatore non è più passivo: ha il suo palinsesto, recupera il programma quando vuole. Allo stesso tempo quando ci sono grandi eventi (un terremoto, una crisi di governo, i mondiali di calcio, le emergenze sanitarie) lo spettatore sceglie sempre la Rai e questo è un aspetto rincuorante. Se poi pensi che noi abbiamo un fenomeno unico al mondo, che è il Festival di Sanremo , questo ti fa capire quanto la tv sia ancora centrale. Ogni anno però lo è un po’ meno, perciò bisogna essere bravi a intercettare chi scappa e offrirgli un modello di fruizione che sia più giusto per lui. Dal 2017 conduci ogni domenica su Rai Tre Timeline , un programma che ripercorre gli eventi salienti della settimana attraverso l’occhio dei social media. La percezione è che il mondo dei social fino a pochi anni fa veniva visto come qualcosa che riguardasse solo i giovani, come un mondo parallelo rispetto a quello reale. La realtà è che forse i cosiddetti "boomer" e in generale le generazioni più adulte siano ormai più legate di noi allo smartphone, non trovi? Sì, è vero. Negli ultimi anni sono molto affascinato da TikTok e ho notato che la fascia anagrafica che utilizza di più quest’app è proprio quella degli adulti. I social sono davvero diventati trasversali. Da conduttore televisivo e autore ti dico che i social ti danno tantissimo materiale. Da giornalista ti dico che questo mondo crea moltissimi problemi. Ora che la tecnologia è nelle mani di chiunque, anche di chi ha meno strumenti per utilizzarli, c’è stata un’esplosione di fake news. La tv in questo dovrebbe avere un ruolo centrale e dovrebbe essere una sorta di cane da guardia. Dovrebbe essere la fonte qualificata dove trovi solo notizie vere. «La mia vera università è stata TV Talk » Si parla spesso anche di educazione all'utilizzo dei social per i giovani. Pensi che ci sia questa esigenza Assolutamente. Sono fortemente convinto che i giovani debbano avere un’educazione, che può partire dalla famiglia, dalla scuola o dalle istituzioni. La responsabilità non può essere soltanto loro ma è una responsabilità di cui l’intera collettività deve farsi carico. Qual è il tuo rapporto con il mondo dei social? Quanto ne sei dipendente? Li uso tanto e non voglio usare la scusa che li utilizzo soltanto per lavoro. Quello che cerco di non fare è di utilizzare lo smartphone a tavola. Il pranzo e la cena con le altre persone deve essere un momento sacro in cui deve restare in tasca. È un po’ il nuovo galateo convivere con questi strumenti digitali. Il tuo esordio in tv è avvenuto con TV Talk . Che esperienza è stata? TV Talk è stata la mia prima esperienza. Me lo ha fatto scoprire mia madre e grazie a lei tutto è iniziato. La mia vera università è stata TV Talk . Qualche giorno fa sono tornato ospite per presentare il mio libro e ho ritrovato le maestranze, i cameramen, le sarte, ecc. Per me è stata una grandissima emozione rientrare in quello studio in cui nel 2011 è nato tutto. È una squadra generosa. Ho imparato a scrivere un testo, a stare in video, a fare delle riunioni. Io credo che la gratitudine sia il sentimento più bello e io sono profondamente grato a questo programma. E quando Massimo Bernardini a maggio ha lasciato il programma e mi ha inserito tra i ‘figli’ di cui è orgoglioso per me è stata una grande emozione. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Marco Carrara (@iosonocarrara) «Sono una persona profondamente curiosa, la curiosità è il mio vero motore» Se fossi ancora seduto tra le fila degli analisti quali programmi promuoveresti e quali no? La tv fatta in modo intelligente può essere sia bassa sia alta, ma anche il “basso” bisogna saperlo creare con i giusti ingredienti: il trash costruito a tavolino, fatto per diventare poi virale sui social, ormai lo notiamo immediatamente. Un programma che mi piace tanto è Belve . Francesca Fagnani è riuscita a trovare una chiave diversa per le interviste, graffiante e irriverente. Io amo le interviste, i miei amici mi prendono in giro e dicono che ho “l’intervistite” perché, quando mi presentano una persona che non conosco, voglio sapere subito vita, morte e miracoli. Sono una persona profondamente curiosa, la curiosità è il mio vero motore. Qualche settimana fa durante Timeline c'è stata un'incursione di Pierpaolo Spollon che ha fatto pensare a un vostro possibile coinvolgimento con Sanremo 2025. Cosa ci devi dire? No, non c’è nulla di vero (ride, ndr). Pierpaolo è un pazzo, ha inventato questa cosa senza considerare che molti suoi fan ci avrebbero creduto. Con lui mi piacerebbe fare qualcosa in futuro, abbiamo due registri completamente diversi ma c’è una grande sintonia. Lo trovo profondamente talentuoso, sta gestendo la sua carriera al meglio. Quest'anno è stato ricco di soddisfazioni per te e sei stato anche insignito dell'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana. Che cosa si prova ad avere questo titolo? Ti rispondo con tre parole: felicità, onore e responsabilità.
- I Cage Warriors tornano a Roma: il più prestigioso circuito europeo di MMA in scena il 2 novembre
Roma si prepara ad accogliere uno degli eventi più attesi dell’anno per gli appassionati di arti marziali miste (MMA). Sabato 2 novembre, il PalaPellicone ospiterà per la quinta volta i Cage Warriors, il circuito di MMA più importante d'Europa. Una notte colma di adrenalina, azione e spettacolo, destinata a diventare un punto di riferimento per il movimento italiano delle MMA . Cage Warriors: una storia di successo internazionale Fondato a Londra nel 2001, il Cage Warriors Fighting Championship (CWFC) ha lanciato carriere leggendarie, inclusa quella dell’iconico Conor McGregor . Con oltre 180 eventi tenuti in 14 paesi, tra cui Galles, Scozia, Irlanda, Giordania, Libano, Ucraina e Russia, il CWFC è il più longevo circuito europeo di MMA e un pilastro nel panorama internazionale delle arti marziali miste. Grazie all’impegno di Lorenzo Borgomeo, head coach dell'Aurora MMA e imprenditore di successo, l'Italia ha iniziato ad ospitare regolarmente questi eventi dal 2022, portando il nostro paese al centro della scena europea. Lorenzo Borgomeo, dopo una carriera da atleta professionista negli Stati Uniti, è oggi un nome di spicco nell'ambito delle MMA italiane, con oltre 50 team sotto la sua direzione. La sua dedizione alla formazione di atleti, sia amatoriali che professionisti, ha permesso a molti combattenti di raggiungere livelli impensabili fino a pochi anni fa. " Avere così tanti atleti in una singola card è un segnale fortissimo per il movimento italiano ", afferma Borgomeo. Infatti, ben 12 atleti del team Aurora MMA saranno protagonisti sul ring, tra cui spiccano i nomi di Khadim Dia, Luca Borando, Giuseppe Mastrogiacomo e Simone Patrizi . I Cage Warriors si terranno il 2 novembre presso il PalaPellicone di Roma L’Italia, nuova protagonista nel mondo delle MMA La presenza di così tanti talenti italiani nella card di un evento di tale prestigio non è solo un traguardo personale per Borgomeo, ma anche un simbolo della crescita esponenziale delle MMA in Italia. " Il pubblico italiano risponde ottimamente a questi eventi europei ," prosegue Borgomeo, " e gli atleti che competono ai più alti livelli sono frutto di una corretta crescita e formazione, che non ha nulla da invidiare al resto del mondo. " La serata del 2 novembre promette di essere un evento imperdibile, con combattimenti di alto livello e l’entusiasmo del pubblico che, negli ultimi anni, ha dimostrato un crescente interesse per questa disciplina. Il lavoro svolto da Borgomeo e dal suo team, in collaborazione con Cage Warriors, sta portando frutti straordinari, consolidando l’Italia come un punto di riferimento per le MMA in Europa . Per gli appassionati, ma anche per chi si sta avvicinando a questo sport per la prima volta, l’appuntamento di sabato sarà una vetrina straordinaria per assistere all’evoluzione delle MMA in Italia e tifare per i nostri talenti nazionali. L’MMA italiana è pronta a conquistare la scena internazionale, e i Cage Warriors a Roma ne saranno la dimostrazione più concreta.
- Collezione Primavera Estate 2025: Il fascino del Grand Tour rivive nell'arabesque di Chichi Meroni
Nella collezione Primavera Estate 2025 firmata da Chichi Meroni per l’arabesque , la moda si trasforma in un viaggio temporale e culturale, rievocando l’epoca del Grand Tour , quel lungo pellegrinaggio che i giovani aristocratici europei intraprendevano tra il XVIII e il XIX secolo alla scoperta delle meraviglie del mondo. Un’esperienza di esplorazione culturale che continua ad affascinare e a ispirare, facendo rivivere atmosfere lontane, mescolando reminiscenze d’epoca e influenze moderne. Il Grand Tour non era solo un viaggio fisico, ma anche un’esplorazione interiore e stilistica. Le giovani élite di allora si immergevano in culture esotiche e ambienti raffinati, arricchendo il proprio bagaglio personale con ricordi vividi e immagini mai viste prima. Questa collezione riflette esattamente quella ricerca di bellezza e novità, trasportando il pubblico in un mondo in cui moda e arte si intrecciano armoniosamente. Meroni reinterpreta questi racconti di viaggio attraverso abiti che evocano visioni di paesaggi lontani e sfarzi di un'epoca passata. Un look della collezione Primavera Estate 2025 di Chici Meroni per l'arabesque Colori e tessuti che raccontano storie Tra le ispirazioni principali emergono i colori e i tessuti lussuosi che animavano le dimore borghesi descritte da Jane Austen e portate sul grande schermo da Autumn de Wilde . I tessuti damascati e i motivi floreali, ripresi dal ricco vaso neoclassico che trionfa su cappotti, gilet e gonne, rimandano a un’estetica neoclassica , dove i dettagli ricercati immaginano antichi templi e giardini paradisiaci. Le tonalità della collezione sembrano provenire da una tavolozza da sogno: rosso cinabro, magenta, verde assenzio, rosa bon bon, nero e blu notte. Sono colori che parlano di eleganza e intensità, capaci di catturare lo sguardo e far rivivere la bellezza di epoche lontane. Il gioco cromatico accompagna tessuti pregiati , che danno forma a capi come spencer in toile de jouy, un tessuto intriso di storia che racconta paesaggi rurali francesi e decora con delicatezza soprabiti che avvolgono chi li indossa in una sorta di abbraccio nostalgico. Le camicie ispirate ai gentlemen georgiani prendono vita in chiave femminile, con maniche ampie e fluttuanti, simbolo di una libertà creativa che non si lascia ingabbiare. Queste maniche, descrive Meroni, "sono come i pensieri: sempre incontrollabili, a volte sogni, a volte meraviglie", un richiamo poetico che fa della moda un'espressione non solo estetica, ma anche filosofica. La collezione Primavera Estate 2025 de l’arabesque diventa così una finestra aperta su un passato reinterpretato, dove il fascino dell’evasione e della scoperta si fondono con un’eleganza senza tempo . Ogni capo racconta una storia, un ricordo di viaggio, un’immagine ritrovata, trasportando chi lo indossa in un mondo di sogni, colori e meraviglia. In questa visione, Chichi Meroni ci regala un viaggio che non ha confini, in cui la moda diventa arte e memoria, tradizione e innovazione.
- Bea González entra nel Team Amazfit: tecnologia e padel a braccetto
La stella del padel femminile, Beatriz González Fernandez , ha appena stretto una nuova collaborazione con Amazfit , il noto marchio di tecnologie indossabili. Zepp Health , azienda madre di Amazfit, ha annunciato il 16 ottobre 2024 che il supporto tecnologico sarà parte integrante della preparazione atletica di Bea fino al 2026. L’accordo rappresenta un passo in avanti sia per la campionessa spagnola che per il brand, allargando il legame tra sport e tecnologia. Beatriz González Fernandez e Amazfit Tecnologia e sport: un binomio vincente Amazfit è già ben nota tra gli sportivi per i suoi dispositivi all’avanguardia, progettati per ottimizzare le performance in allenamento e durante le competizioni. González, attualmente sesta nel ranking mondiale del padel, potrà ora contare su strumenti tecnologici capaci di monitorare il suo stato di forma, supportando non solo i momenti in campo ma anche il fondamentale processo di recupero. « Le partite di padel possono essere estenuanti, ma il lavoro non finisce mai quando si esce dal campo, » ha commentato Bea, sottolineando l’importanza dei dati raccolti dai suoi smartwatch Amazfit per analizzare e migliorare le sue prestazioni. Non è solo una questione di numeri: questa collaborazione segnala come lo sport di alto livello stia sempre più fondendosi con l’uso di strumenti tecnologici di precisione. Bea utilizzerà quotidianamente i modelli Amazfit Balance e Amazfit Active , sfruttandone i numerosi parametri di salute e recupero. La sua routine di allenamento si arricchirà così di una nuova dimensione, dove ogni dettaglio potrà essere misurato e ottimizzato. Una carriera costruita su talento e precisione Bea González è una figura di spicco nel panorama del padel: la sua ascesa, iniziata a soli otto anni nel quartiere di El Palo a Málaga, l’ha portata a essere la più giovane giocatrice di sempre a debuttare nel World Padel Tour a 14 anni. Oggi, forma con Delfina Brea una delle coppie più forti nel circuito, e con 19 titoli alle spalle, Bea non sembra intenzionata a rallentare. Juan Manuel Rosito , direttore di Amazfit per Spagna e Portogallo, ha commentato l'ingresso di González nel team sottolineando l'importanza della sua figura come esempio per i tanti appassionati di padel in Spagna, un paese dove questo sport conta più di cinque milioni di praticanti: « Siamo onorati di accogliere Bea González, La Perla di El Palo, nel Team Amazfit. Bea è una vera ispirazione per migliaia di fan grazie al suo talento, al suo carisma e al suo spirito sportivo. » L'idea che una campionessa come Bea si avvalga della tecnologia per perfezionarsi rappresenta un segnale chiaro di come anche le discipline più tradizionali stiano evolvendo.. Beatriz González Fernandez e Amazfit Amazfit e il supporto agli atleti professionisti L'inclusione di González nel Team Amazfit rafforza ulteriormente il gruppo di atleti di livello internazionale che già utilizzano i prodotti del marchio. Tra questi figurano gli statunitensi Meg Jacoby e Hunter McIntyre , campioni di Hyrox, oltre a Yemaneberhan “Yeman” Crippa , maratoneta italiano e campione europeo. Non manca nemmeno la presenza di Hendrik Pfeiffer , tra i migliori maratoneti tedeschi, che continua a migliorare le proprie prestazioni monitorando costantemente i suoi allenamenti con Amazfit. Questo accordo rappresenta quindi non solo un'occasione di crescita per Bea González, ma anche un ulteriore segnale di quanto la tecnologia possa essere ormai parte integrante della carriera sportiva. Nell'era digitale, sembra che nemmeno lo sport possa permettersi di rimanere ancorato al passato.












