top of page

Risultati di ricerca

6133 risultati trovati con una ricerca vuota

  • A TU PER TU CON THE GENTLEMAN BLOGGER: MATTHEW ZORPAS

    Gentleman di nome e di fatto, è considerato uno dei più importanti web influencer del momento. Non posta e basta, racconta storie di stile, dispensa consigli su come comporre i look, attraverso i suoi viaggi ispira un seguito di followers da tutto il mondo. Parliamo di Matthew Zorpas, blogger e fondatore di thegentlemanblogger.com. Furla ha pensato a lui e ad altri 4 blogger e digital artist come Adam Katz Sinding, Nabil Quenum, Roberto De Rosa e Paris Seawell, per presentare il progetto “the modern man” a Pitti. Creativi 2.0 che hanno interpretato attraverso cinque shooting, 5 modi di vivere la “MODULAR BAG2 la nuova borsa componibile pensata da Furla per tutti i globetrotter di oggi. Matthew, perfetto manintown, ci racconta il progetto attraverso il suo punto di vista e molto di più, ad esempio la sua passione per l’immaginario Felliniano. Dove hai scattato le foto del progetto themodernman per Furla? Ero a Rio, mia patria da qualche tempo e ho deciso quindi di ambientare il tutto lì. I colori e le atmosfere di questa città carioca, in piena espansione, mi sembravano ideali per rappresentare una nuova visione di uomo contemporaneo, anche se non volevo del tutto far percepire dove fossi, doveva poter sembrare anche in Grecia o in Italia. Un uomo che viaggia, che si muove, che è elegante ma non troppo, che punta sugli accessori “giusti”, esteticamente belli e soprattutto funzionali. La location, io e il fotografo Jeff Porto, l’abbiamo trovata per strada girando per le strade del centro, nella parte più vecchia della città, sfondi di un giallo accesso, in cui la borsa blu spicca e il look è idealmente a metà strada tra estate e inverno. Quale rapporto c’è tra l’uomo e gli accessori, in particolare le borse? Penso molto stretto ormai. Dalle classiche valigette alle messanger bags, le grosse pochette in versione maschile, portadocumenti, porta pc o tablet che siano, ogni uomo ha almeno uno di questi accessori. Per me è elemento chiave di ogni look, ho sempre una borsa con me, a volte dà il twist in più al mio look, per forma, colore o materiale. Quali sono le caratteristiche che consideri “stilose” in un uomo? Non ci sono più delle regole secondo me. Io credo che debbano essere tocchi naturali, spontanei, non forzati. Per me è naturale, apro l’armadio e scelgo cosa indossare, per altri occorre trovare ispirazioni e consigli da altri. Sono stato influenzato dallo stile, dalla personalità, dalla cultura e dal lavoro di alcuni personaggi illustri del passato e no, primo fra tutti Federico Fellini ad esempio e se devo pensare a qualcuno di contemporaneo direi Tom Ford. Stile non è solo moda, infatti sono spesso le persone che incontro nei miei viaggi o in giro per strada a darmi energia e ispirazione per il mio lavoro. Cosa comprano i gentleman di oggi? Secondo me di tutto, dal formale allo sportivo, l’uomo ha voglia di curare il suo look, non ancora ai livelli della donna, ma è sicuramente un uomo più attento e capace di sperimentare dal papillon ai cappelli, dalle calze colorate alle borse, dalle camicie alle cravatte. Non c’è un bisogno, c’è il desiderio di vestire bene e in maniera democratica, mischiando vari stili dal Brasile a Londra il gentleman si globalizza e il risultato è relaxed, rilassato. Finirà mai l’era dei blogger? Ci sarà un’evoluzione, cambieremo piattaforma, cambieremo modo di definire questa abilità di raggiungere la gente comune, e di agire nell’era digitale. I blog, quelli di qualità, sono qui per rimanere. Se non fossi stato un blogger cosa avresti fatto? C’è un atteggiamento molto snob a considerare in maniera negativa il lavoro dei blogger, solo perché portano via terreno (e potere) in uno spazio piuttosto circoscritto che è la moda. Per me è un job title che funziona anche per definire il mio stile di vita. Ho un passato nel mondo della comunicazione ma l’attività di blogging è davvero la mia passione, lo considero qualcosa di creativo che non posso fare a meno di realizzare, è come l’aria che respiro, non mi vedrei fare nessun’altra cosa. Oltre al blog sto lavorando ad altri progetti di branding personale, è ancora tutto top secret. Film, libro e musica preferita? 8 e mezzo di Federico Fellini, The Reader (Ad alta voce-da cui hanno tratto anche un film con Ralph Fiennes) e la band inglese The Herd. A PROPOSITO DI FURLA-MODULAR BAG Per il prossimo Autunno/Inverno l'uomo Furla scende in campo per suggerire un nuovo modo di vivere gli accessori e in particolare le borse. Dalle strade delle grandi città alle campagne, l’uomo business predilige ormai accessori e piccola pelletteria con due caratteristiche: pratici e discreti.
 La modular bag si trasforma facilmente da messenger bag in sacca da viaggio, adattandosi dall’agenda lavorativa al weekend, ideali quindi per ogni occasione, anche simultaneamente o all’ultimo minuto. La Furla Modular Bag può essere assemblata in negozio grazie a un set che comprende due manici, due lati sacca e due laterali per espanderla che sono completamente intercambiabili, con colori e materiali assolutamente personalizzabili.

 In equilibrio perfetto tra forma e funzione, ci sono tutte le esigenze dell’uomo contemporaneo in una. eu.furla.com www.thegentlemanblogger.com @Riproduzione Riservata

  • FASHION CREATIVES BY MERCEDES: IL QUINTO EPISODIO CON JUSTIN O' SHEA COME PROTAGONISTA

    Per sostenere il suo impegno nella moda globale e dei talenti emergenti, Mercedes-Benz lancia in esclusiva il nuovo episodio di Fashion Creatives: protagonisti il nuovo direttore creativo di Brioni, Justin O'Shea, e la consulente di moda, influencer e stilista di Los Angeles Jayne Min. Il film è stato proiettato durante la Mercedes-Benz Fashion Week Australia – il primo evento moda promosso dalla casa automobilistica. Nel nuovo episodio della serie Mercedes-Benz Fashion Creatives, l’australiano Justin O'Shea recita a fianco di Jayne Min, la giovane influencer di Los Angeles, in un cortometraggio che rappresenta una parodia della 'cultura del selfie', vero e proprio trend della generazione contemporanea, al limite fra edonismo social, ossessione e puro divertimento. L'episodio è stato presentato insieme al lavoro dello stilista Toni Maticevski durante l’evento tenutosi a Sydney domenica 15 maggio alla presenza di Justin O'Shea, che ha fatto il suo ingresso nell’hangar alla guida della sua Mercedes AMG G 63, la stessa vettura protagonista apparsa del film. Maticevski ha sfilato con la sua collezione Cruise 2016, un tripudio di abiti dalla delicata e straordinaria fattura, dimostrazione della sua attenzione al dettaglio e dell'abilità nel vestire le forme. www.mercedes-benz.it @Riproduzione Riservata

  • #POLOSTORIES: LA MARTINA E MASERATI

    E' un ambizioso progetto di social storytelling quello promosso da Maserati e La Martina per affiancare il Maserati Polo Tour 2016 : dietro l'hashtag #Polostories si raccolgono, infatti, i retroscena del “Gioco dei Re”, le origini, i segreti e i legami di uno sport che è la massima esaltazione di eleganza e potenza, competitività e stile. La Joint fra Maserati e La Martina nasce dalla condivisione del medesimo codice genetico, la passione per lo sport e l'eccellenza nelle prestazioni: lo step social usato per questo nuovo progetto è la testimonianza di voler evolvere la proficua collaborazione ad uno step successivo. La Martina, già fornitore ufficiale dell'equipaggiamento tecnico del team Maserati, ha dedicato una serie di polo in edizione limitata di 300 pezzi: queste serviranno per celebrare le singole tappe del Maserati Polo tour, saranno indossate dai Top Polo Player che, come in un set cinematografico, ad ogni tappa riveleranno nuove prospettive del fil rouge che unisce i cavalli da corsa e la potenza delle auto. Ogni torneo, ogni location, ha un valore e un passato da condividere: l'essenza del polo è creata dalla passione e dal duro allenamento, linee guida perfetta della filosofia di Maserati e La Martina. www.maserati.it www.lamartina.com @Riproduzione Riservata

  • ADDICTED TO SNEAKERS: I MODELLI ‘MUST-HAVE’ DI STAGIONE

    Ancora indecisi nella scelta della vostra "best ones of the season" preferita? Eccovi il sequel della nostra selezione. Con l’hashtag #roperevolution L4K3 (Lake), la Fashion Factory che propone accessori che traggono ispirazione dalla tradizione dei maestri cordai del Lago d’Iseo, o meglio di Monte Isola, lancia le nuove sneakers che scelgono proprio la corda come protagonista indiscussa della collezione, nei toni dell’azzurro lago o del giallo limone. Sport nell’estate 2016 è sinonimo di Giochi Olimpici che, arrivati alla 31° edizione, si tengono a Rio e Santoni , marchio nato nel 1975 e simbolo nel mondo dell’eccellenza italiana nelle calzature, ha scelto la sua Clean Icon per celebrarli. La sneaker si tinge dei colori vibranti e accesi del Brasile e del logo delle Olimpiadi, andando ad incarnare perfettamente lo spirito di positività e concordia promosso da questo importate evento. Ultra leggera, caratterizzata da una tomaia Flyknit alla quale aderisce una gabbia in TPU per conferire al piede un supporto ideale, è la nuova Nike Air Presto Ultra Flyknit by Nike Sportswear. Torna così a sedici anni dal suo lancio nel 2000 la Nike Air Presto, scarpa che per fit ottimale, comfort e traspirabilità, ha rivoluzionato il design del footwear running, divenendo con la sua silhouette uno dei punti di riferimento dello stile sportivo. In esclusiva da Foot Locker e in 4 varianti di colore. Sono le adidas Climacool Retro , che sfruttano una tecnologia moderna e innovativa che permette l'eliminazione attiva dell'umiditá e del sudore. Total Red per i più audaci, ma c’è anche una versione bianca e rossa, dove le classiche tre bande tipiche del marchio sono nere. Un modello a metà strada fra il futurismo e l’immaginario retrò come vuole il nome. Anche il brand francese Le coq sportif torna alle origini proponendo una versione rivisitata dei modelli Quartz e Wendon , inizialmente utilizzati in via esclusiva dagli atleti e ora presentati nella collezione lifestyle. È la Quartz, che festeggia il suo 35° anniversario, la più adatta al guardaroba maschile, con una silhouette più spigolosa e meno affusolata dell’altra, nei tradizionali colori del brand, blu, bianco, rosso. Made in USA Distinct collection: Explore by Sea . Nome che racconta già una storia quello delle sneakers New Balance per la s/s 2016. Quattro classiche silhouette del brand, 997, 998, 1300 e 1700, riviste in una capsule che rende omaggio alla scoperta del mare attraverso dettagli ispirati ai viaggi marittimi e ai velieri antichi. Le novità della collezione Converse per la p/e 2016 sono le versioni monocolore della Auckland Racer , ispirata al mondo running. Le tinte sono ipervitaminiche, come il verde brillante, il giallo, il rosso e il blu elettrico, e ricoprono interamente la sneaker donando vivacità e joie de vivre alla scarpa e a chi la indossa. Chiudiamo la nostra carrellata sulle sneakers della stagione p/e 2016 con un modello Lotto Leggenda . La sneaker Tokyo Shibuya Natural Esotic è ricoperta da una stampa leaf, il cui rimando tropicale, stemperato dal bianco e nero, la rende perfetta anche per chi rimarrà in città e non partirà per destinazioni lontane. @Riproduzione Riservata

  • Casentino: un tessuto antico per una nuova moda

    Il doppio petto in versione bordeaux Sin dall’etichetta si intuisce di cosa si tratta, perché è intinta nel brillante arancione tipico del Panno Casentino. Poi, però, si scopre che gli Opifici Casentinesi sono andati ben oltre il mero discorso cromatico. Questo nuovo marchio, è nato nel 2015, valorizza e attualizza sia il pregiato tessuto sia il territorio di produzione, concentrato, appunto, dove sorge il distretto Casentino, in provincia di Arezzo. Da lì, dal cuore della Toscana, parte questo progetto di moda ideato da Giorgio Permunian e Milena Motta . Se Permunian ha alle spalle lo sviluppo e la distribuzione di prestigiosi marchi del fashion system, Milena è una designer che, nel corso degli anni, ha prestato la sua raffinata matita a numerosi brand internazionali. Ai due si è unito Francesco Occhiolini , proprietario della Casentino Lane , filatura d’eccellenza per il Panno. Dal loro incontro professionale sono scaturiti gli OC , con l’impegno di organizzare l’intera filiera produttiva, dal fiocco di lana al capo finito, e con l’intento di creare un lifestyle che mantenga ben viva la tradizione e la proietti verso le nuove esigenze del fashion system. Questo programma estetico e concettuale ha regalato una vivace personalità alle creazioni declinate nello storico e riccioluto panno. Alleggerito nei pesi, rigenerato nel design e attualizzato nelle cromie - ci sono anche un profondo nero e un vellutato aubergine colori impensabili fino a qualche tempo fa - il tessuto si presenta, ora, in una nuova veste sartoriale e diventa protagonista di impeccabili over a doppio petto, di scattanti peacot e parka e, persino, di cinture intarsiate con la pelle. Il vero colpo di fulmine, però, è per i pantaloni, dove il panno viene proposto nella versione Light Flat, ottenuta pressandolo fino a farlo diventare ultra leggero. Sicuramente fa un certo effetto pensare che, prima di oggi, abbia ammantato Dante Alighieri, mentre componeva i versi della Divina Comedia e abbia tenuto ben caldo Filippo Brunelleschi, quando si issava sui ponteggi della sua cupola di Santa Maria del Fiore, a Firenze. Sì, perché il Casentino si affaccia dai guardaroba di tutto il mondo da più di ottocento anni ed è uno dei tessuti italiani più antichi ancora in auge. Rinvigorito di moderna creatività continuerà a solleticare i palati più esigenti della moda, sia maschili che femminili. @Riproduzione Riservata

  • MARTIN GARRIX

    2015 has been a 'year of collaborations' for him, and it seems that 2016 will continue in the same direction, recently confirming a project with Steve Aoki. He's only 19 years old but his music has already gotten thousands of fans up dancing: He's Martijn Garritsen , stage name Martin Garrix , the young blue-eyed Dutch DJ that is causing everyone to fall in love. You're just 19 and yet you are already among the 4 most influential DJs in the world. How did you get to this point? What do you like about your job? My secret is to use the energy I get from people. To feed them your emotions and to bring them joy- to have a good time together. If they see that the DJ is having a good time while he is spinning they will have even more fun, and I join in their happiness. It’s a win-win situation: I make them happy, and they make me happy as well. What is your secret for expressing yourself as DJ? To always continue to try, to recreate myself in different contexts, to remain full of energy and never forget that my job is to amuse people: I don't take myself too seriously, it's all matter of lightness and spontaneity. What was your life like before your music career. What were some of your interests? It was very different. I liked to collect shells and stones – so much that I have a full collection now . I also played a lot of sports. I started windsurfing when I was twelve, and I still go anytime I'm able. Ever since I started my music career I don’t have much free time, especially when I’m on tour, but I love working so I work all the time. But whenever I have some free time I run off to go windsurfing. What do you think is the most important thing to consider when you're producing music? What sets you apart from other musicians? Surprising people. If you do what everybody expects you to do, people get bored. But if you do something that totally shocks people, they go, ‘Oh, my God, have you heard what Martin Garrix wrote? What was he thinking?’ And that’s something very important for me – if you have the power to surprise people, to do something that no one expects, then they talk about it, they tell their friends about it. So whenever I’m in the studio, I always try to find something that’s a little bit weird or a little bit new for me. Which artist surprises you most? Skrillex. I love Skrillex, and he surprises me the most. As a producer, as a DJ, and as a person, I look up to him so much. He’s the kind of a producer who is constantly evolving, and that’s why I really, really look up to him. If you could travel back in time, with whom would you have liked to play or to remix? Surely it would be a dream to have been able to play with Michael Jackson. What are your plans for the coming year? You have an official album on the horizon, correct? I hope so. It’s a process, it takes time and I don’t want to rush it, because it’s my first album so I want it to be good. I also love to be in the studio and work with other artists. I recently worked with Mike Shinoda from Linkin Park last week. It’s exciting because an artist like him does such different music from mine, when we come together it pushes me to create something completely new. @All Rights Reserved

  • MARTIN GARRIX

    Per lui il 2015 è stato l’anno delle collaborazioni, e sembra proprio che anche il 2016 prosegua nella stessa direzione. Ha solo 19 anni e la sua musica ha già fatto ballare migliaia di fan: è Martijn Garritsen , in arte Martin Garrix , che dalla scorsa estate è ambassador di TAG Heuer , brand storico di orologi di lusso che ha rivoluzionato il mercato proponendo sempre le migliori tecnologie in sincronia con lo stile e l’eleganza. “Non lavoro molto con i brand, TAG Heuer è il primo, perché non faccio mai collaborazioni se qualcosa non mi piace, ma TAG Heuer mi piace moltissimo, sono già ossessionato del Monaco V4 Phantom, lo trovo eccezionale!” Prima di Martin si sono susseguiti altri nomi che hanno fatto proprio il motto della casa svizzera #DontCrackUnderPressure: tra i più recenti ad esempio l’irriverente Cara Delevigne, ma anche Chris Hemsworth, David Guetta e andando indietro di qualche anno, lo splendido Ayrton Senna o lo straordinario Steve McQueen solo per citarne alcuni! Il motto per Martin si può vivere anche nel mondo della musica, soprattutto come dj quando suoni per 70.000 persone e di certo non puoi crollare anche se la pressione è alle stelle! A 19 anni sei tra i 4 DJ più influenti al mondo. Come ci sei riuscito? Cosa ti piace del tuo lavoro di DJ? Il mio segreto è prendere energia dalla gente. Regalare emozioni e nutrirsi della loro gioia, divertirsi insieme a loro: se vedono che il DJ si diverte mentre mette i dischi saranno ancora più contenti, e io con loro. E’ una situazione win-win: io faccio felici loro, loro fanno felici me. Qual è il segreto per affermarsi come DJ? Mettersi sempre alla prova, reinventarsi in contesti differenti, rimanere pieno di energia e non dimenticare mai che il proprio lavoro è far divertire la gente, non prendersi mai troppo sul serio: è tutta questione di leggerezza e spontaneità. Come era la tua vita prima di diventare DJ, che interessi avevi? Era molto diversa: mi piaceva raccogliere conchiglie e pietre, ora ho una collezione completa . Ho sempre fatto molto sport, ho iniziato windsurf quando avevo dodici anni, e lo faccio ancora appena posso. Da quando ho iniziato la mia carriera musicale non ho molto tempo libero, soprattutto quando sono in tour, ma appena posso corro a fare windsurf. Cosa pensi sia la cosa più importante da considerare quando crei la tua musica? Sorprendere le persone. Se fai quello che tutti si aspettano che tu faccia, la gente si annoia. Ma se fai qualcosa che scandalizza totalmente le persone, se ne vanno dicendo “Oh, mio Dio, hai sentito quello che ha scritto Martin Garrix? Che cosa stava pensando?” Per questo ogni volta che sono in studio, cerco sempre di trovare qualcosa di nuovo e fuori dalle righe. Oggi quale artista ti sorprende di più? Skrillex. Amo Skrillex. Come produttore, come dj e come persona perchè è il tipo di produttore che è in continua evoluzione, ed è per questo che mi ispiro molto a lui. Se invece potessi viaggiare indietro nel tempo con chi ti piacerebbe suonare o remixare? Sicuramente sarebbe un sogno suonare con Michael Jackson. Brand ambassador di TAG Heuer: cosa significa per te? Cosa ne pensi dei brand che si legano all’universo dell’EDM (Electronic Dance Music)? Penso che sia una buona associazione perché l’EDM significa amore, energia positiva, allegria condivisa. Bisogna educare all’EDM anche le generazioni precedenti ai Millenials e un brand come TAG Heuer, di cui sono brand ambassador da agosto 2015, è perfetto! Che progetti hai per il prossimo anno? C’è un album all’orizzonte giusto? Lo spero. Sto facendo così tanta musica che ho da 40 a 50 le idee, ma quando ho nuove idee, sento il bisogno di fare nuova musica. E’ un processo, ci vuole tempo e non voglio correre, perché è il mio primo album e voglio che sia buono. Recentemente ho lavorato con Mike Shinoda dei Linkin Park ed è stato emozionante perché le persone come lui, che fanno questo un tipo di musica diverso, ti spingono a fare qualcosa di completamente nuovo. @Riproduzione Riservata

  • MY SPIRITUAL SIDE

    Portrait by Alessandromoggi.com The Tuscan actor is not only hugely talented but has also a managerial-spiritual attitude. He has been part of International films like To Rome with Love by Woody Allen, as well as participating the renown TV series, and recently landing a big role in Guy Ritchie’s latest movie The Man From U.N.C.L.E. . In 2014 Luca launched a collection of candles and then followed it up with perfumes in 2015, under the mysterious name ‘INSPIRITV’. We sat with him to talk more about his olfactory concept and how he stays well and groomed. Clearly staying busy has something to do with it… @All Rights Reserved

  • Baku, la signora dei venti

    Un territorio ricco di climi e panorami diversi, dove religioni e culture si sono amalgamate creando qualcosa di magico. Terre desertiche, foreste e montagne oltre 4.000 m, passando da città dal fascino antico come Sheky o Baku, nuovo emblema di crescita architettonica e culturale. Abbiamo chiacchierato con Andrea Vigna e Marco Catelani, due giovani enologi italiani che hanno aperto una start-up proprio qui, a Baku, una città che corre più veloce delle città europee alle quali guarda e che non perde il fascino orientale che la contraddistingue. A Baku, che siate turisti, viaggiatori o che vogliate fermarvi, sarà inevitabile innamorarsi dello skyline che si fonde con antichi edifici e subirete il fascino di così tanta cultura nascosta ad ogni angolo. Una meta irrinunciabile. Raccontateci la vostra storia… L’azienda vinicola per la quale lavoravo mi ha proposto quest’avventura: trasferirmi in una terra lontana e creare un’azienda da zero. Avevo 28 anni e mi è sembrato un sogno e ho deciso che Marco che conoscevo dall’università era il compagno migliore. Oggi dopo sei anni, Fireland Vineyards è cresciuta moltissimo e siamo produttori di 19 etichette, da vini base a vini di alta gamma. Difficoltà e vantaggi vivendo qui? La lingua, le differenze culturali, i ritmi lavorativi diversi sono difficoltà che diventano vantaggi per chi è capace di adattarsi a un paese molto diverso dal proprio. Baku dà un ritmo unico a chi ci vive: per noi giovani, le città che crescono si adattano alla forza e alla flessibilità di cui abbiamo bisogno. Per questo mi piace vivere qui! Qualche consiglio turistico? Baku è un mix continuo fra modernità ed antico. Il lungo mare è bellissimo, ma anche la collina che sovrasta la città, dove ci sono le Flame Towers è mozzafiato. Poi la città antica, con la Torre della Vergine, le vecchie strade…Ciò che amo di questa città è la fusione fra il mondo islamico e quello russo, nello stile e nelle tradizioni. Ristoranti o locali: dove andare? La città vecchia, per i ristoranti tradizionali come il Tendir. Qui la domenica si va a mangiare l’omelette e pomodoro, con il pane tipico, appena sfornato dalle donne anziane della città…una delizia! Per un ottimo bicchiere di vino, al Baccanale, in Port Baku o il mercoledì al piccolo Room in centro. DA NON PERDERE: Città Vecchia (Icheri Sheher) patrimonio dell’UNESCO Palazzo degli Shirvanshah Torre della Vergine, chiamata così perché pare mai conquistata con la forza Flame Towers Skyline Lungomare Karavansara, ristorante, un tempo frequentato da antichi viaggiatori lungo la Via della Seta Yashil Bazaar o Taza Bazaar Centro culturale Heydar Aliyev, firmato dall’archistar Zaha Hadid Fountain Square @Riproduzione Riservata

  • Maserati Experience

    Cover Paul Smith suit| Calvin Klein Collection shirt | Corneliani Pocket Square Often, the people who are the most silent are the ones who, when incited, have the most to say. And it is in this exact silence that I happened to test drive a new unique car. Maserati is a symbol of stylish elegance and a car of top performance that gives a shot of adrenaline and an imaginary finish line to the lucky few who get to press on the accelerator of one of the most famous gems in the automobile world. After settling down into the car's refined cockpit, which can be personalized inside in infinite ways, I adjusted the seat for the optimal distance from the steering wheel, watched with great care by Domenico Schiattarella, the driver who accompanied me that day in the Ghibli 3000 Turbo Diesel 275 Cv, and who, noticing my curiosity granted me the honour of his flair and talent, opening 'a full-throttle' account of memories which catapulted us into a universe of passion and heart tracked in thousandths of seconds. As soon as we began, leaving behind the city's traffic, I noticed the braking system and how it was capable of responding even to the slightest touch. Domenico confirmed my intuition. For a car that reaches 250 km/h, the braking system requires excellent engineering; that of Maserati makes use of a technique that melts a cast iron disc and light metal alloys, such that even when pressed to the limit on test track, it doesn't overheat. I step on the gas with the excuse of trying to familiarize myself with the gear shift on the steering wheel, and the turbine kicked in, satisfying our ears with an intense but graceful roar while the force pushed us back against our seats. Domenico, in short Mimmo, then revealed a piece of information that for him was obvious: the Maserati engines are assembled in the same factory in Maranello where they assemble the cylinders of that brand with the "horsey." It was at that point I regret not heading toward Monza where, with Mimmo's help, try to find my way onto the track. At that point, the spirit of the silent but surprising Maserati is revealed, like a shy person with whom you have just broken the ice. But that wasn't enough, and I wanted to know just how far I could go. On the way back, instead of following the prescribed route, I headed toward a green sign that I spot in the distance. Mimmo, with the gaze of a co-pilot, has already understood the lightning in my eyes whenever I rev the engine and, before tossing his conspiratorial glance out the window, he promises me to meet me again soon on the track. I began shyly in the first lane but then remembering that we've already broken the ice, I press the button to activate the sport mode and we fly into the passing lane, hoping all the time that this ride never has to end. Photo | Francesco Bertola Style | Fabio Ferraris Grooming | Marco Minunno@wmmanagement Photo Assistant | Simona Bolchini @All Rights Reserved

  • When less is more

    He is one of the most famed photographers, editors and publishers. With titles like Dazed and Confused and Hunger under his belt, not to mention being a dog lover, strongly passionate for cinema and deeply in love with his wife, top model Tuuli, Rankin ( John Rankin Waddel ) has reached incomparable success since his beginnings in the early 90’s due to his unique personhood, and unmistakable style that’s powerful and always straight-forward. And yet, recently Rankin has rediscovered a new way to enjoy photography; one that focuses on thought-provoking imagery through spontaneity, and investigating the impact this can have on people. He has indeed inaugurated one of his most radical exhibitions of all: Less is more . Curated by Ulrich Ptak at Kunsthalle Rostock and conceived as a retrospective of his most controversial and experimental work, images have been printed in large scale, forcing visitors to really reflect on what they are seeing. Simply, you love it or you hate it. There are no half measures for Rankin, nor half emotions nor half answers. What does the concept LESS IS MORE mean to you? It means what is says on the tin; you get more out of seeing less. It’s a reflection on the way we consume imagery these days, bombarded with a flick and click, where seeing less for a moment may evoke more meaning. What do you think about this entire obsession with appearance? I find it very boring. It’s like we’re all trying to create our own brands. It’s sad, really. What is real beauty to you? My wife is real beauty. What do you think about the phenomenon of curvy beauties? Is it a phenomenon? It’s been round quite a while. I love women and men of all different shapes and sizes. What’s the part of your job you enjoy the most? I just love taking photographs. The actual taking of the pictures is what I get the biggest kick from. What’s the trick of being a good photographer? Not stealing anybody’s soul. I’m playful with people, but I don’t want to change their attitude. A photo is a self-expression, It has to be taken seriously and still not seriously at all. It’s you in front of the camera but I have to make you forget about it. It has to be momentous in itself because everybody is different. Somebody you haven’t photographer yet is…? Barack Obama. I'd jump at the chance to do a portrait of him. Besides photography, what other passions do you have? My dogs are a massive passion in my life, and also watching films. If you weren’t a photographer what would you be? A magazine publisher which I am as well. Rankin's 'Less Is More' is curated by Ulrich Ptak and will run until 28th February 2016 at Kunsthalle Rostock in Germany. @All Rights Reserved

  • IL MIO LATO SPIRITUALE

    Portrait by Alessandromoggi.com L'attore toscano ha talento da vendere e un animo spirituale-imprenditoriale. Non solo vanta partecipazioni a produzioni internazionali, da La fontana dell'amore a To Rome with Love di Woody Allen, oltre a incursioni televisive in serial cult come Sex and the City a Beautiful ma ha anche preso parte all’ultimo film di Guy Rithchie Operazione U.N.C.L.E. , ispirato all'omonimo telefilm Anni Sessanta. Nel 2014 ha deciso di lanciare una linea di candele e profumi dal nome mistico “INSPIRITV”. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare il suo progetto olfattivo e i suoi segreti di bellezza, che includono non fermarsi mai. Quando e come hai deciso di fare l’attore? A 23 anni ero a New York per frequentare un master nel settore tessile, mio padre aveva un’azienda a Prato e io avevo iniziato a lavorare nel business di famiglia. Proprio nella grande mela ho scoperto la mia vocazione, frequentando l’Actor Studio e studiato anche il metodo Meisner. Mi ha affascinato molto scoprire che dalla stessa tecnica ne sono sviluppate quattro e poi non dimenticherò mai l’intervento di Harvey Keitel a lezione che ci raccontava le sue esperienze, davvero illuminante. Dopo un’esperienza televisiva tutta italiana hai preso parte a U.N.C.L.E. di Guy Ritchie. Come è stato lavorare con lui? È stato un riconoscimento importante. Tutto è iniziato con un self tape, un video girato da me che feci avere a Guy. Dopo averlo visto, mi ha chiesto di andare a Londra per un incontro di persona e lì ci siamo trovati subito, stavamo leggendo lo stesso libro: Il mondo nuovo di Aldous Huxley. Sul set lui ha un suo modo di fare cinema, sei molto interpellato, vuole vivere in simbiosi con il suo cast, è un regista che si vive e si lascia vivere. C’è stata molta attenzione ai costumi, lo stile italiano dolce vita anni’60. Il cast poi era stellare, (Henry Cavill, Armie Hammer, Hugh Grant) talmente bravi da rimanerne ispirato. Con Guy è nato un rapporto personale, sono stato invitato al suo matrimonio, accolto come uno di famiglia. Non mi aspettavo questa vicinanza. Sono andato con lui da New York a Londra in aereo privato. Come mai hai deciso di lanciare una linea di profumo? Sentivo il bisogno esprimere la mia voglia di spiritualità. Con Olivia Mariotti, mia socia e grande amica, condividevamo l’amore per le candele e la capacità di indurre a meditare. Inspiritu significa nello spirito, un bel modo di dire, una predisposizione mentale ed è una frase che ho sempre pronunciato, quasi un motto, compare perfino nel mio status del whatsapp. Essere in ascolto delle proprie emozioni non è facile. Ci viene insegnato dalla società che la felicità viene da cosa fai, da cosa compri. O sei una lavatrice e riesci a lavarti la pesantezza del mondo dalle spalle o ti addormenti in questa litania ed è un incubo. La felicità non è data dal consumo, è qualcosa che viene da dentro. Ci parli della linea? Abbiamo esordito l’anno scorso con una collezione di cinque candele, quattro delle quali rappresentano le virtù cardinali – Fortitvdo, Temperantia, Ivstitia e Prvdentia – mentre la quinta, Lvx, è invece la sintesi di tutta la collezione e metaforicamente rappresenta la coscienza universale. Quest’anno in occasione del Pitti Fragranze abbiamo lanciato anche i profumi. Le note olfattive scelte sono uguali per entrambe le linee e caratterizzano ogni virtù. Per Fortitvdo zafferano, acacia, legno di cedro e fieno, Temperantia profuma di gelsomino, mughetto, violetta e rosa turca, Ivstitia ha note marine oltre all’aneto, al finocchio e al vetiver mentre Prvdentia scivola in una scia floreale-fruttata di fiori di campo, peonia, ribes e bacche rosse. Abbiamo lanciato la linea da Barneys a New York, l’avventura è appena iniziata ma sta dando i suoi riscontri. Qual è la nota della spiritualità? L’incenso perché questo ingrediente caratterizza tutte le creazioni di Inspiritv ed è stato scelto proprio perché è presente in tutte le religioni, concilia la meditazione e la preghiera. E tu cosa indossi? Mi piace Fortitudo, una fragranza legnosa con tocchi più dolci di acacia, violetta, zafferano e note più profonde come cedro e legno di sandalo. Mi dà energia. Un profumo che hai creato con un ricordo particolare in mente? In tutti ho lavorato con delle immagini in mente. Di sicuro per Prvdentia, dove ho cercato di ricreare insieme ai nasi l’odore dei rami verdi spezzati in un giardino, un richiamo ancestrale alla natura, il ricordo di quando mi nascondevo nelle siepi di casa. Quali sono i tuoi segreti di bellezza? Cosa fai per tenerti in forma? E per rilassarti? Non posso a meno di fare crossfit. Mi fa stare bene essere attivo, corro tutto il giorno e ho bisogno di scaricarmi. In generale non sono uno che riesce a stare con le mani in mano, devo necessariamente incanalare la mia energia in qualcosa. Mi piace andare a farmi barba e capelli tutte le settimane, è un piccolo vezzo a cui non rinuncio. Poi una crema idratante, quando mi ricordo di metterla. A cosa non rinunceresti mai? A esserci per mia figlia. Oggi sono a Milano, stasera a Roma per un evento, nel mezzo c’è la recita di Bianca e io non me la perdo! Quali sono i tuoi prossimi progetti? In uscita c’è Framed , una co-produzione tedesco-polacca con Alessandra Mastronardi e Fabio Troiano e la fiction di Ivan Cotroneo “2 di noi”. @Riproduzione Riservata

bottom of page