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6133 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Paul Smith spring 2017 menswear

    BACKSTAGE @Riproduzione Riservata

  • Europei 2016: l’identikit del tifoso italiano fra scaramanzia e statitistiche

    Vente-privee , pioniere e leader delle vendite-evento online, ha tracciato l’identikit del tifoso modello individuando tra gli italiani due categorie: i “ giocatori ” e gli “ allenatori ”, due tipologie con attitudini, approcci e modalità completamente opposte di vivere e assistere ai match: la prima s’infiamma in genere di più rispetto a quella dei più maturi, ama guardare le partite in gruppo e, meglio, se tifoso della stessa squadra. Tra “giocatori” e “allenatori” l’indagine di vente-privee fa emergere inoltre che a guardare le partite di calcio non saranno solo gli uomini, le donne italiane infatti non solo supporteranno la nazionale, ma si rivelano ancora più passionali degli uomini: il 45% vive le partite con maggiore coinvolgimento emotivo, arrabbiandosi e innervosendosi, il 30% di loro prende addirittura le ferie per non perdere nemmeno uno scontro internazionale. Per quanto riguarda i rituali per ingraziarsi la fortuna, benvenuti siano cornetti rossi, quadrifogli e tanto altro: calcio e scaramanzia fanno rima da sempre. I portafortuna e i rituali scaramantici investono il mondo del calcio a 360° coinvolgendo giocatori, allenatori e coloro che assistono alle partite da casa. Alcuni rituali come il bacio della testa di Zidane, così come il lancio dell’acqua benedetta di Trapattoni, sono ormai entrati a far parte dell’immaginario collettivo. Un’efficacia ancora più forte se associata agli italiani, popolo di scaramantici per eccellenza. Secondo i dati della ricerca di vente-privee però, in occasione degli Euro 2016, solo il 6% degli italiani utilizzerà portafortuna, il 94% invece farà rituali e gesti scaramantici prima e dopo le partite, mentre circa il 30% farà almeno una scommessa sulla manifestazione (su siti come wm.bet, ad esempio) @Riproduzione Riservata

  • Calabrese 1924: da un secolo (o quasi) prende gli uomini per il collo

    Un gustoso pamphlet degli anni '80 del secolo scorso esamina entomologicamente "follie e virtù, storia e attualità, psicologia e linguaggio" della cravatta. Presentato dal conte Giovanni Nuvoletti , famoso bon vivant e marito di Clara Agnelli, sorella dell'Avvocato d'Italia, l' Elogio della cravatta (Idealibri,1982), indaga a fondo su questo oggetto del desiderio maschile e sui suoi significati intrinsechi ed estrinsechi, rivelando pure preziosi indizi su come indossarla. Dettami validissimi anche adesso, a più di trent'anni di distanza, a dimostrazione che l'eleganza non è una questione di tempi o di diktat passeggeri e che la cravatta è tutt’ora protagonista per eccellenza del guardaroba maschile. Chi di eleganza da annodare attorno al collo se ne intende davvero è Calabrese 1924. A dispetto del nome, anzi del cognome, non siamo a Reggio Calabria e dintorni, poiché è un purissimo marchio napoletano di cravatte d’autore. La storia della griffe comincia negli anni ’20 all’ombra del Vesuvio, grazie all’intuito imprenditoriale di Eugenio Calabrese. Esteta e cultore del ben vestire, fu lui a fondare il piccolo laboratorio di sartoria da cui tutto ebbe inizio. Con Francesco, figlio del fondatore, le cravatte fecero il giro d’Europa e oltre, conquistando i colli più esigenti e raffinati. A Gaetano, e siamo alla terza generazione di creatori di stile, negli anni ’60 si deve l’invenzione delle pence posteriori, quelle piegoline di tessuto sull’interno della punta che incorniciano la fodera, così da non farla apparire lungo i bordi. Oggi, al timone di quello che può essere considerato uno dei cravattifici sartoriali più antichi d’Europa, c’è Annalisa, la figlia di Gaetano. Con lei la griffe ha ampliato e armonizzato la dimensione produttiva, affiancando alle preziose cravatte, sciarpe, borse e borsoni da viaggio, porta tablet e una capsule di beachwear. Sempre partendo dall’assioma che: eleganza vuol dire esprimere se stessi. www.calabrese1924.com @Riproduzione Riservata

  • Diesel BAD - la nuova fragranza maschile firmata Diesel

    Giovedi 23 giugno 2016, si è tenuta a Parigi una festa per il lancio internazionale di Diesel BAD , la nuova fragranza maschile firmata Diesel , brand pioniere nel mondo del denim e abbigliamento casual. La serata è stata accompagnata da una performance di Tinashe e dj set di Sorriso Kiddy , che hanno perfettamente incorniciato il lancio della nuovo profumo. Creato da Anne Flipo e Carlos Benaim di IFF, Diesel BAD ha un aroma legnoso, coinvolgente ma anche fresco. Destinato ad un uomo cool, “cattivo”, Diesel BAD è un magnete, è vestito di pelle nera e attira qualsiasi cosa e chiunque gli capita attorno, ma si può guardare e non toccare. Una fragranza disarmante, innovativa e provocatoria che rispecchia a pieno il DNA dell'azienda che l'ha creato.

  • SANDRO PARIS SPRING 2017 MENSWEAR

    @Riproduzione Riservata

  • Reebok Crossifit Nano 6.0: nessun confine all'innovazione

    Reebok presenta Reebok CrossFit Nano 6.0 , l’ultima evoluzione della scarpa da training per eccellenza. La rivoluzionaria scarpa creata specificatamente per il CrossFit sei anni fa testimonia la volontà di innovazione che contraddistingue il lavoro di Reebok e la determinazione a migliorare costantemente la scarpa protagonista indiscussa nei box di tutto il mondo. La nuova Nano 6.0 è stata realizzata con un design innovativo, in grado di offrire il massimo supporto ai movimenti del piede sotto sforzo, e garantisce resistenza e performance grazie ad una suola completamente rinnovata, oltre a elasticità e resistenza con la nuova tomaia in Kevlar®. Reebok CrossFit Nano 6.0 sarà disponibile dal 7 luglio su www.reebok.it e dal 23 luglio nei migliori negozi sportivi e fashion. #Nano6 #BeMoreHuman #PowerToBeMore @Riproduzione Riservata

  • LANVIN SPRING 2017 MENSWEAR

    @Riproduzione Riservata

  • Yezael by Angelo Cruciani: l’armata dell’amore del designer è ora Pink Power, e molto di più

    Il suo uomo è anticonformista, colorato, con un gran sense of humour, lo si potrebbe definire un dandy 2.0, elegante, ma con un twist, in un epoca dove tutti siamo connessi con un click. Perché per quanto possa apparire eccentrico la figura maschile che veste Yezael by Angelo Cruciani ha cultura e senso civico, sensibilità e stile, sempre attenta alle nuove istanze che provengono dal web, ma pronta a dare valore ai momenti belli della vita lontano dai cellulari, esattamente come il designer, famoso per il suo guardaroba sopra le righe, ma anche per i suoi messaggi universali, che inneggiano alla libertà,all’amore, all’unione, ad una vita in cui non ci sono barriere. Per questo ci piace Cruciani, perché dietro ai colori di un uomo un po’ Pavone, c’è la sostanza di chi sa fare il suo mestiere e vive intensamente l’attuale momento storico, pensando però ad un futuro migliore. Lo abbiamo intervistato dopo la presentazione della nuova collezione durante l’ultima edizione di Pitti a Firenze. Come ti sei avvicinato alla moda e perché hai deciso di creare un tuo brand? Ho iniziato casualmente, ma sognandola fin da piccolo, la mia avventura nel mondo del Fashion  System all'età di 15 anni come modello, una ragazza che si chiama Monica del mio piccolo paese di origine, mi aveva segnalato ad un fotografo per un catalogo, da lì agenzia, Milano e poi sono arrivato a studiare all'Istituto Italiano della Moda di Roma, ma dopo pochi mesi già lavoravo per il brand Energie e Miss Sixty. Un inizio veloce alla fine degli anni ’90. Ci parli di Yezael by Angelo Cruciani? Da quali input creativi ha preso forma, ma, visto il forte legame con il sociale, quali valori supporto e promuove? Yezael significa Angelo dell'amore: un nome che riassume la mia essenza. Ho sempre sentito che il mio talento principale provenisse dalla comunicazione e che si esprimesse al meglio nelle collezioni di abbigliamento. Quello che creo non lo chiamerei Moda: il mio è un progetto di sensibilizzazione estetica, un abbigliamento che cerca di mostrare alternative agli stereotipi e all'immaginario collettivo. Yezael non è semplicemente una Griffe, credo che sia una missione che abbraccia simboli e limiti per modificare gli orizzonti dell'abbigliamento: un progetto ambizioso, ma in linea con una rivoluzione di settore ben evidente. Io credo in un Mondo libero dal potere, in equilibrio con le sue contraddizioni: Yezael è la mia possibilità per contribuire a creare un mondo più dolce. La collezione che hai presentato al Pitti? Abbiamo presentato due collezioni differenti. Pink Power che è un flash militare, ma dell'armata dell'amore, che vede il camouflage reinterpretato nei toni della dolcezza con la dominante assoluta del Rosa, un omaggio ai fiori sparati dai cannoni del ’68. B-Side Love invece è la vera collezione primavera/estate 2017 irriverente e provocatoria porta all'esterno ciò che gli indumenti usualmente coprono: da qui stampe a Pisellini, donnine nude e baccanali pompeiani e babilonesi. Questa collezione racconta il lato fisico dell'amore: il piacere, il desiderio e una lussuria che cerca di diventare eleganza, il tutto ovviamente condito da molta ironia. Se ripensi al tuo percorso, quale il momento più esaltante, l'incontro che ti ha segnato? I momenti più emozionanti  del mio percorso creativo sono stati tantissimi, artisticamente sono legati ai Flashmob che  ho organizzato negli anni: il primo nel 2014 che aveva trasformato Corso Buenos Aires a Milano in un fiume d'amore con 50.000 cuori al cielo non lo scorderò mai, o il trillo squillante di Svegliatitalia (a favore delle Unioni Civili, ndr). L'incontro che ha più segnato la mia vita è stato quello con due grandi poetesse del Novecento: Vittoria Palazzo ed Alda Merini. Loro mi hanno insegnato a non valutare la vita tramite le apparenze, mi hanno spronato ad abbandonare le mie paure e salire sui vascelli della follia: senza coraggio non si arriva alla verità. In generale chi è Angelo Cruciani lontano dal mondo della moda e quali altri mondi sono capaci di ispirarlo? Angelo è un ragazzo molto semplice: curioso e interessato a tutto ciò che lo porta a conoscersi meglio. La mia vita privata è ricca di amici e di lezioni con maestri spirituali. Spesso lavorando in un mondo che dedica troppe attenzioni alle apparenze mi perdo tra le mie insicurezze e allora cerco in ogni modo di trovare in me la fonte della mia creatività e del mio essere una persona serena e positiva. Mi ispirano punti di vista diversi dai miei, le contraddizioni umane, l'incoerenza e la follia. Che cosa è elegante per te? Forse sono la persona meno indicata a dare definizioni di eleganza esteriore: spesso vengo definito eccessivo, circense ed eccentrico, ma quando mi vesto voglio esprimere gioia, quella felicità che avverto e che sono interessato ad esprimere: forse l'allegria non è eleganza, ma un sorriso veste meglio di qualsiasi sarto. Trovo ad oggi estremamente elegante: educazione, umiltà, disponibilità e serenità , caratteristiche che trasformano il portamento e gli abiti stessi. Invece il lusso cosa rappresenta oggi, quanto è importante? Il lusso è per me sinonimo di abbondanza. L'idea che ha il mondo di una classe privilegiata che consuma beni dall'alto contenuto, creativo, qualitativo ed estetico oggi si sta rivoluzionando. Già da anni i beni di lusso sono diventati immateriali: tempo, serenità, gioia, allegria, spensieratezza, consapevolezza. Quello che creiamo noi addetti ai lavori di un sistema che richiede grandi portafogli è spesso di ispirazione per ogni ceto, le nostre idee non si fermano al consumatore, ma oltrepassano i confini del cliente creando un mondo più bello per chiunque. I nuovi grattacieli di Milano, ad esempio, rendono più bella la città non solo la vita di chi può viverci. Progetti per il futuro? Ovviamente tanti, e ovviamente non solo inerenti alle collezioni di abbigliamento, ma in questo momento la mia principale attenzione è verso Yezael, vorrei che il suo sviluppo commerciale creasse salute ed opportunità per tanti. Prossimamente un nuovo Flashmob per ridisegnare le relazioni nell'anno 2016 che coinvolgerà 100.000 persone. Per ora e per scaramanzia tutti gli altri sono segreti, incrocio le dita ventiquattr’ore al giorno perché il mio sogno continui e abbracci tutti quelli che hanno voglia di sognare di più. www.yezael.com @Riproduzione Riservata

  • Nike Jungle Pack: il potente richiamo della foresta ispira la storica azienda americana

    Nella giungla, regno per eccellenza di colori ed energia, la natura è sovrana e il più veloce ha sempre la meglio. Ispirandosi a questo mondo dinamico, il Nike Running Jungle Pack offre un intenso disegno tropicale che raffigura la flora e la fauna equatoriale. Il Jungle pack include tre scarpe da uomo e da donna: la Nike LunarTempo 2, la Nike Pegasus 33 e la Nike Free RN, oltre ad una t-shirt da uomo, una canotta con incrocio stile olimpionico sulla schiena da donna, e una cappello. Il Nike Jungle Pack è disponibile in su nike.com e in selezionati punti vendita.   www.nike.com @Riproduzione Riservata

  • GUCCI SPRING 2017 MENSWEAR

    @Riproduzione Riservata

  • Giorgio Armani lancia la campagna ADV autunno/inverno 2016/2017

    Giorgio Armani ha appena lanciato la campagna autunno/inverno 2016/2017, scattata da Mert Alas e Marcus Piggott. I modelli Mathilde Brandi, Maartje Verhoef, Heather Kemesky, Julian Schneyder, Andrey Zakharov e André Bona sono ritratti in un’atmosfera tenue, introspettiva che trasmette un profondo senso di realismo e sottolinea perfettamente il senso della collezione. www.armani.com @Riproduzione Riservata

  • Quattro chiacchiere con Ivan Perini, buyer gioielli e orologi uomo e donna per LUISAVIAROMA

    Un sogno, quello di diventare orafo. Così inizia la carriera di Ivan Perini che a sedici anni entra in una bottega orafa fiorentina come apprendista e subito il sogno diventa realtà. Tanti anni di gavetta e pian pianino la possibilità di creare i primi pezzi sotto l’attenta guida dei maestri orafi, ecco come Ivan inizia il suo percorso in questo settore che da sempre lo affascina. Il passo a divenire responsabile del laboratorio è breve e da lì la grande soddisfazione di creare oggetti su ordinazione, la possibilità di viaggiare per conoscere i clienti internazionali, soprattutto negli Stati Uniti e acquisire una forte esperienza commerciale. Passano vent’anni, a causa della crisi l’azienda chiude e, nel 2008, Ivan inizia la collaborazione con LUISAVIAROMA e crea un nuovo reparto, quello della gioielleria. Una divisione da costruire, una cultura da creare e la necessità di alimentare l’attenzione su di un prodotto, la gioielleria, non sempre facile nella scelta e commercializzazione. Ivan s’ investe in prima persona; contatti già acquisiti, viaggi di ricerca e un senso critico verso il prodotto che lo portano a scegliere linee particolari ed esclusive nelle forme e colori e soprattutto con un appeal internazionale. La strada è quella giusta. Oggi la divisione è la punta di diamante dello store a Firenze e dell’online. L’assortimento si basa sia sull’offerta di marchi ben conosciuti che su brand emergenti e tante Special o Limited Edition, il vero trait d’union tra Ivan, i brand e la clientela finale sotto un unico tetto: LUISAVIAROMA. Incontro Ivan in occasione del Pitti di Firenze, proprio in boutique dove è facile trovarlo proprio perché la relazione con il cliente è per lui fondamentale. Lo store è in pieno fermento perché è uno dei luoghi culto durante le manifestazioni moda. Ivan, guardando il tuo percorso professionale; dal "banchetto orafo" al mestiere del buyer, qual è stato la scintilla che ti ha fatto passare dall'altra parte della barricata? La scintilla è stata "la Sfida" di passare dal laboratorio orafo, dopo tanti anni di duro lavoro per apprendere, alla creazione all'interno dello Store considerato "Il Tempio della Moda", un vero e proprio reparto fino allora mai esistito: quello della Gioielleria e di poter sfruttare tutte le leve al servizio della ricerca e della selezione. Un grande sogno che avevo nella testa fin da quando ero un ragazzino di sedici anni…. Oggi il gioiello sta vivendo ancora un momento di grossa vitalità artistica, sia per l'uomo sia per la donna, in prospettiva come vedi questa evoluzione e soprattutto quali sono i segnali più interessanti per l'uomo? Si questo è vero, anche se la parte artistica la dobbiamo cercare in giro per il mondo attraverso i viaggi, purtroppo qui in Italia non è molto facile da trovare ... In prospettiva sono convinto che la creatività dei designer crescerà ancora, che nonostante tutto ancora qualcosa di nuovo riuscirà a stupirci... sono fiducioso di questo. Per quanto riguarda l'uomo sono oramai diverse stagioni che questo prodotto la fa da padrone e c'è tanto fermento sia sulla gioielleria che sull'orologeria. In particolare per le linee uomo c'è bisogno di tanta ricerca altrimenti si rischia di cadere nel "già visto..." per questo motivo le nostre selezioni sono spesso collaborazioni fra me e i brand in special edition o pezzi unici per LUISAVIAROMA. Ivan, le sfilate uomo appena concluse e il Pitti ci segnalano un forte ritorno dell'accessorio, non solo gioiello ma ad esempio il cappello e gli occhiali, come vedi questo nuovo corso e come si evolveranno a tuo avviso le collezioni e la moda maschile? E' vero ! l'accessorio da uomo ha un ruolo molto importante già da un paio di stagioni, con occhiali e cappelli, e questo è positivo in quanto l'uomo che veste Luisa è molto stravagante ed eccentrico ... io stesso ho fatto selezioni per uomo di maschere, Body Harness ecc... Il trend è ancora verso look aggressivi con accessori molto originali , e questo è sicuramente a mio avviso il percorso che seguirà l'uomo nel  prossimo futuro . Nel tuo lavoro fai tanta ricerca e scouting, come ti muovi per la ricerca dei nuovi designer? Quali sono secondo te le città più stimolanti da un punto di vista del gioiello. La tua ricerca è basata sulle fiere o hai anche dei quartieri, degli spazi, musei … per te "must see" per la tua ricerca? Innanzitutto ho sempre bisogno di vedere... guardarmi intorno mi fa trovare stimoli anche per il mio lavoro, ho iniziato con qualche artigiano fiorentino, poi mi sono messo a viaggiare per le Fashion week, Londra,Parigi,Milano,Roma, Basilea per gli orologi in particolare. Tutto è partito da qui, ho cominciato a farmi conoscere, ed essendo stato dall'altra parte ho il grande vantaggio di poter discutere di forme, progetti, disegni e soprattutto manifatture dei gioielli stessi. Incontro spesso designer che mi conoscono e mi invitano a vedere collezioni anche nei loro appartamenti perché hanno difficoltà a fare fiere ed esposizioni. Da lì, insieme ci mettiamo a sedere e, se trovo il concetto che mi attrae, con carta e matita illustro loro come vorrei fosse fatto il gioiello per LUISAVIAROMA. Questa per me è la soddisfazione più grande: lanciare sul web di LUISAVIAROMA un designer sconosciuto e farlo conoscere agli  addetti ai lavori. Tantissimi designer avrebbero piacere di incontrarmi per farmi vedere le loro collezioni. Quindi non solo fiere di settore ma visite in show-room, musei, manifestazioni di vario genere che mi possono offrire l'occasione di trovare qualcosa che io reputo interessante... Quindi sempre occhi aperti ! Con uno sguardo generale oggi al gioiello, al forte fenomeno del "genderless" e la decisione di tanti designer di far sfilare uomo e donna assieme, quali saranno secondo te i filoni più interessanti da seguire ?  Il mio concetto di gioielleria è sempre lo stesso : "Vedere per Valutare" , il fatto che la donna e l'uomo sfilino insieme può essere un'occasione per capire e valutare nuovi trend legati all'abbigliamento. Sono molto attento alle sfilate in quanto mi danno input legati al colore , ai trend , al modo di indossare il gioiello con determinati abiti .... da qui nascono anche le mie selezioni… ll gioiello e la personalizzazione o la limited edition, valori aggiunti importanti per la vendita del gioiello oggi ? Certamente sì ! Oggi la donna che viene da LUISAVIAROMA è molto preparata in materia e cerca sempre di più un gioiello che non ha già nella propria cassaforte, qualcosa di veramente speciale che solo lei ha. Questo è uno degli stimoli più importanti per me durante la mia ricerca, in special modo nella parte Fine Jewellery, ed è così che nascono le Limited e le Special Edition. Oggi non dobbiamo vendere un gioiello ma "raccontare una Storia" , una storia che emozioni la donna che la ascolta...."Non vendiamo soltanto la materia , ma molto di più ...un'emozione...." questo è il mio concetto di gioielleria. @Riproduzione Riservata

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