top of page

Wyler Vetta rifà il vecchio Dynawind

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Wyler Vetta Dynawind Heavy Duty (courtesy Wyler Vetta)
Wyler Vetta Dynawind Heavy Duty (courtesy Wyler Vetta)

C’è qualcosa di squisitamente anacronistico nel fascino degli orologi subacquei professionali in un’epoca in cui la massima profondità esplorata dalla maggior parte dei loro possessori coincide con il fondo di una piscina d'albergo. Eppure, la mistica dell'esplorazione oceanica continua a esercitare un irresistibile magnetismo sul design contemporaneo. L'ultimo esempio è il nuovo Dynawind Heavy Duty di Wyler Vetta, riedizione filologica di un modello diver del 1966. Questo segnatempo Swiss Made è costruito con una cassa in acciaio satinato da 39 mm: misura felicemente d'antan e lontana dal gigantismo contemporaneo. Sotto un vetro zaffiro bombato antiriflesso, sul quadrante ricompare la caratteristica croce degli anni Sessanta, un dettaglio visivo che un tempo serviva ai palombari per orientare lo sguardo durante le immersioni in saturazione, e che oggi sopravvive come un elegante codice identitario. Wyler Vetta, che già dagli anni Trenta depositava brevetti sulla tenuta stagna, celebra quel rigore con una corona e un fondello a vite — ornato dall'incisione di un palombaro d'altri tempi — che garantiscono un'impermeabilità fino a duecento metri. Completato da una ghiera girevole bidirezionale in alluminio e da un bracciale in acciaio satinato a tre maglie, l'orologio in realtà è pensato per muoversi con disinvoltura sulla terraferma. È la dimostrazione che la vera robustezza, oggi, non si misura solo nella capacità di resistere alla pressione degli abissi, ma in quella, forse più complessa, di sopravvivere al passaggio del tempo.

bottom of page