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VETRÈRE: NON SOLO UN’AZIENDA, UNA FAMIGLIA NEL CUORE DEL SALENTO

  • Redazione Man In Town
  • 6 nov 2024
  • Tempo di lettura: 4 min

A Montemesola, nel cuore del Salento, una realtà agro-vitivinicola – tanto antica quanto prolifica – valorizza le uve autoctone del territorio consegnandoci bottiglie di assoluta eccellenza. Vetrère, fondata nel 1700 dagli antenati dei Bruni, è un’azienda dalla forte identità storica, immersa in uno scenario privilegiato dominato da dolci colline, uliveti e filari di vite. Ad oggi sotto la sapiente guida di Annamaria e Francesca, l’attività continua dopo anni a rappresentare un autentico punto di riferimento nella produzione enoica pugliese, trasmettendo giorno per giorno un racconto di tradizione, passione e apertura alla modernità. 

«Nasciamo in primis come realtà agricola, abbiamo un’importante coltivazione di ulivi, produciamo il grano, la pasta, i legumi… e ovviamente il vino» ci racconta con orgoglio Francesca Bruni, attualmente alla guida di Vetrère. Facendo di genuinità ed entusiasmo vere e proprie bandiere, l’azienda diventa specchio del suo territorio d’appartenenza. Primitivo, Negroamaro, Malvasia e Minutolo sono solo alcuni dei fiori all’occhiello qui prodotti, testimoni di un rispettoso attaccamento al passato e di un desiderio costante, radicato nella famiglia Bruni, sempre orientato al miglioramento. Il Minutolo, in particolare, «rappresenta l’identità dell’azienda, mostrando un’essenza peculiare, che conferisce al vino una struttura e un'aromaticità interessante».

Vetrère
Alcuni dei vini di Vetrère

La produzione e la cantina

Con una produzione sviluppata su 40 ettari di appezzamenti (di cui 10-15 coltivati a uva bianca e i restanti destinati alla varietà rossa), Vetrère sceglie una tecnica di coltivazione nota come spalliera a cordone speronato. Una volta aperto il periodo della vendemmia («quest’anno iniziato anticipatamente, verso i primi di agosto» ci dice Francesca) si procede subito con la raccolta, selezione e pressatura degli acini. Per far sì che il vino possa sprigionare tutte le sue caratteristiche e note organolettiche, si passa quindi a un immediato processo di raffreddamento del pigiato, fase fondamentale per evitare l’ossidazione delle uve. La vinificazione, infine, avviene in ambienti a temperatura rigorosamente controllata, che garantiscono il minor contatto possibile tra mosto e ossigeno. 

«La nostra cantina – ci racconta ancora Francesca Bruni conta ormai importanti decenni di storia. La struttura è stata probabilmente ultimata tra il 1800 e il 1820 e per la sua realizzazione, come spesso si usa dalle nostre parti, si è scelto il tufo, una pietra friabile, facile da lavorare. Questa materia prima, ricavata abbastanza agilmente scavando nel terreno, permette di costruire spazi al cui interno la temperatura rimane costante. Tale proprietà è per noi molto rilevante, ci permette di mantenere un ambiente termicamente stabile, più o meno tra i 15 e i 16 gradi».

Spinta dall’intento di portare in calice la ricchezza del Salento e del suo clima, puntando ad un prodotto di qualità senza compromessi, Vetrère abbraccia inoltre una filosofia basata su agricoltura biologica ed energia pulita. Grazie a un efficiente impianto fotovoltaico da 96 kW e ad una caldaia a biomasse alimentata con vinaccioli e noccioli di oliva, l’azienda è in grado di soddisfare il proprio fabbisogno in totale autonomia, riducendo notevolmente il proprio impatto sull’ambiente. Salvaguardare il territorio con forza e consapevolezza è infatti tra le missioni principali perseguite da Vetrère, ad oggi tra i nomi certificati Suolo e Salute, primo organismo di controllo per il biologico in Italia. 

Vetrère
L'azienda agricola Vetrère

Un doppio evento: da Palazzo Ammazzalorsa di Bisceglie all’azienda agricola nel tarantino

Per raccontare questa realtà Vetrère ha aperto le sue porte a un gruppo di ospiti (selezionati tra wine expert, distributori e imprenditori) accogliendoli nello storico Palazzo Ammazzalorsa di Bisceglie, gioiello seicentesco con veduta diretta sul porto antico. L’imponente palazzo, che si caratterizza per la facciata a bugnato,  la scuderia a piano terra e una serie di ampie sale al primo piano con arredi d’epoca e memorabilia, è parte de I Luoghi del Cuore del FAI – Fondo per l’ambiente italiano. Il gala dinner -accompagnato da musica dal vivo – ha permesso di esplorare non solo gli ambienti del palazzo normalmente chiuso al pubblico, ma una selezione di etichette Vetrère che hanno spaziato dalle bollicine ai rossi più corposi. Una serata all’insegna dell’arte e bien vivre ma sempre in un un’atmosfera accogliente, come a casa. Un luogo storico, che sarà prossimamente al centro di un progetto per farlo vivere e conoscere durante l’anno.

Palazzo Ammazzalorsa
L'evento a Palazzo Ammazzalorsa
L'evento a Palazzo Ammazzalorsa

L’azienda rappresenta infatti un unicum, grazie a una gestione familiare tutta al femminile dove sono alla guida Annamaria e Francesca Bruni, le figlie del nobile Enrico Bruni che, grazie allo zio Michele Ammazzalorsa ereditò il palazzo e le proprietà terriere nei primi anni del Novecento e si trasferì nella azienda agricola Vetrère, fondata nel Settecento dagli antenati tra Grottaglie e Monteiasi, per riportarla alla piena attività. Affiancano Annamaria e Francesca le figlie Fanny, Enrica, Martina e il figlio Federico, una nuova generazione che continua con passione e competenza la tradizione di famiglia.

La visita si è poi spostata nel Tarantino presso l’Azienda agricola Vetrère, tra Monteiasi e Grottaglie, dove è stata organizzata una visita dell’azienda e una degustazione enogastronomica con le eccellenze del territorio e i prodotti dell’Azienda agricola Vetrère. Un momento conviviale all’insegna della tradizione e del folklore locale che hanno comunicato a pieno il senso dell’ospitalità pugliese, oltre che la passione e rispetto per il vino e la terra di questa straordinaria famiglia.

Il rapporto con il territorio: grottaglie e la ceramica live di Diego Lenti

Proprio per ribadire il legame con la vicina Grottaglie, cittadina in provincia di Taranto, ormai da secoli nota per un fiorente artigianato della ceramica è stata la live performance del ceramista Diego Lenti con le sue sculture d’autore.  L'arte della ceramica di Grottaglie ha una storia antichissima, come dimostrano i magnifici reperti del Museo della Ceramica, e affonda le sue radici nel Medioevo. La presenza di argilla nel territorio ha favorito lo sviluppo della ceramica che, per secoli, è stata la principale fonte di ricchezza della città.  Da tempo, alle produzioni tradizionali, si affiancano manufatti sempre più raffinati, frutto di una ricerca che guarda al futuro senza dimenticare il passato, e che ha reso le ceramiche di Grottaglie famose nel mondo. In questa direzione è il lavoro di Diego Lenti con le sue ceramiche d’autore, che ha mostrato la lavorazione al tornio, un format di workshop itinerante per tenere vive queste antiche tradizioni. Oggi purtroppo sono sempre meno le persone interessate ad apprendere queste tecniche, che richiedono tempi lunghi di pratica e apprendimento. Un saper fare che rappresenta un genius loci e che va avanti grazie alla passione di giovani artisti come Diego. 

Diego Lenti
Diego Lenti,
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