Torrione e il pane come simbolo
- 5 mag
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Un alimento che oltrepassa il nutrimento per diventare oggetto di cultura, prodotto di aggregazione e simbolo di fede. E lo fa soprattutto nel Mediterraneo, culla della civiltà occidentale. È il pane, al quale il fotografo ed etnografo Stefano Turrione, già autore per Epoca, National Geographic Italia e collaboratore di Black Star (New York) e Hemis (Parigi), ha dedicato la sua prossima mostra in programma Fabbrica del Vapore di Milano.
Un percorso fatto settantasette scatti in bianco e nero, battezzato SACRED BREAD – Le vie del pane e accompagnato dai testi critici di Gabriel Bauret, che tratteggia il pane in una dimensione più ampia.
Il risultato è un lavoro completato in sei anni, e inizialmente ispirato dal libro Pane Nostro di Predrag Matvejević, che si snoda lungo un itinerario circolare composto di sedici tappe attorno al bacino del Mediterraneo che ripercorrono le rotte ancestrali del pane.
Tappe che raccontano pane nella Matzah di Gerusalemme, nel Ramadan tra Ramallah e Betlemme, e via fino a Karbala, in Iraq, passando per il Monte Athos, in Grecia, per la Spagna, la Francia e l'Etiopia. All'Italia sono dedicati tre capitoli, quelli della Sardegna, della Sicilia e della Puglia, dove il pane rituale è voto e identità.
Prodotta da Fabbrica del Vapore - Comune di Milano e da Massimo Pozzi Chiesa con Sinergia Venture, la mostra sarà in scena dal 7 maggio al 28 giugno e sarà accompagnata da un libro edito da MI-HUB con prefazione di Gabriel Bauret. Infine, in occasione dell’apertura della mostra l’attore e scrittore Giuseppe Cederna terrà un monologo dal titolo Il Pane nostro di Stefano Torrione.



