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La Ferrari accende la Luce

  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Ferrari Luce (courtesy Ferrari)
Ferrari Luce (courtesy Ferrari)

Dopo aver diffuso le immagini di motori e batterie la Ferrari ha deciso di annunciare il nome della sua prima fuoriserie elettrica e di svelarne anche il design degli interni. In tutti e due i casi si tratta di una visione parallela. Una sorta di libreria alla Interstellar (il film di Nolan), dove il futuro, o l'internazionalizzazione, è irrimediabilmente legata a ciò che è avvenuto e alle sue radici. E allora ecco che per il nome bastano quattro lettere difficili da pronunciare correttamente per chi italiano non è: Luce. Una parola che oggi ha un tocco di delicatezza ma che pur sempre, tra il conosciuto, si riferisce a quel qualcosa (una forma di energia che viaggia sotto forma di onde elettromagnetiche) che nessuno è in grado di superare in velocità. E tanto basta. Ma ancor più spiazzante (ma è un complimento) è la scelta di tratteggiare l'abitacolo con un design limpido e senza tempo. Non a caso, per realizzare il progetto, la casa di Maranello si è affidata, al padre dell'Iphone: Jonathan Ive. Lui, insieme a LoveFrom, il collettivo di creativi da lui co-fondato insieme a Marc Newson ci hanno messo cinque anni per arrivare al dunque. Un dunque che, all'atto pratico, si fa portavoce dell'incontro tra innovazione e artigianalità dove, anziché reinventare ciò che funziona, si è pensato solamente a perfezionare. Tutto questo, naturalmente, con la supervisione del Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni, che ha garantito che ogni soluzione fosse in linea con i target funzionali, i vincoli architetturali e i requisiti omologativi di un’auto sportiva stradale prodotta in serie. Nella sostanza delle cose, l’abitacolo è un volume unico e pulito, con forme semplificate e razionalizzate al servizio della guida per creare un ambiente tranquillo, funzionale e spazioso. Il tutto all'insegna di vetro e all'alluminio riciclato che danno un moderna priorità ai comandi fisici, ribaltando la convenzione secondo cui le vetture elettriche devono essere dominate solo da touchscreen di grandi dimensioni. L’interfaccia poi, è ispirata alle auto sportive classiche e alle monoposto di Formula 1, è organizzata in modo chiaro e ridotta alle funzioni essenziali, mentre il volante è un omaggio al Nardi in legno a tre razze degli anni 50 e 60. E se la chiave ha una sua alcova, scenografica e dedicata, i display, comunque necessari nel ventunesimo secolo, si possono comodamente orientare. Il primo, anch'esso ispirato agli anni cinquanta, in un tutt'uno con il volante, quello centrale, anche in direzione del passeggero. Per tutto il resto bisogna solo aspettare fino a maggio.

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