FuoriSalone, la seconda giornata
- 22 apr
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Mentre sale la Fomo e scende la pazienza dei milanesi, entra nel vivo il FuoriSalone con oltre mille eventi, distribuiti in tutta la città, all’attivo ci sono otto distretti organizzati, ma si sa, l’occasione rende l’uomo ladro, e ogni angolo disponibile, questa settimana, diventa un’installazione. In giro sembra esserci molta più gente rispetto al solito, siamo andati all’Isola Design Festival.
Il distretto festeggia dieci anni di attività a partire da Fabbrica Sassetti, dove c’è grande attenzione per la progettualità emergente: l’headquarter, infatti, ospita una selezione di oggetti tra industria e artigianato nella sua gallery al piano terra; al piano interrato, invece, The Dutch Atelier guarda alla progettualità olandese e all’avanguardia indiana, quest’ultima, purtroppo, penalizzata dalla situazione geopolitica, che non ha permesso la consegna in tempo di tutti i progetti.
Poco più in là, c'è lo spazio K in via Spalato 11 per i Rising Talent e soprattutto per Archivi Futuri, un’interessante raccolta di oggetti, che immagina il destino del design nei prossimi trent’anni. Step successivo Atelier Kondakji, via Civerchio 2, con Shape of belonging, progetto curato da Oliwia Maria Studio: tra le opere anche la seduta scultura postuma di Paweł Grunert. Il nostro consiglio? Andate per l’aperitivo, così da poter vedere al meglio la facciata illuminata dell’Urban Up | Unipol con l’installazione cinetica di Studio Azzurro: Light Our Fire è una scultura modulare con 492 sottili pannelli ondulati, che formano un grande disco di 37 metri di diametro per una superficie totale di oltre 1100 mq, che fa parte della mostra-evento Materiae.
Organizzata da Interni, l’iniziativa è da sempre lo starting poit di qualsiasi FuoriSalone che si rispetti e quest’anno tocca cinque destinazioni: l’Università Statale, L’Orto Botanico di Brera, l’ex Cortile dell’ex Seminario Arcivescovile di Milano, oggi Hotel Portrait, Eataly Smeraldo e appunto l’Urban Up | Unipol. Prima di raccontarvelo, una premessa. Il tema di questa stagione Materiae. Il focus è soprattutto sulle superfici, diciamo che la vocazione è molto industriale, quindi non aspettatevi installazioni pirotecniche come negli scorsi anni.
Centro nevralgico di Materiae è via Festa del Perdono, dove sorriderete per la quantità di scimmioni presenti: quello di 3 metri Wild Kong di Richard Orlinski per Fidenza Village – The Bicester Collection e Regeneration, la pietà animalier in ceramica di Bertozzai & Casoni. Il cortili ospitano parecchi progetti, dal Maxi-Parmigiano Reggiano di Paola Navone e studio Azzurro alle 20 mila lattine di House of Polpa di Mutti, ma l’installazione più bella e suggestiva è Mater di Alessandro Scandurra, il cumulo di macerie, sembra quasi un girotondo, realizzato con le macerie delle scuole ucraine.
Seconda tappa, l’Orto Botanico di Brera. Due i progetti all’ombra dei Ginko Biloba: il porticato con le immagini diffuse nei vialetti di Garden of the Esperides di Annabel Karim Kassar e i maxi fiori de L’Armonia è qui di Irritec e Davision Creative Design Team. Per gli amanti del mondo automotive, nell’ex Cortile dell’ex Seminario Arcivescovile di Milano, oggi Hotel Portrait, Audi presenta Origin: ai lati le nuove F1 R26 dell'Audi Revolut F1 Team e RS 5, al centro una sorta di galleria del vento, perfetta per Instagram, realizzata in collaborazione con Zaha Hadid Architects Studio.
Ultima tappa di Materiae in piazza XXV Aprile con Amore, hai mangiato?, il progetto CASA di Giotto Calendoli occupa la facciata di Eataly e entra customizzando piatti e spaghetti. Passateci solo se ne avete la forza dopo aver visitato Brera, ma, onestamente, anche se la saltate non perdete nulla. A Domani con il SuperPlayground del Superstudio Village via Pericle Negrotto 59.



