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Who Is David Byrne?

  • 27 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 28 feb

David Byrne, Who Is The Sky? (courtesy David Byrne)
David Byrne, Who Is The Sky? (courtesy David Byrne)

Ci sono poche persone al mondo in grado di essere sempre un passo avanti. Che lo facciano per credo, per caso o semplicemente perché gli viene così e basta, poco importa. Perché sono quelle persone che accompagnano il mondo. Tra questi poi c'è chi lo fa facendo pesare la cosa, chi appesantito dalla propria missione e chi, invece, regalando anche un senso di leggerezza.


Nel mondo della musica questa persona, si chiama David Byrne ed è in giro da più di 45 anni. Prima con i Talking Heads poi da solista. E sapete cosa sta facendo per essere ancora un passo avanti? Ha deciso che il palco dei suoi concerti deve essere completamente vuoto. Non solo, perché i suoi musicisti non devono essere solo quello, devono anche essere performer. Così qualche giorno fa al Teatro Arcimboldi di Milano è andato in scena il suo nuovo progetto Who Is The Sky?, che segna il suo ritorno discografico dopo American Utopia (2019), il cui spettacolo è andato in scena a Broadway e diventato film con la regia di Spike Lee.


Ora rispetto ad allora, il palco è sempre vuoto, ma con l'aggiunta di una tuta blu come costume di scena e un maxischermo come confine di un mondo fatto di ambientazioni. Tutto il resto è musica e coreografia, dove tra i dodici performer c'è chi imbraccia un basso, chi una chitarra o anche piatti e percussioni, mentre altri ballano.


Il suono è quello che ci si aspetta, le canzoni, attinte dai suoi momenti, pure, ma l'energia no, è sorprendente. Ora, amanti o meno dei Talking Heads, del solo David Byrne, o magari solo di quell'indimenticabile piano sequenza di This Must Be The Place di Paolo Sorrentino con Sean Penn, l'unico consiglio è quello di mettere una croce sul 23, 25 e 26 giugno, perché al Locus Festival di Bari, al Lucca Summer Festival e al Marostica Summer Festival, il nostro salirà sul palco per riempire lo spazio. Una buona occasione di vivere l'esperienza prima che torni a occuparsi per chissà quanto di arte e cucina.

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