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TENUTE ORESTIADI E OPIFICIO GIBELLINA, DOVE VINO E ARTE FANNO SQUADRA

  • Redazione Man In Town
  • 23 nov 2023
  • Tempo di lettura: 3 min

Il connubio di arte contemporanea e arte vinicola è da sempre vincente. Questa volta però la collaborazione nata tra Tenute Orestiadi, per la produzione del vino, e Opificio Gibellina, per il contributo all’arte contemporanea, lo dimostra ancora di più. Questo dialogo nasce da un fruttuoso progetto già da tempo avviato e che ha visto l’inaugurazione il 21 novembre 2023 presso Identità Golose, l'hub internazionale della gastronomia e delle arti culinarie, ubicato nel cuore di Milano. Curatore del progetto è Stefano Pizzi che, per l'occasione, ha messo a disposizione la sua stessa esperienza da artista anche collaborando con alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera.

Vino prodotto da Tenute Orestiadi
A sinistra: vino prodotto da Tenute Orestiadi. A destra: veduta di Gibellina

Tenute Orestiadi e Gibellina presentano cinque bottiglie d'autore

Risultato di questa collaborazione sono cinque bottiglie d’autore, una per ogni artista coinvolto. Parliamo di: GaetanoGrillo, Nicola Salvatore, Pietro Coletta, Enzo Esposito e lo stesso curatore Stefano Pizzi. Cinque bottiglie di vino speciali, arricchite da etichette personalizzate, ognuna espressione della loro creatività. Vediamo un Esposito astratto, con uno spazialismo pastello e dominato da aggiustamenti color giallo che sfondano i limiti del medium pittorico.

Coletta con un tratto vorticoso inscrive a lettere il nome Orestiadi, a ricordare inconsciamente la drammaticità del terremoto che sconvolse il territorio del Belice nel 1968. Pizzi, con un fare più figurativo e saturo di colore, rende uno squarcio di paesaggio di vita siciliano. Grillo è più minimale e concettuale, con una sorta di sole, o un occhio stilizzato, a dominare. Infine Salvatore presenta un tratto più grafico, quasi inciso sulla bottiglia.

Etichetta realizzata da Pietro Coletta
A sinistra: etichetta realizzata da Pietro Coletta. A destra: etichetta realizzata da Enzo Esposito
Etichetta di Gaetano Grillo
Da sinistra a destra: etichetta di Gaetano Grillo, etichetta di Stefano Pizzi, etichetta di Nicola Salvatore

Gibellina tra arte e vino

Con Tenute Orestiadi e Opificio Gibellina si affermano nuovamente i due cardini della cittadina belicina. Da un lato troviamo il vino, sua infinita ricchezza di piacere gustativo, dall'altro l’arte, nuovo motore di rilancio e di rinascita della città dopo il terremoto del secolo scorso. Gibellina è un chiaro esempio di come l'arte contemporanea viva nel e del territorio che la ospita, promuovendone le finalità di sviluppo e di responsabilità sociale d’impresa.

Queste cinque bottiglie d’artista, ognuna di ben 12 litri, saranno poi battute a un’asta di beneficenza all'inizio del 2024. L'evento si terrà in Sicilia, in una location intrisa di storia, arte e passione per la produzione vinicola. Il luogo ideale per un progetto di valore etico e culturale che fonde arte, responsabilità sociale e vini straordinari.

Un museo a cielo aperto

Tenute Orestiadi, la loro fondazione omonima e Opificio Gibellina sono una profonda testimonianza sul potenziale della città belicina come destinazione centrale dell'arte contemporanea. Proprio qui è possibile scoprire il più grande giacimento mai realizzato in Italia con 60 opere a cielo aperto e un totale di 700 lavori artistici custoditi presso le due grandi istituzioni culturali locali: la Fondazione Orestiadi e il MAC, Museo d’Arte Contemporanea. Philippe Daverio scrisse una volta che la vera anima dell’Europa è il vino. Un collante nato da gusto e piacere che si abbracciano col territorio e lo fanno vivere. Se l’arte aiuta la vita, il vino la rende esperienza condivisa.

Interni del MAC, Museo d'Arte Contemporanea di Gibellina
Interni del MAC, Museo d'Arte Contemporanea di Gibellina
 
 
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