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Pitti Uomo 2026: il comfort è la nuova eleganza

  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Soshiotsuki (courtesy Pitti Immagine Uomo)
Soshiotsuki (courtesy Pitti Immagine Uomo)

di Benedetta Ceppi


Il messaggio dell’ultima edizione di Pitti Immagine Uomo, dedicata all’Autunno/Inverno 2026, è piuttosto chiaro: prima di tutto, l’agio. Poi, il resto. Un mantra che sembra risuonare tra i circa 750 espositori, quasi la metà dei quali internazionali, e che trova conferma tanto nelle passerelle di Soshiotsuki, Hed Mayner e Shinyakozuka quanto, sul piano progettuale, nell’installazione Echoes of Craft firmata da Sara Sozzani Maino e Galib Gassanoff per Consinee, azienda cinese specializzata in filati pregiati.

Partendo da questo presupposto confortevole, la sartoria urbana conserva i suoi codici di eleganza ma li rende più morbidi: i volumi si ampliano, le costruzioni si fanno fluide e il look assume tratti quasi architettonici. Se il formale resta il punto di partenza metropolitano, Firenze si concede anche un ritorno a un immaginario agreste nobilitato. Tweed, gilet e field jacket tornano protagonisti, accompagnati da palette più morbide e da una rinnovata centralità della materia: velluti, lane e tweed che del grezzo conservano ormai solo l’apparenza.

Consinee (courtesy Consinee)
Consinee (courtesy Consinee)

In questo scenario, la maglieria gioca un ruolo sempre più centrale, come dimostra il lavoro di Avant Toi, che continua a esplorare superfici, trattamenti e colori con un approccio quasi pittorico. I capi diventano texture da indossare, elementi sensoriali prima ancora che funzionali, perfettamente in linea con questa idea di lusso rilassato e vissuto, dove comfort e ricerca estetica procedono di pari passo.

Sebago
Sebago

Lo stesso dialogo tra mondi diversi si ritrova nei cenni marinareschi visti da Sebago o in quelli, diametralmente opposti, proposti da Rag&Bone, espressione di un’estetica Preppy che, più o meno timidamente, riaffiora tra i padiglioni della Fortezza da Basso. E mentre alcuni brand restano fedeli a un’idea di specializzazione, altri ampliano il proprio raggio d’azione: Herno, ormai sempre più chiaramente posizionato come total-look, costruisce un guardaroba completo che va oltre l’outerwear, mantenendo però intatta la sua cifra di funzionalità sofisticata.


Un percorso stilistico che trova pieno sostegno anche nelle calzature, sempre più importanti e strutturate: dai mocassini e dalle sneaker di Ducal’s, che iniziano a mostrare un nuovo desiderio di pulizia formale, fino allo stivaletto, protagonista tanto sui marciapiedi cittadini quanto sui sentieri extraurbani. In definitiva, Pitti conferma una stagione in cui l’eleganza maschile sceglie la via della consapevolezza, privilegiando qualità, materia e comfort senza rinunciare a una visione stilistica forte e riconoscibile.

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