Generazione ulzzang, moda e musica di Seoul
- 27 lug 2017
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Nel cielo della Corea non si alzano soltanto - e spesso cadono - i missili di Kim Jong-un, dittatore del Nord. Pure lo skyline di Seoul, con la sua Lotte World Tower, 555 metri che ne fanno l’edificio più alto del Sud e il quinto al mondo. Con la piscina più rialzata (85esimo piano), la vetrata panoramica più alta (quasi a 500 metri) e l’ascensore più rapido, che impiega meno di un minuto per andare da terra al tetto. Firmata dall’americana KPF (Kohn Pedersen Fox Associates) è stata inaugurata l’aprile scorso con eventi e fuochi d’artificio, che mettevano in risalto la superficie di vetro, ispirata alle ceramiche tradizionali coreane e alle tecniche calligrafiche. Svettando sul Lotte World Mall, il centro commerciale sulle rive del fiume Han frequentato ogni anno da 28 milioni di persone, rappresenta un primato e un concetto di avanguardia, perché raccoglie attività tra loro molto diverse: uffici, hotel, spazi polivalenti, appartamenti di lusso, ma anche officetel, piccoli appartamenti per impiegati che lì lavorano. Tutto è eccitante e stimolante in questa metropoli che ha appena visto il cambio della guardia tra Destra e Liberal, eleggendo Moon Jae-in, 64 anni, ex avvocato dei diritti umani, alla presidenza del Paese. È l’uomo che rivendica, per il Sud Corea, un ruolo politico e diplomatico più attivo nello sforzo internazionale di fermare la sfida nucleare del Nord. Perché chi guarda solo al 38esimo parallelo e ai suoi cannoni, sembra dimenticare che a Sud c’è l’undicesima potenza del mondo per il PIL e il sesto Paese per esportazioni. È l’onda del K-pop, un fenomeno mondiale, a proiettare la Corea del Sud nel mondo dei consumi giovanili, con band come i Bangtan Boys o BTS, che contano 6 milioni di followers su Twitter e hanno occupato quasi interamente per 29 settimane il primo posto nella classifica dei social di Billboard, che valuta l’attività delle famepage degli artisti. Hanno vinto anche il primo premio ai Billboard Music Awards come Social Artist, battendo idoli quali Justin Bieber, Selena Gomez, Ariana Grande. Hanno incantato perfino Céline Dion, che li ha invitati al suo concerto. Del resto, già in Sud Corea hanno conquistato il record di oltre 10 milioni di visualizzazioni del loro ultimo video, nel corso di 24 ore. In questo momento sono al loro secondo tour mondiale e possono vantarsi di essere sold out in tutte le tappe.
Per fare un esempio, in Cile la band è così popolare su Internet, che i promoter del tour non si sono preoccupati di fare pubblicità sui mezzi di comunicazione tradizionali. I fans si sono messi in coda davanti alla biglietteria dell’Arena di Santiago con una settimana di anticipo. Il prezzo del biglietto oscillava tra i 35 e i 200 euro. Ma i 12.500 ingressi sono stati venduti tutti in due ore. Famosissima è anche la boy band Big Bang: al momento ferma perché uno dei componenti è partito per il servizio militare. Il leader, G-Dragon, è noto anche come solista oltre a posare spesso come modello ed essere stato per un anno il volto di Vogue Corea. Molto amati anche i Seventeen per le loro perfomance accuratissime, che esaltano quella che è una caratteristica del K-pop da quando PSY ipnotizzò il mondo intero con Gangnam Style, dal nome del quartiere più popolare di Seoul. Lanciato su You Tube il 24 novembre 2012, il mese dopo aveva raggiunto il miliardo di visualizzazioni, e nel maggio 2014 i due miliardi. Numeri sconvolgenti che hanno trasformato la musica in un’industria nazionale, al punto che il Governo permette agli artisti di rinviare il servizio militare, comunque obbligatorio. Anche i gruppi femminili raccolgono fans scatenati, come le Black Pink e le Twice, che hanno superato i 100 milioni di visualizzazioni. C L, che era la leader dei 2NE1, l’anno scorso ha debuttato come cantante negli Stati Uniti. Come tutta questa nuova generazione, sono “ulzzang”, i bellissimi e bravissimi seguiti sui social per il loro aspetto e il loro stile, evidenziato nel video musicali dove, anche i minimi dettagli, sono accuratissimi e le coreografie magnifiche. È questo a spingere tra gli adolescenti più sedotti dalla musica, la moda coreana o asiatica, osservata su Instagram come lo specialissimo beauty che comprende un cura costante con maschere per il viso, tagli dei capelli e colori inventivi, dal rosa all’azzurro ottanio. È tale l’interesse suscitato che la Seoul Fashion Week ha siglato un importante accordo con WHITE, il Salone patrocinato dal Comune di Milano, per esporre, durante la manifestazione, una ventina di marchi testimoni della creatività asiatica come Dozoh, label creata dal designer Dongwook Jo Choo, laureato al London College of Fashion e incentrata su un menswear modernista, oltre a Nal Project, marchio femminile che esplora tutte le sfaccettature estetiche dell’attualità, 1LStudio, D-Antidote, Contempoh e ATM. Il Governo sostiene questa creatività diffusa con il progetto Ten Seoul Designer, attraverso finanziamenti e sponsorizzazioni che permettono ai marchi scelti di presenziare a fashion week diverse. Alfredo Canducci, Sales and Business Development Director di Tomorrow Ltd, esperto nello scouting di marchi coreani e asiatici, con base a Londra, è convinto che questo stile, che mescola puro design e forti suggestioni, non soltanto conquista l’Asia, ma può trovare una buona accoglienza anche sui mercati europei. “Sono maestri nella comunicazione via Instagram e riescono a mescolare una grande popolarità, con un preciso concetto di selezione dello stile. Sono soltanto all’inizio, ma avranno un interessante futuro”.
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