Intervista a Roberto Da Pozzo, Art Director di "Michel Haddi, Anthology Legends"
- 23 dic 2020
- Tempo di lettura: 2 min

Quali sono i compiti di un Art Director nella cura di un libro fotografico?
Oltre all'ardua scelta delle immagini, di grande importanza c'è anche l'impaginazione grafica, la sequenza e la scelta della cover, uno studio che richiede tempo, grande senso estetico, buon gusto, una buona logica e ore ed ore di prove tecniche.
Esiste una sequenza logica nella scelta delle foto di un libro?
Io uso quella emozionale .

E' stata difficile la scelta delle immagini?
Siamo partiti dal suo intero archivio, il che significa 80% di ritratti di persone famose tra attori, cantanti, registi... Ho cominciato a scegliere una o due foto a soggetto per poi legarle insieme e creare una sequenza, come il montaggio di un film. L'essenza del libro ora è di circa 400 pagine .
Perchè Michel Haddi ti ha scelto per questo lavoro? Quali sono i tuoi punti di forza?
Ci conosciamo dagli anni '90, da quando facevo l'Art Director di alcune testate del gruppo Vogue; siamo amici, ma soprattutto sa che rispetto il lavoro degli altri, ad esempio non taglio mai le foto degli autori per aiutare una certa impaginazione, non le snaturo, sarebbe irrispettoso. La mia firma sono le doppie pagine, l'accostamento di due immagini che si richiamano tra loro, come una sequenza, come uno zoom, come un'assonanza. E la grafica non è mai invasiva, devono comandare i soggetti in fotografia, non le parole.

Che tipo di rapporto vi lega?
Ci lega un rapporto di stima reciproca e di grande rispetto per le nostre professionalità; siamo più o meno coetanei e con un passato lavorativo simile, gli stessi valori e le stesse referenze culturali. Per dirla in breve abbiamo gli stessi codici di lettura delle cose.
Come descriveresti il lavoro di M.H.?
Michel Haddi è un fotografo che crea delle immagini molto forti e sopratutto rubate. Non sono dei ritratti classici con il soggetto in posa; spesso invece è decentrato, tagliato, va all'essenza dell'individuo e riesce ad istaurare un rapporto speciale con chi sta davanti all'obiettivo. Si relaziona alle star o ad un parcheggiatore nello stesso modo, e ottiene sempre quello che vuole!

Qual è la parte del lavoro più divertente di un Art Director?
Quando arrivano i pensieri, i momenti in cui le idee sono ancora fluttuanti, concettuali, aeree. Poi arriva la parte dell'applicazione, e in questo sono davvero maniacale!
Significato e importanza del lavoro fotografico oggi
Oggi più che mai ha molta importanza un lavoro autorale perchè dall'altra parte siamo subissati di immagini di scarsissima qualità, che arrivano soprattutto dai social network e che sono soprattutto selfie. C'è un abuso della fotografia, uno stupro dell'arte fotografica, si va poco in profondità e siamo bulimici di immagini. Immagini che non raccontano e non danno niente, ma chiedono in cambio tanti like.








