IL POLSO DELLO STILE

Sartorial attitudeStyle
GIANPIERO DI BARI

Essere uomini di polso vuol dire avere in pugno l’eleganza. A cominciare dai gemelli. In italiano si chiamano, appunto così, in francese bouton de manchette (letteralmente bottoni da polsino), in inglese cufflinks (che può significare anche manette). Già le sostanziali differenze semantiche mettono in evidenza le nebulose origini di questo elegantissimo accessorio maschile. Alcuni fanno risalire la loro creazione al periodo post-rinascimentale, altri spostano in là di qualche decennio la fortunata ideazione, ma sono tutti concordi nell’attribuirne la patria potestà all’Inghilterra. Come sempre, gli stilemi di eleganza maschile più significativi provengono da oltre Manica. E poi si spargono a macchia d’olio a tutte le latitudini, anche se la successiva e definitiva denominazione di “gemelli da polso”, tutt’ora in uso, scaturisce a Versailles nel 1778, agli albori della rivoluzione francese. Pari e patta, perciò, tra le due nazioni nella guerra dello stile. Tacciati di scarsa praticità o di presuntuosa eleganza, in realtà i gemelli sono fra i dettagli di abbigliamento più significativi per l’uomo, perché sono anche simboli di legame duraturo forgiato nel metallo, meglio se prezioso, dato che la loro forma primaria prevedeva due coppe o bottoncini uniti da una catena. Relegati per molto tempo nella sfera dell’accessorio da cerimonia – oggi fanno quasi sorridere quelle immagini seppiate degli sposi immortalati sul sagrato della chiesa forniti d’immancabile coroncina, per lei, e gemelli d’ordinanza, per lui – oppure semi dimenticati in un cassetto del secrétaire, in attesa di essere tramandati di padre in figlio, adesso i gemelli brillano di luce nuova e, soprattutto, di una diversa chiave interpretativa. Accanto agli immancabili di forma squadrata o a scudo con decorazioni classiche da fin de siècle, magari preziosamente smaltate, diventano protagonisti quelli più ironici e scanzonati, soprattutto da quando li hanno scoperti gli stilisti a completamento dei loro total look. Ed eccoli, quindi, riapparire riletti in chiave ironica, dove si trasformano in piccole matite o rappresentano mini ombrelloni da spiaggia; in versione guerrafondaia, con abbondanza di biplani e cingolati da prima Guerra Mondiale; in dandy style, con le bombette british o gli stivali da caccia alla volpe. Non mancano nemmeno i richiami al fast food più fashion, con hamburger e patatine fritte che occhieggiano golosi sui polsini. Comunque, e in ogni caso, rappresentano anche una significativa espressione di perizia interpretativa, basti pensare a cosa si riesce a rappresentare su superfici e dimensioni così contenute. Temprati nell’acciaio, cesellati nell’oro o nell’argento, intinti negli smalti o illuminati da piccole pietre preziose, i gemelli sono, oggi più che mai, anche una forma di linguaggio per immagini, che può discretamente rappresentare emozioni e stati d’animo.

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