Polimoda, non solo scuola

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ORSOLA AMADEO

Capacità di fare, flessibilità, multidisciplinarità, ma soprattutto personalità e talento, queste le qualità richieste oggi dal mercato, quando si parla di nuovi creativi e questo è quello che le scuole di moda dovrebbero insegnare. Polimoda e il suo direttore Danilo Venturi guardano proprio in questa direzione, formando ragazzi capaci e tirando fuori il meglio della loro personalità, valorizzandone il personale talento. Il nuovo programma, che suddivide i dipartimenti in quattro e non due e che aggiunge un anno accademico, quindi quattro anni e non più tre, è pensato appositamente per creare figure professionali precise e capaci di lavorare da soli o in team, di relazionarsi con l’azienda e conoscere i propri punti di forza. A concretizzare la teoria è stato il celebre fashion show di fine anno, che ha visto le collezioni dei venti migliori studenti del quarto anno sfilare nella sontuosa location di Villa Favard. Nuovo direttore, nuovo programma; una cosa però non cambia, anzi, diventa sempre più intensa: Polimoda è un luogo dove ragazzi provenienti da tutte le parti del mondo si mettono alla prova. Non è certo facile creare dal nulla una collezione che racconti di te, che sia realizzabile con strumenti accessibili a un ragazzo e che, allo stesso tempo, sia affascinante e in linea con le tendenze. I giovani stilisti che il 15 giugno hanno sfilato a Villa Favard ci hanno dimostrato che tutto questo è possibile. Duro lavoro, grande passione e particolarità sono le parole d’ordine per un ateneo che pretende l’eccellenza dai suoi studenti; perché la moda, in particolare il design, non è per tutti. Le venti collezioni dei venti migliori studenti sono state giudicate da una giuria composta da molti dei nomi più influenti del mondo della moda internazionale, come Christiane Arp, Sara, Diane Pernet, Linda Loppa, Danilo Venturi e molti altri, che hanno valutato il lavoro degli studenti decretando un vincitore. Il Polimoda Fashion Show, intitolato Tell Me About You, ha voluto seguire un unico filo conduttore: il forte bisogno di espressione di un’identità. Shania Matthews, proveniente dal Regno Unito, vincitrice di quest’anno, si è ispirata alle origini, alla propria provenienza alle proprie passioni e/o interessi, ma non solo. In un mondo dove moda vuol dire di tutto un po’, abbiamo visto una passerella dove autenticità e esperienze venivano raccontati in modo del tutto naturale, dove i vestiti fungevano da parole.
Possiamo dire che Polimoda non sia solo una scuola, ma una vera e propria palestra di vita che, se sfruttata al meglio, attraverso le occasioni che offre come il Business Links, appuntamento annuale per favorire le opportunità di carriera dei giovani talenti una volta terminato il corso di studi, e i suoi contatti, può essere un vero e proprio trampolino di lancio di cui fare tesoro, un ambiente dove respirare cultura e attualità.

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