NICO VALSESIA – IMPRESE ESTREME: IL POSSIBILE NELL’IMPOSSIBILE

InfluencerInterview
BEATRICE FRANGIONE

Imprese all’apparenza folli, ma straordinarie, che abbracciano la bellezza degli oceani, l’infinità dei deserti e la maestosità delle catene montuose. Nico Valsesia, 47enne di Novara, ne è il protagonista. In più di
vent’anni di onorata carriera, ha collezionato una lunga serie di imprese sportive estreme e record in giro per il mondo. Del suo motto “la fatica non esiste” ne ha fatto un libro, nel 2014. È istruttore di sci, ciclista,
campione di endurance, ultratrail runner e organizzatore di tour di cicloturismo estremo e competizioni no-limits, come ad esempio il K3, l’evento Red Bull che è entrato nel circuito mondiale di skyrunning, e la toubkal in Marocco. Proprio in Marocco, nel 2019 prenderà il via “let’s ski together”, un progetto finalizzato alla donazione di
attrezzature sciistiche di cui Nico è prima voce e promotore.

Com’è nata la sua passione per lo sport estremo?
Sono nato in un paese (Borgomanero, Novara, n.d.r) situato tra le montagne, a 1500 metri dal livello del mare. Un luogo in cui principalmente si scia, quindi sport più comuni come il calcio, ad esempio, non sono stati
mai molto praticati. Sin da ragazzino ho sempre amato avventurarmi per ore, e con la sola compagnia del mio cane, tra la natura della montagna. Amavo stare solo, e questa mia capacità di saper affrontare l’endurance
credo sia in parte ereditaria: mia mamma non ha mai praticato sport, ma nella vita ha lavorato come commessa in un bar-pasticceria. Attaccava alle 5 del mattino e staccava a mezzanotte. E oltre questo, faceva i lavori
di casa. Una resistenza incredibile; se nella vita avesse fatto l’atleta, probabilmente si sarebbe distinta nella maratona. Il suo motto è diventato il titolo del suo libro. Quale filosofia c’è
dietro al fatto che “la fatica non esiste”? La fatica esiste, tutto sta nel non sentirla. Perchè se riesci a fare di quello
che è la tua passione la tua vita, allora la fatica non esiste. Se riesci a rendere la tua passione il tuo lavoro, hai vinto, e non esistono soldi in grado di pagare questo tipo di soddisfazione. Credo che nella vita sia
importante non accontentarsi mai, lottare per raggiungere i propri sogni, perché la fortuna non casca dal cielo, la fortuna si crea. Pensandoci, “la fortuna non esiste” potrebbe essere il titolo di un mio prossimo libro.

Coltiva degli hobby?
Il mio lavoro lo è. Allenarmi tutti i giorni per 4 o 5 ore è un piacere, uno sfogo, la mia felicità. Sono sereno quando mi alleno, è come una dipendenza.

Come si concentra prima di un’impresa?
Col passare del tempo ho imparato a conoscermi e a riconoscere
quando sono in forma, è tutta una questione di “testa”. Prima di una sfida cerco di focalizzarmi solo su quello, anche se gli altri pensieri e ciò che c’è al di fuori delle gare non posso cancellarlo. Mi
concentro intensamente su uno specifico spicchio di quella torta che rappresenta la mia vita per dare il massimo, che raggiungo anche grazie agli stimoli: il più importante è rappresentato dai miei
tre figli.

Parliamo ora del progetto “Let’s ski together”: da quale idea nasce e perchè ha scelto proprio il Marocco?
Il Marocco è nel mio cuore, per svariati motivi. Non tutti sanno che è patria dell’immensa catena dell’Alto Atlante, caratterizzata anche da montagne di 4mila metri. Lo scorso anno mi trovavo proprio in Marocco
a sciare, come tante altre volte. Ricordo che aveva nevicato moltissimo, in due giorni si erano formati circa 3 metri di neve. Durante lo sci alpinistico, passando tra un villaggio e l’altro, rimango stupito alla vista di ragazzini
che tentavano di sciare utilizzando stivali di gomma inchiodati su tavole di legno: il loro entusiasmo e la loro grinta mi avevano colpito molto, così tanto da iniziare a pensare a cosa poter fare per renderli felici facendoli
divertire. La sera successiva al mio ritorno dal Marocco, ero ospite da Fazio. Ed è lì, in diretta, che ho deciso di dare vita a questo progetto. Ho iniziato a spargere la voce per raccogliere delle
attrezzature da donare a quei ragazzi; un riscontro incredibile, tanta gente da privati agli sci club, persino una nota azienda di forniture ha contribuito alla causa con 900 paia di sci nuovi, delle
tute, e 500 scarponi. Per un totale di 2500 pezzi.

A quando il via?
“Let’s ski together” inizierà il 21 gennaio 2019. Il 22, all’arrivo del camion, io e una decina di volontari italiani, insieme ai molti amici collaboratori del posto, scaricheremo il tutto alla stazione
sciistica di Oukaimeden e raggrupperemo tutti i ragazzi che desiderano sciare. Cercheremo di organizzare nel miglior modo possibile, l’obiettivo è renderli contenti. Entrerò in gioco anche
come maestro di sci, impartirò lezioni per circa una decina di giorni. Ho preso anche accordi con il Governo marocchino e con la Federazione Royal marocchina di sci e di sport di montagna
per mettere a disposizione dei ragazzi gli impianti gratuitamente, oltre che dar modo di farli pernottare nella colonia di proprietà del governo. Il Marocco, come ho già detto, per me è un luogo magico, che mi ha sempre regalato buone notizie e conoscenze importanti. E con lui sono in debito. Portare un camion di sci è il minimo che io possa fare.

®Riproduzione riservata