Il menswear secondo Riccardo Grassi

Interview
FEDERICO POLETTI

Riccardo Grassi scommette sull’uomo dall’anima street&fashion più evoluta e lo fa con il nuovo progetto RG Man, show-room interamente dedicato allo stile maschile nella sua versione più avanguardista. Un progetto ambizioso che prima di tutto vuole essere un contenitore di novità e fucina di nuove tendenze, già a partire dallo spazio pensato per far risaltare le collezioni. Oltre ai brand già in scuderia con importanti linee uomo, come N°21, Drome e MSGM, si è aggiunto Fumito Ganryu, designer giapponese che è stato ospite all’ultimo Pitti Uomo, e rappresenta il casualwear innovativo. Proprio questo stilista visionario ha ispirato e spinto Riccardo Grassi a creare il nuovo spazio dedicato a un menswear contemporaneo. Così RG Man ospita il debutto europeo di Ground Zero, ad esempio, il brand street leader in Cina, ma anche le sneaker del newyorkese Joshua Sanders, le t-shirt e felpe di The Saint Mariner disegnate dal tattoo-artist Pietro Sedda, Alchemist, ormai sotto le luci della ribalta per le sue incredibili lavorazioni, fino alle più sovversive creazioni del russo Tigran Avetisyan.

TIGRAN AVETISYAN SS19

TIGRAN AVETISYAN SS19

Proprio nel suo headquarter in Via Piranesi, dove a breve aprirà anche un B&B dal design curato e un ristorante, abbiamo incontrato Riccardo Grassi per farci raccontare come è nato questo progetto.

Come è nata l’idea di questo nuovo spazio dedicato all’uomo?
Avevamo già una parte uomo con i brand più contemporary come MSGM o N°21, alla quale abbiamo aggiunto Fumito Ganryu, un designer molto raffinato, che è una via di mezzo tra un mondo street molto pulito e l’innovazione tecnologica. Abbiamo poi selezionato delle piccole realtà con collezioni che avessero un’identità molto precisa e soprattutto dei pezzi significativi, che diventassero un po’ l’oggetto particolare da mettere in negozio. Credo che nel menswear funzioni più l’oggetto e la storia che è dietro, lo storytelling, che il total look. Questa moda delle  “limited edition” sta influenzando il mercato in maniera potente. Abbiamo già avuto una risposta molto forte dal parte del mercato asiatico, perché loro comprano e apprezzano molto l’item particolare.

Come ad esempio Tigran Avetisyan, il designer russo con la T-shirt nella cornicie, che ha anche collaborato con Comme des Garçons…

Sì, per due volte e abbiamo portato anche un altro ragazzo russo, Walk of Shame, che fa donna e va fortissimo. Come ti ho detto sul contemporary eravamo già coperti, e volevamo affrontare la sfida dei giovani creativi: il nostro obiettivo è offrire ai negozi qualcosa di veramente speciale e unico.

Pietro Sedda

THE SAINT MARINER SS19

Anche lo spazio è stato pensato in modo molto diverso dagli altri, da chi è stato progettato?
Volevamo che questo spazio fosse molto più “raw”, per dare più importanza alle collezioni con un ambiente più crudo. Sono contentissimo ci sia un negozio così oggi. Lo spazio è stato progettato da Christian Rizzi, un giovane visual molto bravo. Credo sia il momento giusto per  dare un contesto speciale sia per la donna che per l’uomo. L’importante è che ci sia un vero  contenuto, altrimenti perché il negoziante o il cliente finale dovrebbero comprarti? Vogliamo ampliare il menswear perché credo ci sia molto spazio in questo segmento; oggi sono nati in tutto il mondo una serie di negozi molto forti che hanno fatto evolvere la corrente dello streetwear. Poi magari si evolvono in altro, senza tradire lo street, magari con proposte più colorate e pop ed è questo ciò che rappresenta il mondo giovane, quello dove si muovono i ragazzi. Ed è questo quello che vorremmo portare avanti noi in questo momento.

E quanto pensi che influisca il mondo dei social in questo mondo?
Tantissimo, questi mondi parlano la lingua dei social media, con Tigran Avetisyan ho fatto metà ordini solo inviando quel frame ai negozi. E’ un messaggio forte che arriva e si capisce, ed è virale tramite Instagram.

ARTICT EXPLORER

ARTICT EXPLORER

E cosa ne pensi della Milano Fashion Week uomo?
Milano è diventata più una destinazione per lo shopping che per la Fashion Week. Abbiamo una reputazione shopping enorme, con negozi che attirano clienti da tutto il mondo. A Milano c’è tutto in maniera molto completa, c’è un amore incredibile verso la città da parte degli stranieri, purtroppo per quanto riguarda la parte “momenti moda” deve dare una sterzata fortissima e capire come catturare questa parte giovane di cui parlavamo prima.  A Pitti, per esempio, ce la stanno facendo, sono due realtà molto diverse, ma credo si possa fare anche a Milano; la gente è pronta, le stesse persone che considerano Milano alla pari di Londra o di Berlino. Però vogliono vedere più vitalità, più show-room e multibrand forti. Siamo comunque costretti anche noi a migrare a Parigi durante le campagne vendite per sviluppare un business che nella capitale francese è sempre più attraente.

Quindi Parigi è ancora sul podio?
E’ potente perché è comunicativa e poi ha una lunga tradizione. Ma per la gente la moda a Parigi non è così cool, come a Milano. E questo è un plus in più che abbiamo, questa bellissima Milano contemporanea, la Milano dei bei locali e delle mostre, un fenomeno che è stata notati più dai turisti che dai milanesi. Le zone si stanno rivalutando e il mood che si respira è molto interessante e vivace.

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