L’ispirazione è potere: Lenny Kravitz per Dom Pérignon

Interview
FEDERICO POLETTI

“Quando penso a Dom Pérignon, penso a persone che stanno insieme, che si uniscono. Penso alla comunicazione che permette di avere ispirazione o essere ispirati a fare qualcosa. Non hai bisogno di un’occasione. La vita è l’occasione”, così Lenny Kravitz spiega il concept per il progetto speciale con Dom Pérignon. Da qui è nata l’idea di una mostra dal titolo “Assemblage” e della campagna pubblicitaria che l’artista ha scattato per interpretare la maison. La collaborazione tra Lenny Kravitz e Dom Pérignon è una relazione che dura da circa 10 anni. “Tutto inizia con l’incontro casuale con lo Chef de Cave Richard Geoffroy – spiega Kravitz – che mi ha fatto conoscere i Millesimati della Maison e il saper fare di Hautvillers, un luogo centrale per l’ispirazione di Dom Pérignon. E’ nata un’amicizia e un mutuo scambio che ha ispirato entrambi nelle rispettive discipline. Abbiamo capito che un giorno avremmo potuto fare qualcosa insieme, pur arrivando da diversi background”. Kravitz si rivela così un creativo versatile che spazia dalla musica al design, passando per la fotografia, passione che gli  è stata trasmessa dal padre giornalista per CNBC news, che a 21 anni gli regala la macchina fotografica. La campagna pubblicitaria per Dom Pérignon si focalizza sul tema del potere dell’ispirazione, comune a tutte le espressioni artistiche, e che stimola i creativi a superare i propri limiti e la stessa maison a rinnovarsi con i suoi Millesimati. Da qui è nata l’idea di ricreare e mettere insieme una cerchia di amici e persone eccezionali che si uniscono per la gioia di stare insieme, un gruppo in cui le idee prendono forma e dove immagini di divertimento e celebrazione definiscono l’attimo. “Essere il direttore creativo di Dom Pérignon significa innanzitutto poter costruire progetti fra amici”, ci tiene a sottolineare lo stesso Kravitz che ha organizzato un dinner party nella sua casa di Los Angeles. Tra i personaggi e amici della sua cerchia invitati e catturati dal suo obiettivo sono stati Susan Sarandon, che conquista con il suo sorriso e presenza magnetica, Harvey Keitel, una vera  leggenda del cinema, Abbey Lee Kershaw, attrice in ruoli intensi che si unisce con Zoë Kravitz illuminando il gruppo con la sua eleganza festosa. E ancora Benjamin Millepied, artista che personifica lo spirito contemporaneo della danza, il designer Alexander Wang, fino al Hidetoshi Nakata, famoso calciatore impegnato in progetti filantropici, nonché ambasciatore della tradizione giapponese nel mondo. Racconta ancora Kravitz: “Non conoscevo tutte le persone coinvolte, come ad esempio Harvey Keitel, ma alla fine è stato un incontro di diverse esperienze, un assemblaggio per l’appunto di personalità singolari che si sono unite grazie a Dom Pérignon. Per questo mi ha molto ispirato il libro fotografico che ritrae i personaggi dello Studio 54 del fotografo Ron Galella che ha colto la vita notturna di New York. Così ho scattato di notte con il flash durante un dinner & dance party nella mia casa a Los Angeles, dove tutti gli invitati si sono conosciuti in modo spontaneo, interagendo e condividendo insieme le proprie esperienze, non seguendo un copione.” Con questa mostra, che arriverà prossimamente in Europa, Kravitz festeggia 54 anni con il suo nuovo album Raise Vibrations e un tour in giro per il mondo: un album che esprime la piena maturità artistica di un artista ricco di commistioni culturali e di talento in ambiti anche molto differenti.

 

®Riproduzione riservata