Gaetano Pesce in mostra a Firenze: il mondo è donna

Art&DesignCulture
GIACOMO ALBERTO VIERI

Espone a Firenze fino all’8 febbraio, nelle tre nuove sale del Museo del Novecento, l’architetto e designer Gaetano Pesce. La mostra, intitolata “Maestà tradita”, non è stata inaugurata dall’artista per motivi di salute, ma l’opera inedita – la maestà tradita, appunto – grande scultura di donna, è stata presentata in Piazza Santa Maria Novella di fronte alla famosa basilica progettata da Leon Battista Alberti per la famiglia Rucellai nel 1470. Pesce avrebbe voluto posizionare la sua opera in Piazza della Signoria, ma il sindaco della città, Dario Nardella, non ha dato il consenso. In attesa della grande scultura, nel museo sono esposte varie opere inedite dell’artista, ormai famoso in tutto il mondo, opere dedicate alla donna. Ogni sala, attraverso odori, suoni, sostanze liquide, elementi vari, denuncia la difficoltà di essere donna ancora oggi, nonostante la forza creatrice che l’identità femminile porta con sé. Entrando ci attende una enorme UP rivestita di variopinti indumenti femminili, mentre di fronte troviamo delle UP a strisce bianco e nere incatenate a guisa dei carcerati a significare la libertà impedita alle donne ancora osteggiate e vilipese da una società maschilista. La up o upchair è stata progettata da Pesce nel 1969 e rappresenta la maggiore testimonianza del design radicale degli anni 60/70. Esposta nei musei di arte contemporanea più importanti, la Up rappresenta, oltre la ricerca di forme e materiali nuovi, un modo di parlare politicamente della condizione delle donne vittime dei pregiudizi degli uomini. La up 5 richiama nella sua forma il grembo materno, simbolo di protezione, mentre la sua forma avvolgente e sinuosa trasmette il senso della fertilità come nelle Veneri paleolitiche. La up è quindi un elogio alla donna, la quale è continuamente sollecitata però ad ingoiare bocconi amari. L’artista ha posto su dei blocchi dei pezzi di pane, degli stecchini e un contenitore con del fiele invitando a rischio e pericolo ad assaggiarli. Grande sostenitore dell’universo femminile (“Il mondo è donna”) Pesce affronta un tema attualissimo con grande esperienza e amore. Inoltre, l’evento della collocazione della scultura più importante è avvenuto alla presenza di Vittorio Sgarbi e Sergio Risaliti, organizzatori e curatori della mostra.

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