Il fotografo del misticismo: Pierre Barbrel

Art&DesignCultureInterview
ALESSIA CALIENDO

Accalmie du centre

Una formazione nell’ambito moda e un passato da fashion designer assistant. Il passaggio da davanti a dietro l’obbiettivo è stato graduale o fulmineo?
La definisco una transizione veloce, perchè il mio sogno è sempre stato quello di diventare un artista.
 Ho deciso di studiare moda perché era il giusto compromesso tra una vita economicamente sicura e l’espressione creativa. Quando sono entrato nel vivo del lavoro ho capito di essere molto lontano dalle mie aspirazioni. Per inseguire i miei desideri ho deciso, quindi, di concentrarmi unicamente sull’arte.

Definito da alcuni critici il fotografo del misticismo, all’interno delle sue opere si percepisce la dimensione anti-iconoclasta. Come è giunto all’affermazione di una propria identità artistica?
Le ispirazioni arrivano da ciò che mi ruota intorno e i lavori finali sono prodotti dalle esperienza, dai sogni e dagli echi.
 Sono affascinato dalla religione e del suo modo di enfatizzare la trascendenza. Con i miei progetti cerco di ricreare i segni presenti nell’epifania finalizzata alla conoscenza.

Il cambiamento è anche il fil rouge dell’opera ”Liminaritè”, datata 2014, che racconta lo switch dalla pubertà all’età adulta. In che modo ha affrontato la tematica?
La vita è fatta di cambiamenti: crescere, costruire, restare in piedi. Io sono ciò che ho costruito con le mie esperienze e mi rapporto al mondo che mi circonda.
 In Liminaritè gli adolescenti sono immersi in calme e infinite acque, come in un matrix, senza limiti e senza riferimenti di tempo o spazio. Percepito come embrionale e lontano, il corpo condivide l’esperienza della sua trasformazione in un’incubazione onirica. L’acqua è come una porta tra l’infanzia e l’età adulta, il passato e il presente, la vita e la morte, il sogno e la realtà.

Anche l’elaborazione dei suoi scatti è data da un susseguirsi di lavorazioni come il collage, il disegno e l’intervento digitale che, come ha affermato, portano alla fotografia nella sua esistenza primaria. Quanto tempo impiega per il completamento di ognuno di essi ?
Ogni lavoro non è completo fino al raggiungimento della mia soddisfazione. Sai quando inizi, nel momento in cui l’idea pervade la tua mente, ma non sai quando finirai.

“Fear of Breakdown” è una serie di 24 foto che ricostruisce frammenti di memoria come in un album dei ricordi. Sostiene di essersi ispirato a alcune opere letterarie, quali?
Il mito di Icaro e il peccato originale tratto dalla Bibbia mi hanno ispirato per Fall from Heaven, dove affronto la tematica del castigo per giungere alla cognizione. Aggiungo Fear of Breakdown di Winnicott, che mi ha affascinato per come la separazione del neonato dalla sua genitrice crei l’identità dell’individuo.

Premiato due volte da Art Capital e già membro della fiera, su quali progetti sta lavorando attualmente?
Sto lavorando a un progetto che esplora la femminilità. analizzando i cambiamenti della triade Vergine- amante e Madre, per esprimere le molteplicità dei volti di una donna.

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