Festa del Cinema di Roma: un’edizione da record

CinemaCulture
ENRICO MARIA ALBAMONTE

Un menù così ricco in 12 edizioni della Festa del Cinema di Roma non si era mai visto e i numeri lo confermano: 268 proiezioni, +13% di incassi, oltre 39.000 biglietti venduti, 11 sale in città e 7 sale nell’Auditorium Parco della Musica, epicentro e cuore pulsante della manifestazione. Sotto l’egida della Fondazione del Cinema per Roma presieduta dall’autorevole critica cinematografica Piera Detassis e con la brillante direzione artistica di Antonio Monda e della sua equipe che ha selezionato ben 106 film provenienti da 23 paesi questa edizione resterà negli annali della kermesse di cinema che può effettivamente rilanciare come sta facendo, il ruolo di Roma nella mappa dei festival internazionali dedicati alla settima arte. Ma veniamo alle presenze dal firmamento del cinema straniero ed italiano molte ed eccellenti. Sul red carpet della Festa del Cinema di Roma che ha tenuto banco nella capitale dal 26 ottobre al 5 novembre 2017 hanno sfilato per incontrare un pubblico caloroso ed entusiasta personalità del calibro di Christoph Waltz attore di Quentin Tarantino, Terry Gilliam, Tim Burton e di Roman Polanski, Xavier Dolan in versione chioma biondo platino che a soli 28 anni ha già al suo attivo la regia di diversi film alcuni dei quali insigniti di premi ed è al lavoro sul suo settimo film da regista, Jake Gillenhaal che oltre a partecipare a un interessante incontro con il pubblico ha proposto al festival di Roma il film ‘Stronger’ di David Gordon Green, la storia di un uomo comune e di un promettente atleta, Jeff Bauman che lotta fra la vita e la morte vittima di un attentato terroristico che lo riduce su una sedie a rotelle in occasione della maratona di Boston del 2013, e il grande interprete shakespeariano Ian McKellen. Senza contare Vanessa Redgrave, 80 anni vissuti con impegno e passione, che a Roma ha presentato un toccante documentario che è anche il suo esordio come regista,‘Sea sorrow’ sui bimbi migranti. Il culmine la festa l’ha raggiunto con l’approdo nella capitale di David Lynch in persona, guru visionario del cinema dark e fantasy, regista di ‘Dune’, ‘Velluto blu’, Mulholland Drive’ e della serie televisiva ‘Twin Peaks’, un cult degli anni’90 di cui è stato da poco presentato il sequel sempre con protagonista Kyle MacLachlan. In forma smagliante il cineasta amante di Fellini e del cinema italiano ha ricevuto da Paolo Sorrentino il premio alla Carriera a coronamento di una festa del cinema ricca di film suggestivi e intensi italiani ed esteri. E anche se la presenza del cinema tricolore non è stata preponderante come ci si poteva aspettare in un festival come questo, così sfaccettato e poliedrico, aperto alla diversità geografica e tematica, due film italiani hanno aperto e chiuso la maratona di cinema capitolina: ‘La ragazza nella nebbia’ con Toni Servillo e Alessio Boni per la regia di Donato Carrisi come pre-apertura il 25 ottobre e il 4 novembre ‘The place’ di Paolo Genovese già apprezzato per ‘Perfetti sconosciuti e che ha portato sul tappeto rosso tutti gli attori più noti del cinema Made in Italy, coinvolti nel cast del suo film corale: Mastandrea, Marchioni, Puccini, Papaleo, Ferilli, Rohrwacher e altri. Un film sulla vita, il destino e la morte, il fato e l’esistenza. E di romanticismo e drammi esistenziali pubblici e privati si racconta nel bel film di Paolo e Vittorio TavianiUna questione privata’ distribuito da 01 Distribution, poetico affresco, tratto dall’omonimo romanzo di Beppe Fenoglio, di un triangolo amoroso vissuto in modo struggente dai tre protagonisti Luca Marinelli (Milton) introverso e intellettuale, Lorenzo Richelmy (Giorgio) il dandy-seduttore e Valentina Bellé (Fulvia) la magnifica preda, in cui il dramma personale di Milton, eroe romantico e idealista schierato come Giorgio con i partigiani, pieno di pathos, si intreccia a quello dell’Italia della Seconda Guerra Mondiale fra rimpianti e scoperte di verità sepolte nell’intimo.

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