Cinque indirizzi lacustri da non tralasciare. Assolutamente

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CAMILLA ROCCA
Vecchia Malcesine
  • Capriccio: a Manerba del Garda, un luogo dove cenare a pelo d’acqua, da un ampio salotto che domina tutto il lago. La chef patron Giuliana Germiniasi ha continuato la tradizione di famiglia, portando nuovi spunti a piatti tradizionali, supportata dalla attenta maitre (e figlia) Francesca Tassi. Una cucina tutta al femminile.
  • Il ristorante Regio Patio, all’interno dell’hotel Regina Adelaide: un gioiello di ospitalità seguito dalla famiglia Tedeschi che, da Garda, porta alto il nome della cucina dello chef Andrea Costantini, non solo nella parte veronese del lago di Garda. Signature dish dello chef da non perdere il ramen all’italiana, con pesce di lago.
  • Vecchia Malcesine: una terrazza che guarda a strabiombo su Malcesine, dal suo castello scaligero fino ai surfisti, che godono delle sue onde. Lo chef Leandro Luppi guarda sempre avanti: l’innovazione è dietro l’angolo, come per il piatto Perla nera, divertente antipasto dove la capasanta ha la consistenza di quella cruda, ma la si scopre cotta.
  • Pesce d’oro: ristorante storico, fronte lago nel comune di Chiusi, borgo bandiera arancione del Touring Club, al Pesce d’oro si gusta una prelibatezza dimenticata, tipica dalla cucina etrusca: il brustico, ovvero il persico di lago abbrustolito secondo le ricette tramandate nei secoli e cotto con le sottili canne del lago di Chiusi.
  • La Trota: a Rivodutri la scommessa dei fratelli Serva, Sandro e Maurizio, è stata immane, ovvero conquistare il palato degli avventori con un ingrediente tra i più poveri, il pesce di acqua dolce, e creare su questo tema piatti raffinati, eleganti e gustosi. I colori della Riserva Naturale dei Laghi si specchiano nei piatti: dalla Zuppa di tinca alla Carpa in crosta di semi di papavero, dalle Zite arrostite con coregone affumicato e carciofi chips al Luccio perca cotto sulla pelle.

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