Cinecult: The Circle di James Ponsoldt

CinemaCulture
ENRICO MARIA ALBAMONTE

Che prezzo saremmo pronti a pagare per la piena condivisione dei nostri dati online e il superamento di ogni confine della privacy in una società dove “i segreti sono bugie” e “vedere è bene ma conoscere tutto è meglio”? A queste e ad altre domande tenta di rispondere il film ‘The circle’ diretto da James Ponsoldt. Distribuita da Adler Entertainment e Good Films, la pellicola è tratta dal romanzo ‘The circle’ di Dave Eggers che ha collaborato attivamente alla scrittura di questo film. Nel cast accanto al talentuoso Bill Paxton il film esibisce Tom Hanks ed Emma Watson. Quando Mae Holland (Emma Watson) viene assunta per lavorare a The Circle, la prima azienda di tecnologia e social media del mondo, è sicura di aver vinto la lotteria. Man mano che progredisce di grado e posizione nella società Mae viene incoraggiata dal fondatore della società Eamon Bailey (il premio Oscar Tom Hanks) che nel film sembra quasi un visionario stile Steve Jobs, a rinunciare totalmente alla propria privacy e a vivere la sua vita in un regime di trasparenza assoluta e di connettività totale dei propri dati. Ma il bello-si fa per dire- è che nessuno è veramente al sicuro quando tutti hanno la possibilità di guardare. La società crea delle micro videocamere wireless collegate via satellite che sono in grado di ‘spiare’ e monitorare la vita di chiunque in ogni parte del mondo e la società acquista il potere di elaborare analiticamente in tempo reale i dati incamerati grazie a un algoritmo. L’inventore del sistema social di The Circle chiamato True You, Ty (un validissimo John Boyega già visto in Star Wars Episodio VII- Il Risveglio della Forza) se ne vergogna e mette in guardia Mae sui rischi insiti nel meccanismo di The Circle: “Tutti siamo studiati: in questa società immagazzinano dati per aumentare ricchezza e controllo nel disprezzo della privacy”. Quando Mae si mette totalmente a nudo a The Circle rendendo la sua vita completamente trasparente scopre le tare del sistema e decide di reagire. Il film è basato sull’interpretazione della giovane eroina, la Watson al quale viene dato ampio risalto drammatico soprattutto nelle sequenze ad alta tensione narrativa dove emerge il carattere del personaggio, determinato ma assolutamente privo di cinismo e portatore di sani valori e vivacità intellettuale. “Quello che temo veramente è il mio potenziale inespresso” dice la protagonista in una sequenza del film che è interessante e avvincente proprio perché si interroga sulla legittimità e i valori di un sistema di relazioni che ci riguarda sempre di più nel profondo. Da vedere.

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