Cinecult: The Bye Bye Man di Stacy Title

CinemaCulture
ENRICO MARIA ALBAMONTE

“Non dirlo, non pensarlo”: quando The Bye Bye Man, il terrificante mietitore dall’oscura figura entra nelle menti delle persone non c’è via di scampo se non evitare di pensarlo e di pronunciare il suo malefico nome. Nasce così il plot di ‘The Bye Bye Man’ diretto da Stacy Title e distribuito da Koch Media. Il film basato su ‘The bridge to Body Island” è la storia inquietante ambientata nel 1990 di tre ragazzi Elliott (interpretato da Douglas Smith), John (Lucien Laviscount) e l’avvenente Sasha (Cressida Bonas), studenti universitari che decidono di convivere in una vecchia casa che custodisce le tracce di una forza sovrannaturale che per decenni ha terrorizzato vittime ignare, The Bye Bye Man. Il malefico mietitore oscuro (che nel film è impersonato da Doug Jones) si insinua nelle vite dei 3 ragazzi manipolando i loro pensieri, le loro visioni e le loro fantasie fino a distorcere completamente la realtà. Per aiutare le persone che gli sono accanto e sconvolto dai suoi pensieri nefasti, Elliott comincia a indagare sul passato di The Bye Bye Man, cercando di conservare la sua sanità mentale, ma si troverà a scoprire le storie passate di un giornalista che avendo pubblicato un articolo sul mostro ha eliminato fisicamente tutte le persone che sapevano della sua esistenza e ne avevano parlato. Nel cast spicca un bel cammeo di Faye Dunaway e la partecipazione di Carrie-Anne Moss, autentiche leggende del cinema. Il film, a metà fra horror psicologico e apoteosi di effetti speciali, ha terrorizzato oltre 2 milioni di spettatori in America. Tutto si basa sul tarlo diffuso dei pensieri inquietanti che come un avvertimento ossessiona ognuno di noi e in questo senso si fonda su premesse realistiche, soprattutto per chi crede nell’occulto e nelle forze esoteriche che sono sottese alla realtà materiale.

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