Cinecult: Loro 1 e Loro 2 di Paolo Sorrentino

Cinema
ENRICO MARIA ALBAMONTE

Ambizioso e impavido il regista e fine cineasta napoletano Paolo Sorrentino si cimenta stavolta nell’impresa ardua di raccontare attraverso fatti di finzione, più o meno reali o verosimili, un personaggio complesso e pregnante come Silvio Berlusconi. Secondo il regista che ha diviso il film in due capitoli il primo più allegorico e leggero, il secondo più intimo e politico pregnante Berlusconi lo è, anche se non ha usato questo termine per definirlo, in quanto somiglia al torero di Hemingway che compare in ‘Fiesta’. E come il torero plaudito dalla sua corte multiforme non ha paura di affrontare l’arena dell’opinione pubblica fra consensi e dissensi altalenanti e il giudizio castrante seppur legittimo della magistratura e di un establishment di sinistra poco incline alle sue serenate.

La cinematografia surreale e visionaria si riverbera nell’estetica magniloquente firmata da Paolo Sorrentino, che potrebbe essere anche il David LaChapelle del cinema internazionale soprattutto in questi due film, ‘Loro 1’ e ‘Loro2’, distribuiti per l’Italia dalla Universal Pictures. Due capitoli di un’unica saga grottesca quanto tragica, comica quanto pensosa e carica di pathos. Entrambi i capitoli iniziano in Sardegna e sviluppano i fatti che si sono svolti in Italia fra il 2006 e il 2010 con un Berlusconi intento nella seconda parte ‘Loro 2’ a convincere i famigerati sei senatori a passare dalla sua parte per conquistare l’ambita maggioranza.

Se il primo film racconta l’ascesa di Berlusconi e con lui di alcuni personaggi si potrebbe supporre Sandro Bondi, Daniela Santanché e il ‘talent scout’ Giampaolo Tarantini (ma sono solo supposizioni) con forse Stefano Ricucci e Francesca Pascale e sicuramente Noemi Letizia, nel secondo capitolo arriva il dramma, lo scontro e la separazione fra il re del Bunga Bunga e il corifeo delle olgettine da un lato ovvero Silvio Berlusconi spudorato e gaudente impersonato da un sempre sublime Toni Servillo e dall’altra una eloquente Elena Sofia Ricci che, interpreta Veronica Lario e durante la discussione clou del secondo film svela la vera natura di Berlusconi: “Sei rimasto il solito piazzista”. Ma se il film in 2 atti che non punta un dito accusatorio in modo netto-almeno non è l’intento dichiarato del regista-su Berlusconi sottolinea una cosa è che la per così dire la ‘forza’ e la‘grande risorsa’ del leader di centro destra, la sua abilità di venditore di cui dà un saggio efficace proprio all’inizio di ‘Loro 2’.

Fra feste, bambole, menestrelli, sprazzi di saggezza politica e non e il grande silenzio della magione in Sardegna che avvolge tutto, presidiata da un personaggio enigmatico interpretato da Dario Cantarelli c’è un bello spazio per far venire in superficie le verità, le emozioni, i sentimenti che definiscono l’anima di Silvio Berlusconi. Sullo sfondo accanto alla poetica fotografia di Luca Bigazzi che tutto scolpisce, un cast d’eccezione, composto fra gli altri da Ugo Pagliai Anna Bonaiuto, da Fabrizio Bentivoglio e Riccardo Scamarcio, da Kasia Smutniak e Roberto Herlitzka.

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